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Attico Startup, il primo coliving per startupper

28-01-2018

Di Silvia Santachiara

Attico Startup, il primo coliving per startupper

Abitare insieme non è più solo cosa da studenti. Perché oggi, condividere spazi e quotidianità piace anche agli imprenditori. A Bologna è partito un vero e proprio esperimento di vita e lavoro tra startupper. Si chiama Attico Startup e a prima vista potrebbe sembrare una casa come tante altre, ma in realtà è un coliving di oltre 250 metri quadrati dove far circolare idee, scambiare esperienze e consigli, condividere progetti in una contaminazione senza fine, anche attraverso incontri e aperitivi di networking con altri imprenditori e liberi professionisti.

“Stavo cambiando casa quando ho conosciuto Luca nel mondo delle startup di Bologna- racconta Tommaso Grotto.- Abbiamo deciso di andare a vivere insieme, ma volevamo condividere lo spazio con altre persone e ci piaceva l’idea che fossero ragazzi con le nostre stesse esigenze, che rispettassero i modi e i tempi del nostro lavoro”.

Da qui l’idea di lanciare la proposta ad altri imprenditori. Oggi a dividersi gli spazi sono quattro giovani imprenditori, tutti tra i 24 e i 32 anni, e tre startup: Tommaso Grotto di Kopjra Srl, azienda specializzata nella protezione della proprietà intellettuale e della privacy, Luca Gisi e Angelo Libero Mangieri di Tickete Srl, startup che permette di vincere buoni regalo e promozioni scattando foto agli scontrini e Marcello Violini di Teyuto, piattaforma di e-learning recentemente incubata presso Nana Bianca. Un nuovo modo di vivere e lavorare, senza orari fissi ne confini precisi, che si modella sulle esigenze del fare impresa.

“La fase di lancio di una startup non è semplice. È importante potersi confrontare con chi ha le tue stesse difficoltà, avere la possibilità di uno scambio continuo, nel proprio quotidiano, e condividere il lavoro anche a casa se necessario- continua-. All’inizio la vita si fonde con il lavoro fino quasi a coincidere, magari la mattina iniziamo più tardi ma può capitare di andare avanti ad oltranza la sera o il week end e abitare con chi ha il tuo stesso stile di vita aiuta moltissimo”.

Il rischio di non «staccare» mai però è sempre dietro l’angolo. “Dipende molto dai rapporti tra coinquilini- precisa-. Durante il giorno lavoriamo al TIM #WCAP, il coworking di TIM in via Oberdan, e quando torniamo a casa la sera coltiviamo le nostre passioni, oppure usciamo…certo, possono capitare giorni in cui abbiamo bisogno di continuare a lavorare, ma abbiamo una vita privata assolutamente normale (sorride)”.

Non solo una casa quindi, ma anche un coliving, un coworking, un incubatore e uno spazio dove i ragazzi organizzano momenti di formazione, incontri sull’imprenditorialità e aperitivi per entrare più facilmente in contatto con altri professionisti e far nascere progetti e collaborazioni. Ma anche un modello, che può essere esportato e replicato. “Al momento a Bologna e probabilmente anche nel resto d’Italia siamo l’unico coliving per startup ma si potrebbe trasformare in una vera e propria attività, anche se sarebbe necessario uno spazio più ampio per poter affittare stanze e posti letto e una formula contrattuale ad hoc- spiega-. Potrebbe interessare a tanti giovani imprenditori, che beneficerebbero così di tutto l’indotto che il progetto porta in termini di condivisione, sostegno, nuove opportunità”. Intanto, i ragazzi hanno fatto anche provare a circa 50 imprenditori italiani pro e contro, facendoli salire tutti “sulla stessa barca”. In collaborazione con MSC Crociere hanno organizzato Reboat, la prima crociera per startup e talenti italiani dove vivere, per un periodo limitato, la stessa esperienza che stanno vivendo loro. Anche se in mare, invece che in un attico.

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