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Charlatan, storyfishing. Di pesci, d’amore e di altre storie.

22-02-2018

Di Giulia Fini

Charlatan, storyfishing. Di pesci, d’amore e di altre storie.

Se nell’immaginario comune un artista va a caccia di storie da poter raccontare, c’è chi invece quelle storie le va a pescare.
È il caso di Mattia Caracciolo, illustratore e artista originario di Taranto, che vive a Bologna ma sogna la California. Dallo stile, come dice lui, “a metà tra Renè Gruau e Hanna Barbera, dentro a quel mondo cartoon però molto elegante, con quelle donne dai grandi sorrisi”.

Se cibo e moda sono sempre stati i leitmotiv delle sue illustrazioni, dal 2015 si è imbarcato in un nuovo progetto: Charlatan, storyfishing. Sbirciando sulle sue pagine social noto l’immagine di un piccolo pesciolino che nuota controcorrente. Decido di saperne di più. Per l’intervista ci vediamo da Off, così posso vedere un’opera di Mattia realizzata lo scorso 17 gennaio, il giorno prima del suo 29esimo compleanno. Non un semplice quadretto ma un’intera parete blu scuro. Un imponente acquario abitato da pesci e parole.

Il muro di Off – Foto di Giulia Fini

Mi racconta che si è trasferito a Vicenza con la famiglia quando aveva 5 anni, e che dopo vari spostamenti è approdato a Bologna dove ha studiato illustrazione e fumetto per due anni.

“Avevo necessità di lavorare. Ho deciso di partire allo sbaraglio cercando di trovare contatti, senza attraversare l’iter classico dell’accademia. Nel 2013, in tempi non sospetti, avevo iniziato a disegnare con il cibo. Ero a casa di questa mia amica Rebecca, eravamo in relax e ho creato un bikini con degli anacardi. Li ho messi sopra ad un disegno. E da lì, quell’agosto, ho iniziato a produrre questi disegni sempre in modo ludico. Mi sono accorto che molte persone, anche artisti molto importati, hanno cominciato a fare questo tipo di percorso, che ad oggi è diventato uno stile chiamato realitymix”.

Foto e illustrazione di Mattia Caracciolo

Grazie alla promozione sui social arrivano i primi contatti e collaborazioni con aziende sia italiane che estere tra cui Gamberini Bag (di cui abbiamo già parlato), Lush e Ippolita Jewelry New York.

“ll mio lavoro attuale è quello di creare contenuti illustrati su e-commerce e pagine social per promuovere i brand. Questo tipo di percorso è molto bello perché mi permette di reinterpretare i mondi degli altri che è quello che faccio anche con Charlatan”.

Illustrazione per Ippolita Jewelery New York

Quindi, chi è Charlatan?

“Sono io. Un pesce piccolo, molto agile, che si insinua in tutti i meandri del mondo dove c’è l’acqua. E con il suo occhio ipnotico raccoglie storie: vedo quel ragazzo che sta facendo un cocktail e mi immagino la sua vita, la traduco in un’illustrazione. Mi puoi dare una patatina e io da lì posso cominciare a “ciarlare”, e tu ci credi e puoi iniziare a sognare un po’. Il progetto nasce nel 2015, stavo affrontando un periodo un po’ particolare qui a Bologna. Ad una seduta di arte terapia mi chiesero: ‘come lo vuoi esprimere questo tuo disagio?’ Io presi un bicchiere, misi un foglio dietro disegnando un pesce che saltava fuori. Quel pesce aveva le sembianze di quello che tu oggi vedi tatuato qui”, mi dice mostrandomi il braccio.

Ci alziamo dal tavolo per vedere meglio la parete blu.

I pesci sono affiancati a diverse parole: ‘fiducia’, ‘gentilezza’, ‘devozione’, ‘sentimento’.
Scopro che questa parete racconta una storia d’amore. Non una qualunque ma quella personale e sofferta di Mattia.

“Ho voluto rappresentare un po’ i miei sentimenti nei confronti dell’amore in generale, ma riconducibili anche a quella che è stata la mia storia d’amore. Volevo sposarlo e portarlo a San Francisco con me, poi purtroppo è finita”.

Lui l’ha vista?

Esita un attimo e sorride. “Sì, gli è piaciuta molto. Rappresenta un sentimento che rimarrà inciso nella mia vita ma anche nella sua. Ho capito che non bisogna mai dare nulla per scontato e che non si sa mai cosa succederà”.

Foto e illustrazione di Mattia Caracciolo

Non solo sul braccio e sulla parete. Il pesce Charlatan si muove ovunque, su magliette, scarpe, tazze, borse, quadri.

“Il mio percorso artistico non sarà mai slegato dal business, non lo sarà mai perché ho capito che senza quello io non vivo: né materialmente né spiritualmente. Oggi sono libero professionista, e parallelamente porto avanti Charlatan sperando che diventi qualcosa di più ampio, non soltanto un brand per t-shirt. Per adesso rimane parte del mio percorso di arte visiva”.

Charlatan è ancora in fase di esplorazione, è ancora in una gabbia che aspetta di essere liberato… forse nella baia di San Francisco.

Foto e illustrazione di Mattia Caracciolo

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