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Fumetti, open call e un occhio oltre confine: il collettivo Lök Zine

06-03-2018

Di Luca Vanelli

Fumetti, open call e un occhio oltre confine: il collettivo Lök Zine

Una rivista di illustrazione collettiva, la cui idea “è quella di creare un percorso che è nostro, ma diventa anche parte dei creatori”. Così mi racconta Salvatore Giommarresi, uno dei responsabili di Lök Zine, rivista ma soprattutto collettivo artistico che si pone l’obiettivo di “ricercare il meglio dell’illustrazione e del fumetto a livello internazionale”. Un percorso anche dei creatori perché ad ogni nuovo numero chiunque ha la possibilità di partecipare attraverso una open call, come quella già lanciata per la prossima uscita che riguarderà il tema “Dimensioni”.

L’autore della copertina è Tony Cheung, lo stesso che ha fatto la copertina del singolo “Orgasmo” di Calcutta

Cos’ha di speciale Lök Zine?
“Lök Zine ha la particolarità di possedere un processo di nascita ogni volta diverso e innovativo. Intanto ogni numero possiede un tema, che solitamente è di ampio respiro e permette di essere interpretato in maniera anche molto diversa dalla fantasia di ogni artista. All’interno della rivista ci sono sempre anche due interviste: una al copertinista e un’altra ad una persona che ha a che fare con la tematica che affrontiamo.

La nostra grande particolarità sta nell’approccio collettivo: metà degli artisti vengono invitati prima, in base alla tematica, dicendo loro che avranno a disposizione determinate pagine; l’altra metà è individuata attraverso una open call, che solitamente va online 4/5 mesi prima dell’uscita, con la tematica che avrà il numero successivo.

La open call diventa fondamentale per individuare artisti nuovi e migliori. Quando un autore vince il contest per due volte, alla terza volta lo chiamiamo noi come invitato. La prima volta non lo conosciamo, ma ci piace; la seconda volta ci riconferma che il modo di lavorare è molto valido e funziona; la terza gli comunichiamo direttamente che se vuole ha alcune pagine a disposizione. Così abbiamo conosciuto e consolidato bei rapporti, come con il neuroscienziato Matteo Farinella, che pubblica con noi sin dall’inizio, o con Davor Gromilovic, artista serbo che abbiamo riconfermato anche per il prossimo numero.”

Mi pare abbiate anche un’indole internazionale..
“Noi ci poniamo come ricercatori del meglio dell’illustrazione e del fumetto a livello internazionale. Anche per questo la rivista è bilingue e se, per esempio, ci mandi un fumetto in italiano noi sotto lo traduciamo in inglese, e viceversa. Lasciamo sempre il font dell’autore, anche perché potrebbe far parte integrante della storia stessa, poi sotto alle vignette, con un font neutro, traduciamo il contenuto.

Vogliamo dare totale libertà all’artista, senza che si senta costretto a scrivere per forza in italiano. Noi nasciamo per un mercato mondiale e una diffusione internazionale, per spaziare anche al di fuori del mercato italiano e partecipare a festival internazionali. Noi ci sentiamo italiani, ma cerchiamo di restare sempre molto aperti, rendendoci conto che esiste un mondo intero oltre l’Italia.”

Perché il tema “Dimensioni” per il decimo numero?
“Il tema ‘dimensioni’ nasce dal fatto che, per quanto riguarda il prossimo numero, lanceremo un crowdfunding per aumentare le dimensioni e il formato della rivista. L’obiettivo è quello di raggiungere più iù del doppio delle pagine e di scrivere tutto completamente a colori.”

Quindi è soprattutto un vostro cambio di dimensioni?
“Assolutamente sì. In realtà le tematiche spesso sono collegate a quello che succede a noi. La rivista diventa uno storytelling stesso di quello che noi andiamo a fare. Ci ispiriamo continuamente al nostro percorso, a quello che stiamo facendo.

Ad esempio, nel numero 5 volevamo cambiare la carta e il logo non aveva ancora una sua forma esatta. Ogni volta, infatti, un artista lo ridisegnava da zero. Ad un certo punto abbiamo deciso di volere qualcosa di più riconoscibile, più identitario. Nel momento in cui abbiamo deciso di compiere questo passo, la tematica che abbiamo scelto è stata ‘ID (identità)’.”

Perché Lök Zine?
“Il nome proviene dalla lingua svedese e significa ‘cipolla’. Cipolla perché pensiamo che Lök Zine sia formata dalle competenze e dai vari artisti che entrano in contatto con la nostra realtà: ogni strato è o diventa parte del progetto.”

Com’è nata la rivista?
“Lök Zine nasce nel 2011 da un gruppo di persone che avevano la necessità di fare qualcosa in più rispetto a quello che veniva fatto in Accademia. Là c’era molta teoria, molta pratica, ma tutto si fermava al lavoro del singolo. Mentre noi sentivamo la necessità di qualcosa di più collettivo. Perciò ci siamo messi insieme e abbiamo cominciato a fare la rivista, in maniera totalmente autofinanziata.
La squadra attualmente è composta da me e altre due ragazze: Lucia Manfredi ed Elisa Caroli.”

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