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Il fenomeno virale di B.A.R, web serie girata a Bologna. In un bar

04-04-2018

Di Bruna Orlandi
Foto di Giulia Fini

Il fenomeno virale di B.A.R, web serie girata a Bologna. In un bar

Se siete passati in via Guerrazzi davanti al civico 14, probabilmente avrete notato una lavagna che ogni giorno propone indovinelli e battute.

È del Caffè dell’Accademia e al mio ingresso riportava “Se si allunga ci si stanca, se si accorcia si è già stanchi”.

Ho una mezza idea di cosa sia ma preferisco tenerla per me.

Entro perché è qui che vengono girate le puntate di B.A.R., web serie bolognese che ha esordito lo scorso settembre ed è già un fenomeno virale che raggiunge in media 25.000 visualizzazioni a puntata.

Da sinistra: il titolare del Caffè dell’Accademia Fabrizio Mori, Andrea Santonastaso, Eugenio Maria Bortolini, Lorenzo Ansaloni

A idearla e interpretarla sono Eugenio Maria Bortolini, Andrea Santonastaso e Lorenzo Ansaloni, tre attori bolognesi che, in omaggio a Bruno e Roberto, protagonisti della monumentale commedia degli anni’60 “Il sorpasso”, ne prendono in prestito i nomi dando forma all’acronimo B.A.R. e a Bruno, Andrea e Roberto, tre personaggi, ovviamente da bar.

Le loro puntate sono trasmesse ogni venerdì mattina sulla pagina facebook “BAR la serie”.

La prossima, quella del 6 aprile, è dedicata a rebus ed enigmistica, di cui Lorenzo è appassionato.

I tre amici, davanti a una telecamera posta a bordo tavolo, leggono il giornale, si scambiano gag, incontrano altri amici, consumano caffè e masticano battute su sport, cibo, donne, burian, omeopatia, elezioni, portando l’immaginario dello spettatore fuori dal bar, pur restando fermi al “loro” tavolo.

Ed è lì che li incontro per quella che vuole essere un’intervista semi-seria ma per la quale riesco a fare qualche domanda solo alla fine del nostro incontro, perché sì, loro parlano sempre.

Mi suggeriscono ciò che devo scrivere nell’articolo, ossia che tra di loro si piacciono molto, professionalmente parlando, che nessuno dei tre vuole emergere e vorrebbero che il pubblico non adottasse nessun personaggio in particolare ma tutti indistintamente, che in loro ho scoperto una vena poetica inaspettata, che hanno un’innegabile bellezza che affascina qualsiasi donna che li approccia, che sono infinitamente grati ai titolari del bar, Fabrizio e Matteo Mori, e infine che la donna è la cosa più bella del mondo.

Come è nata l’idea?

Lorenzo: “Dalla debordante fantasia di Andrea che si è immaginato che in questi tavolini ci fosse una webcam che inquadra le nostre conversazioni”.

Andrea: “Ma Eugenio è quello più propenso alla scrittura e se ne occupa più di noi perché gli viene spontanea”.

Lorenzo: “Tu hai l’idea, Eugenio scrive. E io che faccio?”.

Andrea ed Eugenio all’unisono: “Tu mangi, hai la gastrite, hai l’ansia!”

Io: “Hai l’ansia?“ chiedo a Lorenzo.

Lorenzo: “Come si fa a non averla?

Ecco, vedi!” mi dicono Eugenio e Andrea.

Provo a richiamarli all’ordine.

Come viene programmata ogni puntata?

“C’è un copione ben definito, decidiamo l’argomento e le battute da scambiarci ma, mentre giriamo, cambiamo e aggiungiamo, così ogni puntata non è mai uguale al copione che avevamo stabilito”.

E la telecamera?

“Bypassa il concetto di Camera Café perché lì la telecamera non è parte della storia, ma è una macchina del caffè davanti alla quale si recita. Noi invece facciamo le ordinazioni alla telecamera che è il nostro quarto personaggio”.

A proposito di personaggi, descrivetemi i vostri.

Bruno è sarcastico, tagliente, torvo, critico nei confronti degli altri, ha tante donne delle quali però è anche vittima. Andrea è più bambinone, si entusiasma per le piccole cose ed è il più tecnologico dei tre, Lorenzo è un po’ la vittima, ma quando può bastona anche lui, e si lamenta spesso”.

A volte vi raggiunge un ospite. Chi è passato a trovarvi?

Vito, Giorgio Comaschi, la ballerina Anastasia Kuzmina e mio padre”.

Rido pensando sia un’altra battuta, ma solo quando arrivo a casa e consulto l’oracolo tecnologico scopro che il padre di Andrea è Pippo Santonastaso, un mito per la mia generazione e certamente per me che ho visto molti dei suoi film.

Qual è il vostro pubblico?

“Molti bolognesi di età compresa tra i 35 e i 65 anni, soprattutto donne. È la generazione che “Star Wars” lo chiamano ancora “Guerre Stellari”, e che quando dici “Amaro” non pensa al Lucano, ma al China Martini, al Fernet Branca, al Cynar e al Brancamenta”.

Non solo comici.

Eugenio è Direttore Artistico del Teatro San Salvatore di Bologna e, ci tiene a dirlo, è stato testimonial dello spot Cotabo Taxi Bologna. Ha partecipato ad alcune puntate dell’ispettore Coliandro e una lo ha visto protagonista.

Andrea è Direttore Artistico del Teatro Cantelli di Vignola. In televisione si è visto in un ruolo da co-protagonista nella saga familiare “Un matrimonio” firmata Pupi Avati e ha recitato ne “La Bella e la Bestia” con Alessandro Preziosi.

Lorenzo Ansaloni insegna recitazione e l’altra sera “ha fatto una lezione della Madonna”, ha partecipato a un film per la tv tedesca “Vacanza con mamma” e “Made in Italy”, film di Ligabue con Stefano Accorsi, con cui ha girato anche l’ultimo spot della Peugeot. Lorenzo, tra il serio e il faceto, aggiunge “Stefano Accorsi ormai non si muove senza di me”.

Ma questi sono solo gli ultimi lavori.

Li saluto e prima di uscire chiedo a Fabrizio, titolare del bar, quale sia la risposta dell’indovinello.

“La passeggiata”.

Io, maliziosa, avevo pensato a tutt’altro.

 

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