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“Il viaggio perfetto è circolare. Parte da casa e arriva a casa”. Torna IT.A.C.à, il festival del turismo responsabile

22-05-2018

Di Elena Ghini

“Il viaggio perfetto è circolare. Parte da casa e arriva a casa”. Torna IT.A.C.à, il festival del turismo responsabile

“Il viaggio perfetto è circolare. Parte da casa e arriva a casa”.

Torna IT.A.C.à, il festival del turismo responsabile, in programma dal 25 maggio al 4 giugno.

Un festival europeo unico nel suo genere, che promuove modelli alternativi di turismo, sostenibile e rispettoso delle culture locali, e che quest’anno ha vinto il premio UNWTO (United Nation World Tourism Organization).

Abbiamo raggiunto Sonia Bregoli, cofondatrice di IT.A.C.à  per farci raccontare i dieci anni del festival, ma anche cosa c’è in programma per questa edizione.

Sonia, come è nato IT.A.Cà?

L’idea era di promuovere un festival incentrato sul tema del viaggio diverso rispetto al concetto attuale di turismo di massa. Pierluigi Musarò ed io dieci anni fa, con l’associazione YODA, abbiamo iniziato organizzando campi di volontariato nei paesi che allora erano in via di sviluppo. Dalla nostra passione per i viaggi e dalla volontà di valorizzare il turismo alternativo è nato il festival. Abbiamo giocato sul doppio significato del nome: Itaca è l’isola per antonomasia, Ulisse navigò dieci anni per tornare a casa. E in dialetto bolognese it a cà? Significa: sei a casa?

La prima edizione è stata diversa dalle successive perchè legata al viaggio all’estero. Dalla seconda edizione abbiamo spostato l’attenzione sul nostro territorio. L’Italia e in particolare il bolognese. Per viaggiare non importa andare lontano, viaggiare è anche riscoprire la propria città con occhi diversi. Ritrovare percorsi da fare in bicicletta, a cavallo, in barca, a piedi nel parco dietro casa.

E dieci anni dopo…

Siamo cresciuti moltissimo. A oggi aderiscono quattordici territori italiani. Nasce a Bologna e ha avuto l’abilità di espandersi sul territorio nazionale. Dal Monferrato, al Trentino, al Veneto, da Padova a Napoli, dai Monti Sibillini al Salento. Dai tre giorni di festival della prima edizione siamo passati a dieci a Bologna. E il festival viaggerà fino a ottobre in tutta Italia. Sono coinvolte duecento realtà diverse, più di cento eventi quest’anno. Le istituzioni ci appoggiano e ci riconoscono come esperti del settore turistico. Collaboriamo con il Comune di Bologna, Bologna Welcome, Città Metropolitana, Università di Bologna e i Comuni dell’Appennino.

 

Qual è l’obiettivo del festival?

Noi valorizziamo le realtà che si occupano di turismo responsabile, sostenibile, green. Che valorizzano le bellezze e i prodotti locali nel rispetto dell’ambiente e delle culture autoctone. Siamo lontani dai grandi circuiti di massa, dalle mete battute che banalizzano e distruggono il territorio. Promuoviamo il turismo slow, a piedi, in treno che rispetta l’ambiente. La nostra rete è formata da piccoli tour operator e piccole strutture ricettive. Con il festival vogliamo ispirare il pubblico, sensibilizzarlo, creare spazi e incontri per nuove idee e nuove riflessioni.

Quali sono le novità di quest’anno?

Per la prima volta il festival dall’1 al 3 giugno si trasferisce sull’Appennino. L’obiettivo è di riportare l’attenzione su questo territorio che ad oggi è poco valorizzato a livello turistico. La seconda grande novità è la sezione fotografica, ovviamente il tema di fondo è il viaggio. Troverete mostre sparse in tutta la città visibili fino al 17 giugno. Inoltre da due anni collaboriamo con l’Università di Bologna. Abbiamo lanciato una call a docenti, ricercatori e studenti volta a dare loro la possibilità di presentare progetti sostenibili di turismo. Ne abbiamo selezionati otto che verranno illustrati all’interno del festival. Tra gli ospiti ci saranno Wu Ming2, scrittore e camminatore, Max Cavallari, fotografo, Andrea Segre, regista. E tanti, tanti altri.

Avete ricevuto un premio non indifferente…

Si, il premio UNWTO (United Nation World Tourism Organizzation). Un sogno, nel settore è il premio più alto a livello mondiale. Il progetto IT.A.Cà è stato selezionato insieme ad altri 130 progetti in tutto il mondo. A Madrid abbiamo ottenuto il terzo posto nella categoria eccellenza e innovazione, la più prestigiosa. L’Italia è un paese confuso ma che ancora riesce a produrre innovazione e idee originali d’avanguardia.

Questi alcuni degli appuntamenti in programma

Alle Serre dei Giardini Margherita, il 25 Maggio alle 18.30 inaugurazione della mostra “Ventimiglia e il passo della morte” di Max Cavallari, mentre alle 21 proiezione del documentario “Human Flow” di Ai Weiwei (2017). Il 26 Maggio alle 17.30 Wu Ming2 dialogherà con l’autore Paolo Piacentini durante la presentazione del libro “Appennino atto d’amore” (Terre di mezzo Editore). E ancora il 27 Maggio alle 18 Emanuele Giordana presenta il suo ultimo libro “Viaggio all’Eden. Da Milano a Kathmandu”. Per finire il 4 Giugno alle 21 verrà proiettato “L’ordine delle cose” di Andrea Segre (Italia, Francia, 2017, 112’).

Alla Velostazione Dynamo appuntamento con Don’t Tell My Mom il 28 Maggio alle 21. E non mancate alla ricca serata del 29 Maggio che si apre alle 20 con la presentazione del libro “L’Italia Selvaggia” di Elisa Nicoli (Altreconomia, 2018). Saranno presenti il coautore Enrico De Luca (ViaggieMiraggi) e Simona Tedesco (direttrice Dove Magazine, Corriere della Sera). Alle 21 presentazione del progetto “Fuori Rotta” con Emanuela Minasole e Sonia Bregoli. Segue la proiezione “I sogni del lago salato” di Andrea Segre (Ita, 2015, 72’).

Giovedì 31 Maggio invece all’Auditorium Damslab, dalle 9, si discuterà di pratiche innovative di ospitalità e welfare interculturale.

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