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“Cinque cose con” alle Serre dei Giardini. Francesco Locane porta in “salotto” nomi della musica e della cultura. Ora tocca a Massimo Zamboni

01-06-2018

Di Silvia Santachiara

“Cinque cose con” alle Serre dei Giardini. Francesco Locane porta in “salotto” nomi della musica e della cultura. Ora tocca a Massimo Zamboni

Un libro, un disco, un film, un cocktail e un oggetto personale. Cinque cose per scoprire lati poco noti di personaggi noti della scena culturale e musicale indipendente.

Il format si chiama appunto “Cinque cose con“. La mente e la voce è quella del giornalista Francesco Locane che dall’anno scorso porta sul palco delle Serre dei Giardini Margherita, in una sorta di salotto, musicisti, scrittori, cantautori per una chiacchierata mai prevedibile che va a tirare fuori interessi, manie e gusti intrecciandosi ad aneddoti e proiezioni multimediali.

“L’idea mi è venuta dopo anni di interviste a musicisti e altre personalità a cui rivolgevo domande spesso sull’ultimo disco, libro, film che avevano fatto- spiega Locane-. Le cinque cose sono un modo per scoprire l’ospite da altri punti di vista, non necessariamente legati ai soliti giri promozionali. I nomi sono proposti, discussi e scelti da me e da chi mi ha aiutato a realizzare quest’idea, Lorenzo Burlando di Kilowatt e Damiano Miceli di Modernista”

Su quel divano Locane ha già fatto sedere Emidio Clementi (Massimo Volume), Enrico Gabrielli (Calibro 35), Julie’s Haircut, Giorgio Poi, Gianluca Morozzi e Bruno Dorella.

La prossima, giovedì 7 giugno, sarà la volta di Massimo Zamboni, chitarrista e compositore dei CCCP e dei successivi CSI e solista dal 2004, ma anche scrittore italiano. Ha pubblicato diversi libri, tra cui “In Mongolia in retromarcia” scritto con Giovanni Lindo Ferretti.

Ho conosciuto Locane nel periodo in cui ho lavorato a Radio Città del Capo, dove è stato conduttore radiofonico per oltre quindici anni. Volevo raccontare il suo format, poi mi viene l’idea di portarci lui, su quel divano (virtualmente, s’intende). E di togliere i panni di Silvia Santachiara per vestire, per una volta, quelli di Francesco.

Gli scrivo.

“Sono bloccato ad Amsterdam da due giorni!”, mi risponde.

Non desisto, a costo di prendere il primo volo e tornare a Bologna con lui

L’ aereo decolla, non c’è stato bisogno di arrivare a tanto, e con lui sono arrivate anche le sue cinque cose.

Cocktail: Martini Cocktail, molto secco, con la scorzetta di limone.

Copio la scelta di Emidio Clementi, ma non riesco a resistere all’essenzialità e alla purezza “triangolare” di questo cocktail, in cui un sentore di vermouth e il profumo di limone smorzano appena il carattere del gin.

Oggetto: la chitarra acustica del mio omonimo nonno.
Francesco Locane era un marinaio in servizio su navi di lungo corso, che a un certo punto portò a casa una chitarra. L’ho ritrovata quando ero un bambino, ho cominciato a suonarla così com’era, per poi farla restaurare da un liutaio, a cui ho ovviamente chiesto di lasciare la lettera “F” incisa da mio nonno tre quarti di secolo fa.
Libro: Cattedrale di Raymond Carver
Una raccolta di racconti pressoché perfetta. Storie di vita più o meno ordinarie, sofferenze e felici epifanie che rivelano in trasparenza la vera essenza dell’essere umano. Scritte in maniera contemporaneamente semplice e raffinata, sono una delle prove migliori di un gigante della letteratura. Se dovessi scegliere un racconto, opterei per la struggente dolcezza di “Una cosa piccola ma buona”.
Film: The Blues Brothers di John Landis
L’ho visto quasi venti volte, di cui più della metà entro i miei primi quindici anni di vita. Devo alla colonna sonora la mia passione per il soul e l’R&B classico, devo a John Landis, Dan Aykroyd e John Belushi ore e ore di risate fino alle lacrime. In questa scena c’è un livello tale di distruzione, anarchia e divertimento da lasciarmi sempre senza fiato.

 

 

Disco: The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Chiedo sempre ai miei ospiti di “Cinque cose con” di scegliere una canzone da fare ascoltare, per cui immagino di rivolgere a me stesso la domanda e rispondo “A Day in the Life”, una delle vette raggiunte da una band la cui importanza pare sia destinata a vincere (giustamente) ogni barriera temporale.

 

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