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Notte blu: “Cosa cerchi nell’acqua?”. Quattordici scrittori bolognesi fanno rivivere in racconti oggetti “rifiutati”

04-06-2018

Di Silvia Santachiara

Notte blu: “Cosa cerchi nell’acqua?”. Quattordici scrittori bolognesi fanno rivivere in racconti oggetti “rifiutati”

Venti oggetti comuni, venti rifiuti che potrebbero essere stati abbandonati nel canale e quattordici scrittori bolognesi che li fanno rivivere in altrettanti racconti.

È questa l’idea alla base di Cosa cerchi nell’acqua? la mostra allestita a Un Altro Studio, in via Capo di Lucca 12/a il 6 giugno, dalle 19 alle 23, in occasione della Notte Blu di Bologna.

Il potenziale narrativo di cose comuni, oggetti funzionali e minimi, si allarga – producendo cerchi nell’acqua – grazie alle storie che connettono i rifiuti alle narrazioni.

Gli oggetti saranno animati dai racconti di Danilo Masotti, Gianluca Morozzi, Maria Silvia Avanzato, Francesca Sanzo, Alessandro Berselli, Alex Boschetti, Daniela Bortolotti, Margherita Marvasi, Roberto Carboni, Serena Scandellari, Vasco Rialzo, Marcello Fini, Fabrizio Carollo, Eldorado Ghirlanda e guideranno il visitatore, dilatando il suo punto di vista attraverso la finzione narrativa.

Chiunque potrà contribuire e allargare altri cerchi: grazie a Giraldi Editore  saranno disponibili cartoline “in bianco” dove scrivere il proprio racconto associato a un oggetto. Il progetto narrativo continuerà su Instagram con hashtag #cosacerchinellacqua anche dopo la mostra, perché dietro ogni oggetto ci sono persone, emozioni, memoria.

La mostra nasce tra i banchi del corso McLuhan, dalla stima e l’amicizia tra i due docenti Matteo Carboni (grafico), Francesca Sanzo (autrice, storyteller)  e i due studenti Elda Ghilardi e Daniel Malaj: è così che un’idea si è trasformata in progetto concreto anche grazie al contributo di Giulia Grillini, Arianna Clò e Giosué D’Elia.

Un Altro Studio è un luogo dove di giorno si progettano identità grafiche e che per una sera apre le proprie porte e la terrazza con affaccio sul canale a chiunque voglia guardare Bologna da un altro punto di vista. È questo il luogo giusto per una riflessione su ciò che viene abbandonato nell’acqua o che si perde e su quanto ogni cosa possa caricarsi di emozioni a seconda dell’occhio di chi guarda e della voce narrante.

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