Trend

Parola all’olfatto. Smell esplora il legame con il linguaggio

25-05-2018

Di Elena Ghini

Parola all’olfatto. Smell esplora il legame con il linguaggio

Ci fa innamorare, ci fa disgustare o ci mette appetito. In ogni caso istintivamente crediamo in lui. E non mente mai. L’odore. Il più difficile da codificare tra i cinque sensi, l’olfatto, è il protagonista di SMELL- Il festival internazionale dell’Olfatto: quattro giornate, dal 24 al 27 maggio, dedicate alla cultura dell’olfatto e all’arte delle fragranze artigianali.

Non sempre però troviamo le parole per descriverlo, tanto che per questa nona edizione, verrà esplorato il legame tra olfatto e linguaggio attraverso il lancio di un format intitolato Smell Experience: new research and frontiers, in collaborazione con Moellhausen.

Il tema di quest’anno è “Ricreazione” ci spiega la direttrice artistica Francesca Faruolo: “esprime il desiderio di vivere in modo creativo l’esplorazione olfattiva lasciando spazio al gioco, alla ricerca e alla meraviglia”.

Francesca perché un festival dedicato all’olfatto?

Il festival nasce quando mi sono resa conto della difficoltà di trasferire a parole la ricchezza dell’esperienza olfattiva. L’olfatto ha aspetti legati alla psicologia, alla storia e alla creatività di gradissimo interesse. Un tesoro sommerso che meritava di essere portato alla luce. Ma nel 2010 nessuno parlava di “olfatto”. Iniziavano a nascere i blog di profumeria, ma l’olfatto in sé non era considerato. Nasce così l’idea di creare un Festival per condividere conoscenze, esperienze, pratiche con ospiti da tutto il mondo. Le mie prime “socie” e complici sono Alessia e Veronica co-fondatrici dell’associazione Orablu. Il nome dell’associazione è ripreso da uno storico e poetico profumo di Guerlain.

Siete arrivati alla nona edizione. Come è cresciuto negli anni?

Numericamente non è cresciuto molto negli anni. Perché semplicemente non ci siamo concentrati su questo. Abbiamo lottato duramente per preservarne l‘integrità, senza contaminarci con il food che per certi versi ci avrebbe reso tutto più facile. Negli ultimi anni abbiamo visto le librerie trasformarsi in ristoranti, i negozi di dischi diventare caffetterie, le associazioni culturali aprire dei bar per tirare avanti. Questa logica imperante non ci piace e abbiamo resistito tenendo ben saldo il nostro baluardo e la nostra missione. Il nostro terreno di crescita è stato: essere esattamente ciò che vogliamo essere senza farci dominare dalla frenesia dei grandi numeri. La nostra crescita non è stata avere diecimila visitatori in più. Ma essere credibili, autorevoli, menzionabili dalla stampa e sponsorizzabili dalle migliori aziende.

Chi è il vostro target?

Abbiamo una forte base costituita da coloro che durante l’anno si tesserano all’associazione Orablu per seguire attività e i corsi che proponiamo a Verona e a Bologna. La soddisfazione più grande per noi è la fidelizzazione. Abbiamo persone che continuano a seguirci fin dalla prima edizione. Che vengono da diverse parti d’Italia, specialmente Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana e Piemonte. Ma anche dall’estero: Svizzera, Germania, Francia, Slovenia. Hanno in media più di trent’anni e si interessano all’olfatto per cultura personale. O perché fanno un mestiere che li porta a contatto con questa sfera sensoriale come enologi, aroma terapeuti, erboristi. Ma anche i curiosi che amano spingersi in territori nuovi. Arrivano anche i “fragrance lovers”. Ma a dispetto di quanto si possa pensare, il Festival non è frequentato dagli habitué delle profumerie.

Novità di questa edizione?

Quest’anno la novità è il lancio di un format intitolato Smell Experience: new research and frontiers in collaborazione con Moellhausen. Domenica 27 maggio nella sala eventi del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, ricercatori provenienti da istituti internazionali contribuiranno a definire i rapporti tra sfera olfattiva e linguaggio.  Per la linguistica ci sarà Laura Speed (Radboud University, Nijmegen), per le neuroscienze Cristina Cacciari (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e per l’arte Peter De Cupere (Anversa). Fino alla specifica industria delle materie prime aromatiche e delle fragranze con Dominique Moellhausen.

Vi segnaliamo venerdì 25 maggio al Perfume Showcase una serata con le migliori creazioni della profumeria artistica italiana e internazionale accolto tra le sale del Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna.

Per chi si vuole cimentare nella realizzazione di una fragranza originale sono disponibili workshop e masterclass organizzati da professionisti del settore.

Nasi pronti, dunque.

Condividi questo articolo