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Ragazzi iperprotetti o abbandonati al nulla affettivo. I “riti di passaggio” a Youngabout international film festival

15-03-2018

Di Raffaele Becchi

Ragazzi iperprotetti o abbandonati al nulla affettivo. I “riti di passaggio” a Youngabout international film festival

Un’infanzia iperprotetta o al contrario abbandonata a se stessa e al nulla affettivo. Un mondo sempre più confuso e contraddittorio in cui ragazzi si trovano ad affrontare paure e difficoltà surclassando, a volte, adulti inadeguati. Ma anche piccole donne forti e adolescenti che alzano la testa e dicono basta al bullismo e alla sopraffazione.
Sono i riti di passaggio a fare da filo rosso alla dodicesima edizione di Youngabout international film festival, l’unico festival del cinema interamente dedicato ai ragazzi, in programma dal 16 al 28 marzo al cinema Europa e Odeon e a Casalecchio di Reno, alla Biblioteca Comunale Cesare Pavese.

La rassegna si propone di far vivere ai più giovani la magia del cinema di sala portando a Bologna film di qualità, molti inediti, in versione originale, provenienti da tutta Europa e non solo, che affrontano i temi dell’inclusione, dei diritti, dell’accoglienza.

Sin dalle sue origini il cinema è stato magia. E la magia si sa, ha sempre un che di infantile: che siano ombre che si muovono su di un lenzuolo  bianco o disegni in movimento di un kinetoscopio, sino ai più moderni ritrovati 3D il suo spirito resta l’espressione di un’emozione, un vissuto che sta sul confine tra l’irreale e i fantasmi della psicologia umana, quanto di più reale e potente ci possa essere.

Promotore dell’iniziativa l’associazione culturale Gli anni in tasca, il cinema e i ragazzi che vuole svolgere una funzione anche pedagogica portando i giovani, raccontati nelle trame dei film, gli spettatori in sala e i giudici delle proiezioni in concorso, ad appassionarsi a questa forma espressiva.

La rassegna è realizzata in collaborazione con diverse realtà: il coordinamento degli adolescenti del quartiere San Vitale, l’assessorato alla cultura del comune di Bologna e la supervisione di docenti del DAMS e di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, il festival di Castel San Pietro e Nonantola e Kinodromo.

Abbiamo raggiunto Angela Mastroleonardo, direttore artistico dell’iniziativa per capire qualcosa di più.

Come avete selezionato i titoli in gara?

E’ stato un lavoro molto impegnativo, in parte con una grossa ricerca diretta, frequrentando festival in tutto il mondo, in parte attraverso un bando. Sono arrivati più di 400 cortometraggi  che poi abbiamo dovuto selezionare. Sono state scelte 48 proiezioni di cui 17 lungometraggi, 4 mediometraggi e 28 corti, a cui si aggiungono 10 film fuori concorso.

Da dove arrivano i film scelti?

I lungometraggi sono per lo più europei, in particolare del nord Europa, che ha culturalmente particolare attenzione per il cinema per ragazzi. I corti, invece, provengono veramente da tutto il mondo. Tema di quest’anno saranno i riti di passaggio di un’ infanzia divisa tra la gabbia dorata di un controllo soffocante, come in “Hearthstrings” e l’abbandono completo di un vuoto affettivo, come in “Butterfly Kisses” che costringe i ragazzi ad accettare le scelte egoistiche degli adulti, come racconta invece “Cloudboy”.

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