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“Sono le storie ad aver trovato me”. In un documentario il mondo di Stefano Benni

06-12-2018

Di Luca Giagnorio

“Sono un mangiatore di vento, di facce, di storie”.

Così si definisce Stefano Benni in Le avventure del lupo – La storia quasi vera di Stefano Benni di Enza Negroni, presentato alla Cineteca di Bologna dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma. In una bella cornice di pubblico, alla presenza dello scrittore, della regista e dei produttori, la doppia proiezione del documentario ha condotto gli spettatori a (ri)scoprire il multiforme ingegno di Benni, raccontando l’uomo e l’artista con leggerezza e ironia, anche attraverso brevi animazioni di Luca Ralli.

Luca Ralli

Con un respiro da road movie, il film segue lo scrittore bolognese nei suoi luoghi dell’anima e negli incontri con i colleghi-amici che lo hanno accompagnato nel corso degli anni. Il risultato è un caleidoscopio di paesaggi, visi e accenti diversi, che ci conducono nel mondo di Benni, dall’infanzia sull’Appennino al palco del Teatro alla Scala, dalle passeggiate sotto le Due Torri a quelle nelle verdi montagne del Vercors in compagnia di Daniel Pennac.

Stefano Benni e Alessandro Baricco

Le avventure del lupo racconta degli amori dello scrittore:

il mare, sia quello “magico della Sardegna, il mio buen ritiro”, sia quello della riviera romagnola, denso di ricordi d’infanzia e di amicizie della vita adulta, al Bagno Renata con Dario Fo e Franca Rame;

il teatro, come attore e come autore;

gli animali, quelli veri;

i lupi (da cui il suo soprannome) che lo affascinano fin da bambino, e quelli inventati, il mitologico camullo;

l’impegno politico, “quello concreto, da cittadino, nel volontariato”, nell’Associazione Harambe;

Stefano Benni e Fabian Nji Lang, presidente dell’associazione Harambe

i romanzi preferiti, come Moby Dick e Lolita,

e i comici del suo pantheon personale, Totò e John Belushi, “che amo perché sanno sorprenderti”.

Sopra ogni cosa emerge la passione di Benni per le storie, “sono loro che hanno trovato me”, ascoltate fin da bambino e poi create per i suoi romanzi, e per “la bellissima fatica della scrittura”, il gusto mai svanito di raccontare personaggi e inventare mondi, la sua capacità di stupirci e conquistarci perché, al contrario delle giraffe, noi non abbiamo il cuore lontano dai pensieri.

Il documentario farà un po’ di strada il prossimo anno, passando per diversi festival e sale cinematografiche. Sempre nel 2019, a maggio, uscirà il dvd per Feltrinelli e sarà trasmesso in tv su LaEffe.

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