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ZonaZago7, la fabbrica d’arte (in)utile

08-05-2018

Di Giulia Fini

ZonaZago7, la fabbrica d’arte (in)utile

Una volta era una vecchia officina meccanica delle ferrovie dello stato ma da quattro anni si è trasformata in una fabbrica di idee e progetti artistici.

Non è solo un luogo in cui si organizzano corsi d’arte, ma è anche bottega, atelier, teatro e sala da concerti. Spazio in cui allestire mostre, presentazioni di libri, sfilate di moda e perfino feste di compleanno. Unica clausola: devono essere eventi che hanno a che fare con l’arte o con la cultura. Forse il modo migliore per descrivere ZonaZago7 è come un laboratorio di continua sperimentazione artistica, ma soprattutto uno spazio di condivisione. Un luogo ‘magico’ in continua trasformazione e pieno di energie positive, come lo descrivono i due artisti che lo gestiscono, Silla Guerrini e Luca Guenzi. Decido di andarli a trovare.

Si nasconde sotto il ponte di via Stalingrado in via Emilio Zago 7/a, come riprende il nome. Ci sono passata diverse volte davanti ma non lo avevo mai notato. Se fuori mantiene una patina anonima, entrando l’atmosfera cambia del tutto. Ogni dettaglio e oggetto d’arredamento sono stati scelti, creati o reinventati. A occuparsi della ristrutturazione c’ha pensato Luca Guenzi, che di lavoro fa il decoratore d’interni sia in Italia che all’estero. “L’officina l’ho mantenuta così com’era, – mi racconta – non ho fatto cambiare i pavimenti, abbiamo solo riempito con dell’oro le fughe e ridipinto le pareti. Ho voluto mantenere l’aspetto industriale. C’è una cucina funzionante, perché qua i corsi terminano sempre con una mangiata tutti insieme”. Superato l’ingresso si arriva al vero laboratorio, una ambiente spazioso su due piani. Sotto due enormi tavoli da lavoro con le ruote, che all’occorrenza si possono sollevare in verticale diventando pareti da esposizione, e sopra l’area di progettazione. Mi accorgo che ogni stanza ha il nome di un pigmento e ogni oggetto una storia da raccontare. Ci sediamo sui divani sotto l’ombra di Dolores, la caldaia, che ci osserva dall’alto.

“Tutto nasce qualche anno fa, nel 2008 – mi racconta Silla Guerrini – Luca aveva un piccolo spazio in via Prospero Fontana, che era il suo studio, dove abbiamo cominciato a trovarci con un po’ di amici. Lì abbiamo fondato questo movimento di arte e di pensiero che si chiama gli ‘inUTILI’ che è durato sei anni. Ci incontravamo tutti i mercoledì, così nasce l’idea della ‘palestra artistica’. Stare in compagnia e dipingere insieme, lavorare la creta, o fare delle attività, abbiamo capito che c’era un bel confronto. Lo spazio là aveva tutta una serie di limiti, e così ci siamo trasferiti in questo meraviglioso posto”.

Sbirciando sul sito mi sono accorta che i corsi proposti hanno delle diciture particolari, come il corso didisegno come pratica naturale‘.

“È un approccio slegato dalla tradizione del saper disegnare ‘bene’. È la ricerca di un gesto interiore che si libera da certi vincoli, quelli della forma. Che non vuol dire che la nega, ma libera il gesto per poi, se tu lo desideri, tornare alla forma”.“È come ballare inventandoti te in testa una musica – interviene Luca – E forse la stessa cosa è disegnare in questo modo, senza pensare che devi fare delle linee dritte, storte o tonde. Le fai semplicemente lasciando la tua mente libera. Fare questa cosa non è subito facile, ci vuole un po’ di allenamento”.

Silla, che di lavoro fa la graphic designer ma che non ha mai abbandonato la sua ricerca artistica, tiene il corso titolato ‘dipingere e stare bene’. “L’ho chiamato così perché mi sono resa conto che quando dipingo è il mio momento. Non c’è più niente: solo io, quello che voglio dipingere, la mia tela e i miei colori. Quindi abbiamo pensato di proporre non il corso di pittura tradizionale, ma un corso dove ti insegno a dipingere, ti faccio vedere come le luci agiscono sull’oggetto, le ombre fredde e calde, come miscelare i colori. Te lo spiego ma poi ti lascio prendere la tua strada. Perché in realtà quello che a me preme di più è che tu ti esprima bene, che tu abbia soddisfazione in quello che fai”.

Mi raccontano che chi partecipa ai corsi, dal diciottenne al settantaseienne, lo fa per motivazioni molto diverse. C’è chi vuole imparare a dipingere molto bene, chi è in pensione e comincia a fare quelle cose che avrebbe sempre voluto fare, c’è chi ha una certa insicurezza e la pittura lo aiuta ad avere delle conferme, o semplicemente c’è chi ha voglia di stare in compagnia.

Non solo disegno e pittura, ma a ZonaZago7 c’è una grande varietà di attività a partire da fashion design e moulage, il sistema di realizzazione di abiti puntando direttamente sul manichino i tessuti; i corsi professionali di doratura e aerografo. E poi ancora acquerello e trompe l’oeil, letteralmente ‘inganna l’occhio’ consiste nel realizzare una tela con figure realistiche rappresentando una nicchia nel muro con paesaggi e colline.

“Chi viene qua si affeziona al posto. Il segreto è che da noi non c’è l’obbligo dell’aspettativa. Adesso tutto quello che vien fatto in qualsiasi campo, dalla lettura allo sport, ha sempre una finalità che ti fa chiedere: ‘quanto è valso tutto quello che ho fatto?’. Tutto questo cosa porta fatica. Delle volte si possono fare anche le cose senza aspettativa, che danno molta più gioia. È questo il nostro spirito e lo stesso da cui è nato il movimento degli inUTILI il cui nome ovviamente vuole essere una provocazione e racchiude tutta l’ironia del caso”.

Altrettanto provocatoriamente allora chiedo: ma quindi l’arte è utile o inutile?

“È utilissima – mi risponde senza esitare Silla – Quando uno sposa quel modo di esprimersi non so quanto possa tornare indietro”.

“È come fare l’amore – interviene Luca – Uno non ne può fare a meno una volta che ha imparato. È utile fare l’amore? No. Però senza quello non puoi campare”.

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