Nadia Ruggiero

Collaboratore

Sono nata il giorno di Carnevale di quarantadue anni fa. Ho trascorso metà della mia esistenza nella verde Irpinia e l’altra metà nella rossa città delle Due Torri.

Con Bologna è stato amore a prima vista: ho deciso di viverci dopo una sola serata, quando in via Zamboni c’era ancora il Transilvania. Mio padre avrebbe voluto uccidermi, perché all’epoca studiavo a Napoli e mi mancavano diversi esami alla laurea. Fortunatamente sono sopravvissuta e ho fatto entrambe le cose: lavorare a Bologna e laurearmi a Napoli.

Sono piena di contraddizioni: ho un master in social media marketing e non ho un profilo Facebook; sono mancina, ma impugno la racchetta da ping pong con la mano destra; adoro giocare con le parole, ma mi guadagno da vivere con i file excel.

Sono giornalista pubblicista. Mi piace disegnare e mi diverto a inventare cruciverba a tema. Se c’è un ambito in cui la mia creatività non si esprime, quello è decisamente la cucina. In compenso, a mangiare e bere sono bravissima.

Soffro della sindrome dell’impostore e a volte mi perdo letteralmente nell’ossessione maniacale per un dettaglio. Vorrei saper fare meglio tante cose: parlare in pubblico, conoscere l’inglese, allacciarmi le scarpe.

*I Suoi Post

Visual

“Avevo un po’ di pessimismo arretrato”. La street art in miniatura di Claudiano.jpeg

14-01-2022
Di Nadia Ruggiero

«Questa malsana necessità di inventare mondi paralleli» di Claudiano.jpeg, al secolo Claudio Chiavacci, approda sui muri di Bologna. Via Zamboni, via Castiglione, via del Pratello, sono solo alcune delle strade del centro elette a domicilio…