Marzo 2025. Sei personalità artistiche lasciano Taranto e si trasferiscono a Bologna cercando di dare forma ai propri progetti creativi. La città offre stimoli, spazi, possibilità – ma anche una domanda che si insinua sin da subito: come mettere in contatto gli artisti emergenti, soprattutto in ambito musicale, con il pubblico preservando la propria integrità?
Quando ho avuto il piacere di conoscere il collettivo Camera Pop, ho capito che tutto è partito da qui. Da un equilibrio fragile, quasi invisibile: quello tra il bisogno di comunicare qualcosa a qualcuno e la necessità di restare fedeli a sé stessi. Attraverso questa tensione si è delineato il format di Camera Pop, che prende il nome dalla necessità di creare uno spazio che possa scavare nell’intimità creativa – come quando si è da soli in cameretta a comporre – e che fosse anche pop, cioè collegato con il racconto della contemporaneità e con il pubblico di ascoltatori.

Il collettivo è composto da Giuseppe Miani, Arianna Dequarto, Rebecca Leone, Francesco Grassi, Niccolò Rossi e Francesco Panessa. All’interno del gruppo sono presenti musicisti, grafici, disegnatori, fonici che contribuiscono con i loro reel, le loro locandine o le loro interviste allo sviluppo del progetto.
Giuseppe Miani, il direttore artistico di Camera Pop, mi ha spiegato che “Da musicista mi sono reso conto che la distanza tra artista e organizzatore dell’evento è enorme. Proprio per questo noi volevamo creare un luogo che rispettasse il dialogo con l’artista, per farlo esprimere nel migliore dei modi e nella sua totale libertà”.
Per cercare di ricreare questo “mood da salotto e metterci al pari con il pubblico”, il collettivo ha creato un progetto autofinanziato basato su due esibizioni live dell’artista con un intermezzo di intervista da parte del pubblico o degli intervistatori appartenenti al collettivo. Tutto l’ambiente esterno viene ricreato affinché l’artista possa esprimersi senza filtri e sentirsi a casa, parlando con la sua musica o della sua musica.

Giuseppe e i suoi, attenti alle peculiarità dei singoli, ci tengono a precisare che la scelta degli artisti non avviene tramite etichetta ma attraverso una candidatura spontanea. È prevista inoltre una fase di scrematura tra tutte le candidature per cercare di individuare quella più affine al progetto.
Le esibizioni live insieme all’intervista avvengono perlopiù al Bar Maurizio, posto del cuore del collettivo ma anche della maggior parte degli studenti o ex studenti universitari di Bologna. Oltre al Bar Maurizio, nel format Cameretta Pop gli artisti Mezzanotte e Mazzoli si sono esibiti all’interno delle proprie abitazioni.
Ma non è finita qui, Camera Pop ha pensato davvero a tutto. O a tutti. Per chi non è riuscito a vedere dal vivo le esibizioni, per chi le vorrebbe riguardare o semplicemente per conferire del materiale aggiuntivo spesso richiesto agli artisti, è stato creato un canale YouTube che riporta la registrazione delle esibizioni delle varie serate, prendendo ispirazione dai Tiny Desk Concerts di origine americana.

Quindi ricapitoliamo: un collettivo di giovani artisti ha creato nell’arco di un anno un format che ha già visto la partecipazione di numerosi cantanti, autofinanziandosi, mettendo al centro il valore puro e intrinseco della creatività. Con l’obiettivo, usando le parole del collettivo, di “creare un ambiente familiare in cui, attraverso le esibizioni e l’intervista, si può riproporre, a livello sonoro ed estetico, l’intimità della propria cameretta”.
La prossima serata è in programma martedì 14 aprile alle ore 19 al Bar Maurizio con le esibizioni e l’intervista a Cespu e alla sua band.
In un momento in cui tutto sembra spingere verso la sovraesposizione, Camera Pop sceglie una direzione opposta: rallentare, ascoltare, creare uno spazio in cui l’artista possa esistere prima ancora di performare. Forse è proprio da qui che si può ripartire: da una stanza, da una voce, da qualcuno disposto ad ascoltare davvero.

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