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La Bologna che oggi scommette sul vinile? Tre “regaz”, in via Frassinago

09-04-2018

La Bologna che oggi scommette sul vinile? Tre “regaz”, in via Frassinago

“Volevamo dare un nostro contributo a creare una città come vorremmo che fosse: e noi in una città senza negozi di dischi non ci vorremmo vivere”. Gabriele, Francesco e Matteo sono giovani. Quando sono nati, il mercato dei giradischi stava probabilmente già agonizzando. Invece, loro si sono divisi a metà un bilocale su via Frassinago 4/a, ne hanno dipinto di rosso le pareti e lo hanno riempito. Di musica, di lp.

Sì, si fa notare eccome questo spazio interamente dedicato al vinile, alle musicassette (!) ed agli impianti audio rigenerati: “siamo 180 Grammi e L’Archivio, non ci facciamo concorrenza perché proponiamo generi diversi, uno più d’ascolto, l’altro più da suonare. Anzi ci diamo una mano, ci mancherebbe. E poi ospitiamo etichette e musicisti, facciamo pre-ascoltare tutto nei nostri piatti, organizziamo aperitivi ed abbiamo birrette artigianali sempre in fresco”. Insomma, riempiono il negozio ma -scherzano-evitano la calca degli eventi di massa, “che poi altrimenti sai l’ansia da prestazione?!”. I tre ragazzi, bolognesi, credono davvero nella riscoperta di un oggetto dai più ritenuto vintage, antico, superato: “macché.. vengono anche cinni e sbarbi, mica solo dj, feticisti e collezionisti. Tanti sono avventori occasionali, che non hanno idea di cosa cercano o vogliono e si fanno incuriosire mentre spulciano: sono, poi, quelli che tornano”. Poche storie dunque: il vinile è tornato ” certo! Pensa che una ragazza li mette in forno e ci fa i portaceneri.. come farebbe con gli mp3 digitali???”.

Le scommesse di solito costituiscono un azzardo, invece 180 Grammi e L’Archivio ritengono di aver puntato su qualcosa di logico: “mal che vada quando ci si mette in gioco si esce sconfitti, e qua la sconfitta sarebbe consistita nel ritrovarsi una gran collezione di dischi. Invenduti, ma tutti nostri. Quindi, premesso che le cose vanno comunque in maniera soddisfacente, in ogni caso ne saremmo usciti vincitori…”

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