Da tre anni l’Ex-Casa del Custode della Montagnola è un centro di sperimentazione artistica e, tra le altre cose, lo studio di quattro amiche bolognesi, che hanno unito competenze professionali e passioni per creare un progetto culturale, ibrido e con le idee ben precise. Si chiama ASAP e opera tra performance, arti multimediali e pratiche curatoriali, intrecciando corpo, spazio pubblico, clubbing. L’obiettivo è investigare la relazione tra persone e spazio pubblico in città, attraverso percorsi ancora inesplorati. Per esempio: hai mai mangiato una scultura? Ecco, appunto. Abbiamo chiesto ad ASAP di raccontarci come stanno andando le attività nella “casetta”, che da febbraio è anche un circolo, luogo per vibrare insieme tra pratiche collettive e improbabili, sorprendenti esplorazioni.

ph-Edona-Demiraj
Ciao ragazz*, vi andrebbe di raccontare chi siete e qual è il vostro background?
ASAP è una collettiva formata da quattro amiche bolognesi: Lucia Fontanelli (attrice, performer e curatrice indipendente), Olivia Teglia (curatrice indipendente e DJ), Bianca Zueneli (performer e danzatrice) e Micol Gelsi (artista multimediale – attualmente vive a Roma).
In quale contesto e da quale urgenza nasce ASAP e in che modo avete deciso di strutturare il progetto?
L’associazione nasce nel 2022 dal desiderio di unire le nostre competenze artistiche in un progetto culturale votato alla multidisciplinarietà, che sperimenta e ibrida arti visive e performative, curatela, sound e arti digitali, in relazione con la città e lo spazio pubblico.
Ci raccontate l’esperienza avviata nell’Ex-Casa del Custode, quale impronta avete scelto di dare a questo luogo e in che modo sta procedendo la relazione tra persone e spazio?
Abitiamo l’Ex Casa del Custode grazie ad Arci Bologna da ormai tre anni: inizialmente era il nostro studio condiviso con la music label Maple Death Records e l’editore Canicola. Da febbraio 2026 la “casetta” è anche diventata un circolo Arci gestito da noi e apre circa tre volte al mese con laboratori, eventi, mostre e happening, attivando nuove pratiche culturali all’interno del Parco della Montagnola.

Su quali temi avete incentrato il vostro lavoro?
In generale, il nostro lavoro indaga le relazioni tra corpo, spazio e collettività da una prospettiva ecofemminista e situata. Oltre alle nostre produzioni performative, proponiamo eventi, pratiche effimere e partecipative che mettano in discussione le narrazioni dominanti di valore e produzione, e si offrano come dispositivi artistici accessibili e conviviali per ripensare insieme il presente.
A quale progetto della vostra attività siete più legat* o sentite che vi rappresenti meglio?
Abundance è il nostro progetto-manifesto: un format che unisce performance, live vj-ing e clubbing. Parte dall’idea di abbondanza in risposta alla scarsità capitalista e le sue ripercussioni emotive e sociali, e celebra il piacere, l’erotico (parafrasando Audre Lorde) e la femminilità come tecnologie di immaginazione e rivoluzione. Dopo il primo studio a DAS – Dispositivo Arti Sperimentali per la residenza Collagene nel 2024, quest’anno lo abbiamo presentato a Liminal Space (Roma), a Palazzo Bronzo e a Campo XS (Genova), invitate nella mostra “Tik Tok Chakra” di Rac Montoro.

ph-Ornella-De-Carlo
L’idea più pazza che avete realizzato o che vorreste realizzare.
Tra i progetti più folli c’è Exit, progetto curatoriale di Olivia e Lucia, nato prima di ASAP e poi continuato con la produzione e il supporto dell’associazione: nel 2019 abbiamo portato mostre e performance dentro minimarket e alimentari, e poi, per tre anni, dal 2022, un festival di workshop e performance nel bosco urbano dei Prati di Caprara. Durante il compleanno zero di ASAP il pubblico ha consumato circa 1 mq di scultura edibile disposta su un grande specchio (ci piace lavorare con il cibo) e il primo studio di Abundance finiva in un flash mob a cura di Bunda Bolo che invitava il pubblico ad entrare nel dancefloor “perreando”. I nostri progetti sono caratterizzati da una componente performativa generativa, che trasforma lo spazio e non porta mai dove ci si aspetta…
Qual è il calendario dei prossimi appuntamenti? Cosa state preparando a breve e lungo termine?
I prossimi appuntamenti spaziano da un format teatrale in collaborazione con Il Casale, a laboratori di improvvisazione sonora, musica contemporanea e poesia — li trovate tutti sulla nostra pagina Instagram! Nel frattempo: Micol con Exit (Lucia e Olivia) sviluppa The Archive of the #Untamed, sull’archivio come hyper-oggetto tra verde urbano e spazio digitale; Bianca porta avanti NYUDE, che unisce performance e cibo; Olivia cura il progetto di residenze Custodia per Arci Bologna e sta immaginando un progetto radiofonico affacciato sul parco; Lucia, dopo una stagione di workshop e laboratori, sta lavorando ad una rassegna di performance e pratiche workshop-based su corpi e spazio digitale.

ph-carlo-sgarzi
Infine, qual è il sogno di ASAP o il progetto che ancora non avete realizzato?
Vorremmo proseguire la ricerca nata con Abundance attraverso workshop e collaborazioni con altrx artistx, e portare questo lavoro ancora in giro, in Italia e anche fuori dall’Europa, in diversi contesti… Magari in Sudamerica!
C’è qualcosa che non vi ho chiesto e che vorreste aggiungere? Avete carta bianca!
Aprire un circolo alla cittadinanza per noi è un atto di cura e responsabilità verso il contesto che abitiamo. Vorremmo coinvolgere sempre più artistx, ricercatorx e collettivi capaci di portare sguardi e pratiche legate all’ecologia, all’antispecismo, all’antirazzismo e all’accessibilità. Ci interessa costruire uno spazio aperto e permeabile, in dialogo con il parco e con chi lo attraversa ogni giorno, in cui poter immaginare narrazioni sempre nuove.
Condividi questo articolo


