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Dove le favole diventano quadri. Siamo entrate nell’Atelier di Giulia Caliò

17-03-2024

Di Greta Esposito

Se il Bianconiglio avesse una tana a Bologna non avrei alcun dubbio: si troverebbe in via San Felice 38. Basta affacciarsi alla vetrina del piccolo studio per venire subito trasportati in un mondo fantastico, dove gatti incoronati, cani con colletti vittoriani e volpi con giacche bohemien ti guardano dall’alto in basso con una certa irriverenza.

L’Atelier di Giulia Caliò, illustratrice e artista, è una specie di sogno ad occhi aperti, un paradiso per chi come me ama fantasticare e sta sempre in bilico tra la realtà e il sogno. Il suo laboratorio è sempre aperto al pubblico, qui si può venire a sbirciare tutti i giorni tranne la domenica e il lunedì mattina. Quando entro Giulia sta terminando un quadro e mi accoglie subito con un sorriso e i suoi occhi grandi. Per prima cosa mi mostra cosa può trovare chi viene a curiosare qui: da una parte ci sono le stampe con animali fantastici come le volpi e il re delle rane, insieme ai diorami e alle piccole api. Infine, sulla parete che si affaccia alla
vetrina Giulia mi fa vedere i ritratti di cani e gatti, quelli che si possono commissionare scegliendo particolari e cornice.

Vengo subito rapita da una balena che rimane sul fondo dell’atelier, appoggiata alla parete. Davanti ci sono i pennelli, ma i colori sulla tela che si mischiano all’oro mi attraggono subito neanche fossi una gazza ladra. «Quella l’ho realizzata quando avevo 15 anni ed è un quadro a cui sono molto affezionata. Molti entrano
chiedendo proprio quest’opera ma la verità è che non è in vendita, da anni lo porto con me e mi ha fatto compagnia in ogni posto in cui ho vissuto, proprio come il ritratto del mio primo cane Lulù».

Giulia è di Siracusa e dopo aver fatto il liceo si è trasferita a Bologna per studiare Illustrazione per l’editoria all’Accademia delle Belle Arti. Si è innamorata subito della città ma è dovuta tornare in Sicilia per diversi motivi. Poi durante il Covid si è ritrasferita in città e il marito l’ha spinta a coronare il suo sogno nel cassetto, quello di aprire uno studio tutto suo dove poter dipingere e dare libero sfogo alla sua fantasia.

Prima di vedere le sue opere dal vivo ero rimasta incuriosita da alcuni disegni di piante, pesci e anfibi visti sul suo profilo Instagram, così le domando da dove deriva questo amore per l’illustrazione scientifica, una nicchia nel panorama artistico. «Mi piace da sempre la natura, i fiori e tutto quello che riguarda la botanica. Un giorno quando ero piccola ho disegnato una semplice margherita e ho notato che mi veniva molto naturale. Da lì ho iniziato a disegnare illustrazioni e tavole sempre più grandi con rane, foglie, fiori, insetti, piante e pesci. Adesso non le faccio più, ma tutto ciò che ho sviluppato dopo è nato da qui».

Oggi Giulia si concentra sui ritratti e usa come modella la sua cagnolina Megu. Sono molte le persone che si rivolgono a lei per vedere il proprio amico a quattro zampe incorniciato con pizzi e merletti: «parto da una foto che il cliente mi invia e poi procedo con un primo schizzo a matita. Appena ho l’ok inizio a dipingerlo, usando la tecnica che mi è stata richiesta. Per gli altri quadri invece ho un piccolo blocco schizzi dove se ho un’idea cerco di disegnarla subito per memorizzarla e poi la riprendo anche dopo mesi o anni».

Giulia dipinge a olio o con una tecnica mista su una carta da incisione che si chiama Rosaspina: “la tecnica mista è composta principalmente da acquerelli, matite, tempere e penna nera che mi serve per disegnare le parti più sottili”. Il vero tocco di classe dei suoi quadri sono poi le cornici anticate. Ovali, quadrate e rettangolari, raccontano una storia che ha il sapore di tempi passati e le chiedo cosa la guida nella scelta e nell’accostamento. “Per le cornici in realtà devo molto ai miei genitori che sono grandi appassionati di antiquariato. Fin da piccola mi portavano ai mercatini e da lì è nato l’amore per questi oggetti antichi che impreziosiscono le mie creazioni e piacciono molto sia con i ritratti che con le balene”.

Mentre mi guardo attorno con aria rapita noto subito una serie di quadretti a tema Alice nel Paese delle Meraviglie. Da grande fan di Lewis Carroll indago subito e Giulia mi spiega che è la sua favola preferita, insieme a Cappuccetto Rosso e al Mago di OZ. Poi mi racconta che la letteratura non è però l’unica arte che ha influenzato il suo lavoro. «Sono una grande appassionata di cinema e anche quando vedo un film che mi ispira particolarmente da lì trovo lo stimolo per disegnare e dipingere, cercando di trasferire sulla tela le emozioni che ho provato guardando la pellicola. I miei registi preferiti? Da Wes Anderson a Tarantino e Martin Scorsese». Anche lo studio della storia dell’arte è stato importante per il suo lavoro, soprattutto l’opera di Marco Mazzoni, artista che utilizza matite colorate e realizza tavole di botanica, farfalle e rane, così come l’arte secessionista di Klimt e Schiele (e in effetti questo riferimento è abbastanza evidente nella balena di cui mi sono innamorata).

L’Atelier di Giulia ha aperto a fine settembre e mi conferma che è molto soddisfatta della scelta intrapresa. La città è recettiva e qui l’illustrazione va fortissimo, anche grazie a diversi spazi che ti permettono di esprimerti al meglio. “Da Arte Fiera con i suoi eventi alla Fiera del Libro, Bologna è un’ottima piazza per chi fa il mio lavoro e l’illustrazione è molto apprezzata dal pubblico. A questo si aggiunge il fatto che l’Accademia delle Belle Arti ha l’unico corso per un’università pubblica, rispetto ad altre scuole che sono per lo più private”.

Quando esco dall’Atelier di Giulia e ripiombo sotto il portico di Via San Felice sono un po’ dispiaciuta perché tutti quegli animali fantastici che mi guardavano dall’alto in basso mi avevano fatto dimenticare per un attimo il caos cittadino. Torno verso casa però con un desiderio che mi frulla in testa: vorrei tanto un ritratto del mio bulldog francese in versione dandy.

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