I più anziani di voi ricorderanno l’ex ospedale dei Bastardini dall’eco delle antichissime storie sulla ruota degli esposti. Quelli meno anziani lo assoceranno ad attività teatrali o universitarie legate al DAMS. I decisamente più giovani lo ricordano come il luogo dove si è svolto recentemente il Robot Festival. Tutti questi ricordi, molto diversi tra loro, sono associati ad un unico grande luogo che nel corso dei secoli ha attraversato mille vite e trasformazioni. Oggi è pronto a scriverne una nuova, con il nome di Bastardini.

Robot – Ph.-Roberto-Dari
Le porte del Bastardini si apriranno ufficialmente venerdì 30 ottobre: l’evento Porte Aperte si terrà a partire dalle 17:30 presso la sede storica in via D’Azeglio 41. Il titolo dell’evento è significativo e riprende il filo della storia lasciato sospeso e si sposa con il nuovo progetto pulsante che riporta la creatività al centro e un luogo del cuore nella memoria attiva dei bolognesi. Come mi ha riferito Raffaella Mercati, responsabile della comunicazione, il nome Porte Aperte è “un invito a scoprire le opportunità che lo spazio ha da offrire, far vedere alla cittadinanza tutto quello che può essere fatto”.
Il programma della serata è molto fitto e consultabile sulla pagina Instagram. Sono previste visite guidate, installazioni audio/video, eventi musicali, mostre e laboratori creativi. Un’opportunità per conoscere le potenzialità del Bastardini e al tempo stesso lasciarsi ispirare per proporre nuove idee e collaborazioni.

Robot – Ph.-Roberto-Dari
La serata inaugurale incarna il cuore del Bastardini: uno spazio che prende forma grazie alle persone che lo vivono appieno. E apre ufficialmente una stagione che è già iniziata il 1° ottobre, quando il Bastardini ha ospitato il festival di fotografia PhMuseum Days e, sempre nel mese di ottobre, ha aperto le porte ad alcune serate del Robot Festival. Porte Aperte è un suggello della stagione: “abbiamo pensato di prenderci un momento per cominciare a ricevere proposte”, mi spiega Andrea Giotti, amministratore delegato di Open Event, che gestisce lo spazio da agosto 2026 in seguito all’acquisizione del Bastardini da parte della società Invimit SGR.
Andrea e Raffaella mi raccontano con passione ed entusiasmo del progetto di rigenerazione urbana del Bastardini, che punta a restituire centralità a questo edificio nel cuore di Bologna, valorizzandone gli spazi e aprendoli a nuove forme di partecipazione.

Phmuseum Days
Il Bastardini dispone di tre sale, comunemente chiamate “navate degli Innocenti”, articolate in ambienti più piccoli che possono essere utilizzati singolarmente o insieme. Una configurazione versatile, adatta tanto a eventi di grandi dimensioni, come il Robot Festival, quanto a iniziative più raccolte, dai laboratori ai workshop.
Sono presenti inoltre 16 mini appartamenti che, grazie alla collaborazione con UNISER, saranno destinati con un affitto calmierato a studenti lavoratori che appartengono al progetto Erasmus+. “Sono appartamenti in pieno centro che avrebbero sicuramente fatto gola ai turisti ma abbiamo deciso di investire anche nella socialità dei partner” mi riferisce Andrea.
Oltre alle sale e agli appartamenti, è presente anche un chiostro, il cui cortile, come mi fa notare Raffaella, assume curiosamente la forma della lettera B: “proprio per questo la B è diventata parte centrale della nostra identità visiva, elemento base della creazione del pittogramma, del logotipo e del font”.

Chiostro-Ph.-Roberto-Dari
Tanti sono gli spazi così come tante sono le potenziali idee che andranno a popolarli. Il Bastardini si rivolge alle aziende, tramite l’affitto delle sale, ma soprattutto alla cittadinanza, ad un pubblico interessato dal punto di vista culturale e propositivo di attività. Andrea mi spiega: “abbiamo proposto quello che sappiamo fare; lavoriamo da tanti anni al Dumbo e confidiamo in un progetto di riattivazione graduale per restituire alla città un luogo di arte e cultura dalla socialità diffusa. Tramite la messa a disposizione degli spazi, vogliamo rivolgerci a soggetti che condividono i nostri valori e la nostra visione, cercando di avvantaggiare chi ha meno risorse”.
Il Bastardini diventa quindi una chiamata collettiva a partecipare attivamente ad un luogo che ha segnato la storia ma che può ancora incidere sul presente della città. È un luogo che apre le braccia a tutti ed è pronto a ricevere richieste di collaborazioni a partire dalla serata inaugurale. “Il Bastardini deve diventare un luogo attraversato e attraversabile” mi confida Andrea. In una posizione centralissima, dove la bellezza rischia di diventare una vetrina da ammirare più che uno spazio da vivere, il Bastardini vuole sottrarre questo edificio duecentesco al solo glamour del centro per restituirlo alla città. Non una vetrina da ammirare a distanza ma uno spazio da abitare e trasformare insieme, perché la cultura non sia un privilegio per pochi ma una possibilità condivisa.

Robot – Ph.-Roberto-Dari
Da ex ospedale a luogo della ruota degli esposti, fino alle attività teatrali e culturali che ne hanno segnato le trasformazioni più recenti, il Bastardini si prepara a una nuova vita. Nei prossimi otto anni di gestione di Open Event, l’obiettivo è farne un centro multiculturale con l’ambizione, racconta Andrea, di riuscire a tenerlo aperto tutti i giorni della settimana.
La storia dell’ex ospedale dei Bastardini è già stata scritta, quella del Bastardini è ancora in via di definizione. A scriverne le prossime pagine saranno le persone, le idee e le iniziative che attraverseranno i suoi spazi.
La sfida è fare in modo che l’arte e la cultura diventino strumenti per restituire questo luogo alla città. Perché aprire ufficialmente le porte è soltanto l’inizio: la sua nuova vita dipenderà da ciò che sapremo costruirci dentro.
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