Nata nella data simbolica del 1088, l’Alma Mater è da sempre un punto di riferimento culturale, politico e civile per Bologna. Quest’anno lo special program di ART CITY rende omaggio a questa eredità culturale con un itinerario di arte contemporanea che attraversa i luoghi dell’Alma Mater Studiorum, alcuni dei quali aperti al pubblico per l’occasione.
Le opere, firmate da artisti e artiste italiani e internazionali, danno forma al tema di questa edizione: la conoscenza e la sua trasmissione. Si chiama Il corpo della lingua ed è in programma dal 5 all’8 febbraio 2026, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, la curatela di Caterina Molteni e promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere.

Fondazione Zeri_ph&©-Antonio Cesari
Il nome è ispirato all’omonimo testo di Giorgio Agamben, in cui il filosofo delinea una vera e propria anatomia del linguaggio: non un concetto statico, ma un corpo vivo, “in fuga non si sa verso dove, ma certo fuori da ogni identità grammaticale e da ogni lessico definitivo”. Per Agamben, il linguaggio – come il sapere – prende forma nella voce, nei gesti, nella relazione con l’altro. Ripensare il corpo significa quindi ripensare anche la conoscenza e le sue modalità di trasmissione.
Le opere in mostra propongono modelli alternativi di produzione e trasmissione del sapere, mettendo in discussione l’autorità e la linearità proprie della conoscenza accademica e artistica. Interrogano la natura dei luoghi della formazione, le regole implicite che li governano e le trasformazioni simboliche, sociali e politiche che ne hanno segnato l’evoluzione, dedicando particolare attenzione alle nuove forme di intelligenza.

Fondazione Zeri_ph&©-Antonio Cesari
SPECIAL PROGRAM:
Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio (piazza Luigi Galvani 1, Bologna)
Qui la coreografa Alexandra Pirici (Bucarest, 1982) intreccia danza, scultura, musica e parola in azioni e ambienti performativi. Riferendosi all’immagine della salma sul tavolo anatomico, l’artista ribalta lo sguardo normativo dell’autopsia e restituisce nuova centralità ai corpi, umani e più-che-umani. La performer interroga i modi in cui i corpi producono e trasmettono conoscenza, dando vita a una figura in metamorfosi continua che si sottrae alle gerarchie del sapere scientifico e alla tradizionale divisione tra soggetto e oggetto di studio. Il corpo che ne emerge non è più passivo, ma diventa generatore di vita e conoscenza, in dialogo con le molteplici forme di intelligenza che si relazionano continuamente a quella umana, siano esse cognitive, emotive o esperienziali, viventi o non viventi, naturali o artificiali.
Orari dell’azione performativa (eseguita da Michelle Cheung, Alexandra Pirici) – durata 30 minuti
giovedì 5 febbraio: h 15; h 15.45; h 16.30; h 17.15; h 18 | venerdì 6 febbraio: h 15.45; h 16.30; h 17.15; h 18
sabato 7 febbraio: h 15; h 15.45; h 16.30; h 17.15; h 18 | domenica 8 febbraio: h 15; h 15.45; h 16.30; h 17.15; h 18
Prenotazione obbligatoria al seguente link

Alexandra Pirici, Attune, 2024, veduta di allestimento, Hamburger Bahnhof Nationalgalerie der Gegenwart, foto di Eduard Constantin
Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (via Zamboni 33 – 35, Bologna)
L’esperienza collettiva del flusso incessante di informazioni che caratterizza la contemporaneità è al centro della ricerca di Nora Turato (Zagabria, 1991). L’artista sfrutta la natura effimera, mutevole e performativa del linguaggio per articolare performance, video e opere testuali e grafiche in cui la parola diventa materia plastica, sonora e concettuale. Al centro del progetto c’è il concetto di “grounding” – letteralmente radicare, toccare terra – inteso come un ritorno all’esperienza sensibile, incarnata ed erotica del sapere e del linguaggio. Usato anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale per indicare la verifica e l’ancoraggio delle informazioni al reale, il termine assume qui una valenza più esperienziale che cognitiva: un invito a riconnettersi al presente, al qui e ora dell’esperienza corporea e relazionale della comunicazione.
Orari della performance: da giovedì 5 a domenica 8 febbraio h 16.30 – 18.30
Orari di apertura della Biblioteca Universitaria: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 h 10-19 | sabato 7 h 10-23

Nora Turato, Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, foto di Antonio Cesari
Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia (via San Giacomo 9, Bologna).
Giulia deval (Torino, 1993) lavora a cavallo tra musica sperimentale e arte contemporanea, concentrando la sua ricerca sulla vocalità. Il suo progetto PITCH. Notes on Vocal Intonation, vincitore del Premio Lydia, è una performance-lecture e un video saggio che indaga l’uso dei toni acuti e dei toni gravi nelle conversazioni umane e non umane, intrecciando fonti testuali e audiovisive tra etologia, fonetica e cultura pop. Con un approccio ironico e investigativo, PITCH esplora i significati che le diverse specie – compresa quella umana – attribuiscono ai registri alti e bassi della voce, approfondendo il processo che ha portato a definire la voce del potere come grave e misurata e le voci acute, percepite come meno autorevoli e stridenti, come fastidiose interruzioni di un ordine prestabilito.
Orari della lezione performativa: da giovedì 5 a domenica 8 febbraio – h 15
Orari di apertura dell’Aula Alessandro Ghigi: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 h 10-19 | sabato 7 h 10-23

giulia deval, PITCH. Notes on vocal intonation, 2025, video still
Atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna (viale del Risorgimento 2, Bologna)
Qui troviamo il riallestimento di un’opera storica di Mike Kelley (Detroit, 1954 – Los Angeles, 2012), la cui ricerca ha indagato i legami nascosti tra potere, psicologia e norme sociali, con un’attenzione verso il ruolo dell’architettura. Day Is Done raccoglie 31 cortometraggi musicali ispirati alle attività extracurricolari delle scuole statunitensi. Kelley trasforma immagini raccolte dagli annuari scolastici in concerti, sfilate, liturgie, feste in maschera e rievocazioni storiche con uno stile ironico, visionario e carnevalesco. Questi “rituali accettati di devianza” sono per l’artista l’espressione naturale dell’inconscio scolastico fatto di desideri repressi, tensioni, traumi latenti.
Orari di apertura: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-19 | sabato 7 febbraio h 10-23

Mike Kelley, Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions #2-#32, 2005-2006 (Film still), video, colore, suono, 169′, Courtesy Electronic Arts Intermix (EAI), New York & the Mike Kelley Foundation for the Arts, Los Angeles / SIAE Milano 2026
Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani (strada Maggiore 45, Bologna)
La relazione profonda tra corpo, terra e identità è da sempre stata alla base delle indagini di Ana Mendieta (L’Avana, 1948 – New York, 1985). Segnata dall’esperienza dell’esilio, ha trovato negli elementi naturali e nei processi biologici una forma di conoscenza e di radicamento. Flower Person, Flower Body ritrae un corpo intrecciato di fiori, sospinto dall’acqua fino a dissolversi nei suoi ritmi: una presenza che si accorda alla natura fino a confondersi con essa. In Esculturas Rupestres, Mendieta incide sulle pareti di una grotta i profili di divinità femminili caraibiche Taíno, evocando un sapere inscritto nella materia stessa.
Orari di apertura: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-19 | sabato 7 febbraio h 10-23

Ana Mendieta, Flower Person, Flower Body, 1975 (Film still), Super 8mm film transferred to HD digital media, color, silent; 6 min. 20 sec. © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Licensed Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE Milan 2026 /Courtesy Marian Goodman Gallery*
Fondazione Federico Zeri (piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna)
L’intervento di Augustas Serapinas (Vilnius, 1990) interroga i legami simbolici tra spazio, architettura e percezione. La sua serie Chair for the Invigilator presenta sedute rialzate, ispirate alle postazioni dei bagnini, alte circa due metri e accessibili tramite una scala a pioli. Originariamente progettate per i guardasala, per ART CITY Bologna 2026 queste strutture vengono messe a disposizione del pubblico, invitato a utilizzarle come postazioni di lettura. Da questa nuova altezza, la lettura – e dunque la conoscenza – si manifesta come un processo strettamente legato all’esperienza corporea.
Orari di apertura: giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-19 | sabato 7 febbraio h 10-23

Augustas Serapinas, 6 Chairs, Artissima 2021, veduta di allestimento, Hotel Principi Di Piemonte, foto di Perottino Piva Peirone
Laboratorio didattico del Distretto Navile del Centro Laboratori Didattica Chimica CILDIC (via Piero Gobetti 87, Bologna)
Con nimiia cétiï è l’incontro tra batteri e intelligenza artificiale a essere indagato. Jenna Sutela (Turku, 1983), che esplora le possibilità della collaborazione tra natura e tecnologia, in questa sua opera chiede ai sistemi AI di tradurre il movimento dei microrganismi in suoni e segni, dando vita a una possibile lingua marziana. Ispirandosi alla fantascienza, l’artista immagina che i batteri possano dialogare con altre forme di vita attraverso la mediazione dei computer. L’allestimento immersivo simula l’hackeraggio dei circuiti dei laboratori da parte di alieni nel tentativo di comunicare con la Terra.
Orari di apertura: da giovedì 5 a domenica 8 febbraio h 10-19

Jenna Sutela, nimiia cétiï, 2018, video still
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