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Musicisti, band e addetti ai lavori insieme contro l’omofobia. Torna Indie Pride

26-10-2018

Di Beatrice Belletti

Artisti, band e addetti ai lavori dell’industria musicale indipendente ancora insieme contro omofobia, sessismo e bullismo.

Saliranno sul palco del Tpo sabato 27 ottobre dalle ore 19 per la settima edizione di Indie PrideIndipendenti contro l’omofobia.

Foto di Melania Mely Pavan

In line up si leggono A Toys Orchestra, Riccardo Zanotti, Verano, I’m Not a Blonde, Marshmellow – gruppo di giovanissimi torinesi, la cui partecipazione, firmata dai genitori degli artisti in erba, rappresenta il messaggio che “la musica può vincere tutti i confini e i pregiudizi, fin dalla tenera età”, come ha detto Antonia Peressoni, presidente dell’associazione Indie Pride –  infine un trio composto da Io e la TigreCimini e I Botanici. Mentre a condurre i giochi sul palco ci saranno Honeybird e Willie Peyote.

Si aggiungono Gian Maria Accusani dei Prozac+ e Sick Tamburo, Nikki di Tropical Pizza (Radio Deejay), il collettivo electro-queer di Bologna Ryno e un’incursione letteraria di WeReading che porterà pensieri e riflessioni in performance in collaborazione con il collettivo Parsec. Ad arricchire l’elenco di interventi: MigraBo, Centro Risorse Lgbt e il Gruppo Trans Bologna, per formare un laboratorio di suoni, movimenti e persone che a gran voce e volume grideranno sorridendo “No a omotransfobia, bullismo e sessismo”.

Non solo musica e dibattiti per questa settima edizione, ma l’impegno a sostenere la lotta mettendoci la faccia e la firma, anzi, il bacio, sulla Carta d’Intenti. Il documento che sancisce la partecipazione in questo percorso condiviso, firmato con le labbra colorate di rossetto da parte di una quarantina di artisti, sarà presentato sabato durante Indie Pride. Un gesto intimo, che “decostruisce l’idea machista”, ha detto Peressoni.

Musica, parole, fatti ma anche immagini si mescolano a rinforzare le fila di questa rivolta. Indignata sì, ma che agli schiaffi in faccia preferisce l’intimità di un paio di labbra. Una provocazione sensoriale, come si vede anche nell’inno all’amore inclusivo della preview del videoclip Candies&Flowers della band bolognese A Toys Orchestra, firmato dal regista salernitano Domenico Onorato, che sarà presentato sempre sabato. L’autore racconta “il sogno di un amore meraviglioso, un amore negato” con scene dal matrimonio di una signora transgender (interpretata da Rosa Rubino) in ambientazioni anni 80 e fotografia onirica (di Stefano Grilli).

Il progetto di Indie Pride, nato nel 2012 sull’onda del Pride Nazionale ospitato quell’anno a Bologna, si fonda quindi sulla condivisione di un messaggio, il diritto di essere sé stessi. “Per sensibilizzare su queste tematiche bisogna sorridere – ha detto Peressoni – perché il sorriso è un’arma disarmante”.

Il medium scelto, la musica, ha un dna ed un suo peso specifico. Dagli albori ha affiancato i movimenti di ribellione sociale e si è eretto a difesa delle discriminazioni di genere, etnia, orientamento sessuale e religioso, immigrazione ed oppressione socio-politica. L’industria discografica e gli artisti del collettivo Indie Pride ne fanno quasi una guerriglia necessaria a nutrire la coscienza civica ed umana, un urlo, una sveglia che resuscita sul territorio nostrano ed inneggia alla presa di posizione, perché la musica può e deve veicolare significati alti ed altri rispetto al mero intrattenimento.

Foto di Rosy Dennetta

Se gli operatori dell’industria sono alle redini del cambiamento, gli artisti ci mettono la faccia e l’audience è il destinatario ultimo, c’è da sottolineare anche che negli ultimi anni il focus di Indie Pride si è fatto sempre più ampio, evoluto e adulto anche attraverso un dialogo tra amministrazione e associazione; un impegno biunivoco sigillato dal Patto di Collaborazione con il Comune nel 2017, una relazione tra enti pubblici e realtà, tra cui la rete Re.a.dy.

“Lungi dall’essere solo una questione amministrativa, è una vera e propria alleanza che stiamo creando tra l’amministrazione e tutte le associazioni sul nostro territorio – detto l’Assessora alle Pari Opportunità Susanna Zaccaria Indie Pride, nella mia immaginazione, è un vero e proprio attacco, è un’invasione nel mondo della musica. E le armi sono le parole tolleranza, rispetto, parità”.

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