A Bologna c’è un nuovo esperimento urbano che parte da una parola semplice, ma molto potente: TEST. Non un nome casuale, ma una dichiarazione d’intenti. TEST è un prototipo, una piattaforma, uno spazio aperto dove provare nuovi modi di essere città: più accessibile, più creativa, più inclusiva. In una parola, più condivisa.
Il progetto nasce a Villa Turri (Viale Carducci 30), una villa Liberty della fine del XIX secolo, e inaugura ufficialmente il 14 maggio dalle 18.00. L’obiettivo è trasformare uno spazio urbano inutilizzato in un luogo capace di accogliere artigiani, maker, designer indipendenti, laboratori, attività culturali, occasioni di incontro e socialità.

Una piattaforma aperta alle energie della città
Al centro del progetto c’è un’idea molto contemporanea di rigenerazione urbana: non solo recuperare uno spazio, ma attivare relazioni, economie, pratiche e comunità.
TEST apre infatti sia come luogo fisico sia come piattaforma aperta alle proposte della città. Sul sito www.testbologna.com è attiva una call pubblica permanente, pensata per raccogliere candidature da espositori, maker, realtà culturali, educatori, artisti, associazioni e soggetti interessati a proporre eventi, corsi e laboratori.
La risposta è già un piccolo manifesto di bisogno e desiderio urbano: in poco più di due settimane sono arrivate oltre 160 candidature tra espositori, maker e proposte di attività. Un segnale chiaro: Bologna ha energie creative diffuse che cercano spazi accessibili, visibili e condivisi.
Market, laboratori e cultura
TEST propone un nuovo format di micro mall e factory urbana, con spazi stabili di vendita e produzione artigianale a canoni accessibili. Una formula pensata per sostenere economie locali, indipendenti ed emergenti, spesso escluse dai circuiti più centrali e costosi della città. Artigiani, designer, piccoli produttori e nuove realtà creative potranno trovare qui un punto di presenza, relazione e sperimentazione.
Accanto alla parte produttiva e commerciale, TEST svilupperà un programma culturale collaborativo nel parco di Villa Turri. L’area verde, per la prima volta aperta alla città, diventerà un grande giardino urbano con alberature storiche: uno spazio dove fermarsi, socializzare, partecipare a eventi, cinema all’aperto, musica, spettacoli e attività pubbliche.

Un terzo luogo per Bologna
TEST vuole essere anche un terzo luogo: non casa, non lavoro, ma uno spazio intermedio, libero e accessibile, dove incontrarsi senza obbligo di consumo. Una dimensione sempre più rara nelle città contemporanee, spesso divise tra spazi privati, spazi commerciali e spazi pubblici poco presidiati o poco vissuti. Il parco diventerà uno spazio pubblico libero e gratuito, un possibile rifugio climatico urbano e un luogo di programmazione culturale partecipata.
Non mancherà una dimensione sociale più profonda: TEST prevede anche percorsi di inserimento lavorativo per persone con fragilità, in collaborazione con enti del terzo settore del territorio.
Qui il tempo libero, la cultura, l’artigianato e la socialità diventano strumenti di prossimità. Il progetto guarda alla città non come somma di funzioni separate, ma come ambiente relazionale, dove la qualità urbana passa anche dalla possibilità di incontrarsi, imparare, collaborare e sentirsi parte di qualcosa.
Villa Turri come laboratorio urbano temporaneo
La cornice è quella dell’uso temporaneo. Villa Turri, in attesa della sua destinazione definitiva come sede degli uffici della Corte dei Conti, diventa per un anno un laboratorio urbano dove sperimentare modelli economici, sociali e culturali replicabili anche altrove.
Il progetto affronta una delle grandi sfide delle città contemporanee: la trasformazione degli spazi urbani e del commercio di prossimità. Da un lato, i centri storici rischiano sempre più l’omologazione; dall’altro, molte aree periferiche vivono processi di desertificazione commerciale. A tutto questo si aggiunge il tema dei canoni, sempre meno accessibili per chi produce cultura, artigianato, servizi di comunità o economie indipendenti.
TEST prova a intervenire proprio qui.

Chi c’è dietro il progetto
TEST è gestito dalla RTI aggiudicataria del bando di uso temporaneo promosso dall’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale Emilia-Romagna, composta da Open Event srl e LAMA Impresa Sociale.
Open Event è la realtà bolognese che gestisce DumBo, uno dei progetti più riconoscibili della rigenerazione temporanea cittadina. LAMA è una cooperativa fiorentina specializzata in interventi di rigenerazione urbana a base culturale e valutazione di impatto sociale, già concessionaria di un bene demaniale a Firenze con l’esperienza di Riottosa, esperimento di bene comune urbano.
Due competenze che si intrecciano: da una parte la gestione di spazi temporanei e culturali, dall’altra la costruzione di modelli sostenibili, inclusivi e orientati al valore condiviso.
TEST non promette una città perfetta. Fa qualcosa di più interessante: prova a immaginare cosa può diventare uno spazio inutilizzato quando incontra creatività, accessibilità, cura e partecipazione. Prova a dare una risposta concreta alla domanda: dove possono stare oggi le energie indipendenti di una città?



