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A Matteo Felloni basta una Bic

16-12-2017

Di Silvia Santachiara

A Matteo Felloni basta una Bic

Quando disegno soffro, mi viene l’ansia. E quando sono arrivato a meno della metà inizio già a pensare a quello nuovo. È come se avessi già dimostrato a me stesso che sono in grado di farlo”. Poi si ferma e si volta verso una delle sue opere appoggiata ad una parete del soggiorno. “Per ciascuna ci sono dietro dalle 10 alle 300 ore di lavoro- mi dice-. E il risultato è sempre influenzato dal mio stato d’animo. Se faccio il tuo ritratto oggi o tra una settimana cambia, può avere un tratto deciso e aggressivo oppure più delicato. Non dipende dal soggetto, ma da quello che mi capita quel giorno”.

Sul tavolo della cucina c’è una lampada con lente di ingrandimento incorporata. “La utilizzo per i quadri di piccole dimensioni, sono un perfezionista” e osservando attentamente la tecnica, non mi risulta difficile crederlo: tanti stati ottenuti attraverso piccolissime linee parallele più o meno inclinate realizzate esclusivamente con una Bic su carta. “E l’effetto- mi fa presente- è influenzato dalla pressione che viene esercitata sul foglio”. Matteo Felloni ha 41 anni e si divide tra il lavoro di commesso in un negozio di sport e quello di artista, tra la necessità e la passione. Per conciliarle lavora dalle 14 alle 16 ore al giorno e racconta di fare tutto questo per suo figlio. “Voglio dargli l’esempio, fargli capire che se si è in difficoltà bisogna inventarsi qualcosa- sospira-. Magari poi non va bene, ma bisogna sempre tentare”.

Diplomato all’Istituto d’Arte, ha iniziato sperimentando varie tecniche, dall’aerografo alla scultura, dai fumetti splatter ai ritratti, per poi approdare al disegno iperrealista con la Bic. Prima ritraendo Vip, “perché la gente potesse confrontare il disegno con chi già conosce”, poi utilizzando foto create ah hoc. Come “Joker” (1,70mx1m), che rappresenta se stesso travestito da Joker del film Batman. Dopo ore di trucco Matteo è passato sotto la macchina fotografica di Paolo Balboni, per poi scegliere lo scatto che avrebbe riprodotto a penna. “Volevo stupire lo spettatore- spiega-. Le mie opere sono tutte emotivamente cariche perché vedere lo stupore sul viso delle persone mi da la spinta per spingermi sempre oltre. Trasmetto un’emozione, ma la ricevo anche”. Oppure “La ragazza con il palloncino di gomma”, che riprende La Ragazza con l’orecchino di perla ma in chiave pop o “Incidente di Percorso” in cui una modella è letteralmente sommersa da 135 Coca Cola. Poi le donne, ritratte in diversi modi, attraverso cui lancia messaggi forti: dalle “Nuove concubine” alla “Ragazza sotto la doccia”, realizzato in occasione dell’8 marzo 2013, ma anche paesaggi e ritratti di se stesso insieme alla sua inseparabile Bic.

Tra i soggetti anche Bologna, a cui ha dedicato un calendario da tavolo con quattro immagini della città e tredici ritratti di personaggi famosi bolognesi o emiliani, tra cui Lucio Dalla, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Vasco Rossi, Freak Antony, Cesare Cremonini, Samuele Bersani e Raffaella Carrà. Tutte opere singole poi esposte stabilmente al ristorante Maialino. E oltre ed esposizioni in diversi luoghi della città come Palazzo Re Enzo, Il Baglioni e l’Agua, nel 2011 ha lanciato anche FaceBic, da cui è nata una mostra: una call per chiedere alle persone di inviargli le foto dei propri profili su Facebook, che poi ha riprodotto a Bic.

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