Design & Moda

“Fumo passivo” di Lorenzo Rinaldi. La capsule collection che rompe il muro della perfezione

04-04-2018

Di Matilde Govoni

“Fumo passivo” di Lorenzo Rinaldi. La capsule collection che rompe il muro della perfezione

“Non trovando lavoro me lo sono creato”. 

Lorenzo Rinaldi ha 23 anni. Dopo essersi laureato in moda e marketing a Bologna ha deciso di perseguire il suo sogno, realizzando la sua capsule collection “Fumo passivo“, che ha dato vita al suo brand “Ell and Err“.

 

Il logo è semplice ma allo stesso tempo particolare. Ha un significato?

“Sì, il logo è studiato in perfetta sezione aurea e sono le iniziali del mio nome e cognome L e R rovesciate”.

Sei solo in questa avventura o hai qualcuno al tuo fianco?

“Fortunatamente ho i due miei amici che mi hanno aiutato, supportato e soprattutto sopportato quando mi sentivo demotivato. E’ grazie a loro che ho deciso di provarci e di mettermi in gioco”.

Fumo passivo nasconde un messaggio subliminale?

“Sì, l’obiettivo è quello di influenzare senza che tu voglia. Il nome l’ho ideato  dopo una ricerca approfondita focalizzata sullo stile maschile dei Teddy boys, Rockabilly, e Rude boys”. 

 

 

Non sei di Bologna vero?

“No. Sono riminese ma è Bologna che mi ha permesso di crescere a livello artistico, è la mia seconda casa.

Solitamente quando si crea un brand alcune persone scelgono anche un pay off. Tu ce l’hai? 

“Sì, only for some. Solo per alcuni”. 

 

Quale è il capo di cui ti senti maggiormente soddisfatto? 

“Sicuramente il mio mitico parka hi-tech spalmato ispirato ai rude boys jamaicani degli anni Settanta”. 

Se volessi acquistare questo Parka, dove dovrei recarmi?

“Su ellanderrshop.com

A volte dicono sia meglio dividere l’amicizia dal contesto lavorativo. Sei stato contento di aver condiviso questa esperienza con i tuoi amici?

“Quando lavori in team il progetto è migliore. Ognuno di noi ha delle qualità differenti, bisogna solo scovarle e metterle in atto”.

Una linea sportwear particolare, con un forte carattere distintivo, rafforzata anche dal modello che la presenta.

 

Un ragazzo senegalese sfigurato nel volto a causa della guerra. Una scelta audace che rompe il muro della perfezione che solitamente si incontra nel mondo della moda.

 

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