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Addio palco, i musicisti suonano con il pubblico. La jam house arriva a ExDynamo

24-03-2026

Di Valentina Toro

Ascoltare della buona musica dovrebbe essere annoverato come uno tra i più grandi piaceri della vita. A Bologna, lo sappiamo bene, ci sono tantissimi locali dove si può suonare, cantare o ballare. Ma se ci fosse invece un format che permette di fare tutte queste tre azioni insieme nello stesso spazio? Di poter suonare uno strumento insieme ad altra gente, cantare improvvisando su una base e ballare lasciandosi immergere nella musica, tutto nella stessa serata?

Questa sfida è stata raccolta con grande energia da ExDynamo, spazio in via Indipendenza che punta alla sperimentazione e alla contaminazione. Su ispirazione del collettivo romano Come mamma m’ha fatto, che ha aperto la strada alle jam house basate sulla spontaneità e la condivisione con il pubblico, Ex-Dynamo ha ripensato il modo di vivere la musica a Bologna. E lo ha fatto portando per la prima volta in città il format della Jam House.

La jam house poggia le basi sulle tradizionali jam session ma aggiungendo l’elemento di fusione con il clubbing. Il direttore artistico Luca Li Voti mi ha spiegato che “l’idea è trasformare la jam in un’esperienza collettiva da vivere insieme e non da osservare da lontano. Non c’è un palco, non c’è una separazione tra chi suona e chi ascolta: i musicisti stanno in mezzo al pubblico e la musica prende forma lì, sul momento”. La resident band apre il groove con alcune coordinate musicali creando la base. Il pubblico può collegare il proprio strumento/sampler/sinth al mixer e unirsi alla jam, prendere il microfono e provare a improvvisare alcune parole sulla base oppure ballare intorno al tavolo principale.

Incuriosita dalla spiegazione di Luca, mi sono affacciata ad una serata di jam house da Ex-Dynamo. Volevo vedere con i miei occhi cosa significasse unire due elementi che nascono dalla stessa famiglia ma allo stesso tempo sembrano essere molto diversi. La porta scorrevole che mi ha separato dalla caotica via Indipendenza all’ingresso di Ex-Dynamo mi è sembrata una soglia verso una realtà parallela. Nell’arco di quei pochi secondi che segnano il movimento della porta, via Indipendenza si è dissolta per dare spazio ad un ritmo che ti abbraccia sin da subito. Dopo aver percorso il tunnel principale, sono arrivata allo spazio centrale della jam house. Sotto le luci soffuse rosse e blu, alcuni membri della band Kymono hanno suonato dal vivo e mixato sonorità funky e disco, lasciando immergere tutti i miei sensi in quelle note. Ma il pubblico non si è limitato ad ascoltare; timidamente c’è chi si è avvicinato al microfono e ha improvvisato un testo sulla base funky/house, creando una sinergia con la band per fondersi completamente in essa. Esperimento decisamente riuscito.

Mi sono lasciata trasportare dalle sonorità della band, dai loro singoli e dalle citazioni musicali che spaziano fino ai Nu Genea e dallo spazio circostante che mi ha accolto per due ore come se fosse un salotto di una casa che frequento da una vita.

Mi sono ritrovata nelle parole di Luca: “la cosa interessante è proprio questa mescolanza: non c’è una distinzione netta tra pubblico e performer. Si crea un’energia molto spontanea. I musicisti apprezzano la libertà e il dialogo continuo, mentre il pubblico si lascia coinvolgere dalla musica azzerando le distanze.” La musica si modifica, segue un corso tutto suo deciso al momento, si inabissa nella tecnica e riemerge nella spontaneità, abbraccia lo spettatore e lo invita ad essere l’attore protagonista insieme a tutti gli altri. Come mi ha spiegato Luca infatti, “l’obiettivo è creare un flusso continuo, dove la musica cresce, cambia e si trasforma insieme alle persone che stanno nella sala, non uno spettacolo da guardare ma uno spazio da vivere.”

La jam house di ExDynamo si svolge ogni due settimane di domenica a partire dalle 19:30. Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 5 aprile 2026.

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