Esistono affinità che si riconoscono al volo, connessioni che nascono perché due sguardi, pur arrivando da percorsi diversi, riconoscono lo stesso bisogno di raccontare il presente: con ironia, con rabbia, con disincanto, con quella verità che hanno solo gli artisti quando mettono in fila la vita. È dentro questa energia che si muove il nostro format: un Artist on Artist che mette al centro le relazioni creative.
Dopo avere aperto questo ciclo con Miglio e Alberto Azzara, seguito da CIMINI e Matteo Fallica, ora torniamo allo stesso intento: dare la parola a chi sta tenendo vivo il racconto della scena, a chi non si limita a pubblicare un disco ma prova a costruire un immaginario condiviso. Perché crediamo davvero che la cultura nasca così, dal basso e in orizzontale, quando chi crea si parla tra pari e non dall’alto di un palco.
In questo secondo capitolo a sedersi al tavolo è SANTI, cantautore e polistrumentista bolognese, classe 2002, intervistato da Nelson, frontman dei Rovere.

Nel 2020 SANTI partecipa a “X Factor”, poi prosegue il percorso musicale da indipendente con la pubblicazione di altri brani racchiusi nell’ Ep “Estranei” (2022). Nel tour di presentazione, apre i concerti di Elisa a “Castello Sforzesco”, Dargen D’Amico a Reggio Emilia e Psicologi a Bologna. Nella prima metà del 2023 arriva in finale a Deejay On Stage a Riccione. Nel 2024 inizia un nuovo percorso con Garrincha 373/ADA Warner pubblicando i singoli “Non so più correre”, “Scettica in collaborazione con gli Ok Kara, “Vento” e “Siamo fottuti”, brano incluso nella colonna sonora del film “Bologna Brigante”. Dopo esser stato protagonista di un duetto con Luca Carboni sul palco del Paladozza, Santi è tra i protagonisti della puntata bolognese di Musica Mia su Rai2, andata in onda il 30 Marzo 2025, dove viene presentato come nuova voce del cantautorato bolognese. Nel 2025 pubblica POPULAR e.p. (Garrincha 373): un vinile stampato in sole 200 copie numerate mano che regala l’accesso ad un evento unico a Bologna. Il 17 aprile aprile 2026 pubblica “Le notti in cui mi perdo”, un brano che parla del legame con gli amici, quelli che ci tengono in piedi nei momenti più difficili, e di una generazione che spesso si sente disorientata e in cerca di coordinate, e trova un bussola proprio nei legami che resistono nel tempo.

Foto: Giorgia Zamboni
Dall’altra parte del tavolo invece c’è Nelson Venceslai, youtuber e cantante bolognese. Membro del collettivo Space Valley dal 2016, daily vlogger e frontman della band Rovere.
Santi e Nelson si incontrano a distanza: uno è a Bologna, l’altro è volato in Giappone: uno spinge con le domande, l’altro apre le porte del disco.
Di cosa parla “Le notti in cui mi perdo” e perché arriva proprio ora, dopo “Popular”?
“Le notti in cui mi perdo” è la chiusura di una prima fase che mi ha visto coinvolto nell’uscita di diversi singoli con Garrincha 373 e del vinile “Popular” a dicembre ’25. Sentivo la necessità di far uscire questo brano perché è parte integrante del mio percorso e della mia vita: parlo di una cosa a me carissima, il legame che ho con i miei amici e l’importanza di avere una spalla su cui contare nelle notti in cui mi perdo. L’ho scritto tre anni fa ed è sempre rimasto lì, ad aspettare il suo momento. È anche il brano che, a livello ideologico, sento ancora più attuale. Sono contento che possa crescere insieme alle persone che lo ascoltano.
Che rapporto hai oggi con i tuoi amici e quanto influenzano il tuo percorso?
I miei amici sono una parte fondamentale della mia vita: senza di loro tutto avrebbe meno senso, sia nelle esperienze negative che in quelle positive. Negli anni ho cercato di investirci molto, perché credo siano essenziali per mantenere naturalezza e normalità in un mondo che ha sempre più bisogno di costruzioni e finzione.
A cosa stai lavorando in questo momento?
In questo momento sto scrivendo molto e mi sto concentrando sui prossimi passi. Ho una grande voglia di pubblicare un disco: le canzoni ci sono e l’energia pure. Poi magari uscirà anche un altro singolo a giugno… vediamo.
Hai in programma di esibirti dal vivo prossimamente?
Come ho sempre detto, la dimensione live è un punto focale del mio percorso e del mio progetto. Sicuramente quest’estate ci saranno degli eventi, ma al momento non c’è ancora nulla di confermato.
C’è qualcosa che questo nuovo brano racconta di te che il pubblico ancora non conosce?
In tutte le canzoni che scrivo ci sono parti di me che il pubblico non conosce, ma è difficile dirlo con precisione: ho 23 anni e sono il primo a non conoscere ancora tutto di me. Mi piace che chi ascolta possa interpretare le mie parole attraverso le proprie esperienze, quindi non voglio dare una lettura unica. Quando ho scritto “Le notti in cui mi perdo” pensavo ai miei amici, ma se qualcuno ci rivede una relazione di qualsiasi tipo, va benissimo: la musica è bella anche per questo, lascia spazio all’interpretazione e ognuno la vive a modo suo.
Che tipo di legame hai con Bologna ?
Bologna è una città che vivo ogni giorno, quindi il legame è inevitabilmente fortissimo. Allo stesso tempo, oggi trovo un po’ obsoleto dichiararlo in modo esplicito nelle canzoni: preferisco che emerga in maniera più naturale, attraverso la dialettica, i suoni e le contaminazioni che si sentono nella mia musica. Crescendo a pane, Carboni e Dalla, è difficile che non si sentano quei riferimenti.
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