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Bologna Fantasy. I personaggi di serie tv e film invadono la città

30-10-2018

Di Vittoria Muraro

Bologna Fantasy. I personaggi di serie tv e film invadono la città

Bologna piace a tutti, si sa. Tanti ne hanno decantato l’arte, la cultura, il dolce gozzovigliare abbracciati dai suoi portici, dai letterati agli studenti alla terza birra del pachistano.

Ma avreste mai immaginato che le sue piazze si sarebbero potute adattare alla maggior parte dei set cinematografici dell’immaginario comune pop? Frank Gallagher in piazza Verdi? Certo! Edward mani di forbice fioraio di via Drapperie? Come se il negozio fosse suo. E perché non Harry Potter un po’ spaesato su un binario della stazione o Pablo Escobar in via Broccaindosso?

Ci racconta tutto ciò Eman Rus, ideatore della pagina di Bologna Fantasy presente su Instagram e Facebook, che gestisce con l’aiuto di alcuni collaboratori.

Parlaci un po’ dell’illuminazione. Come è nata la pagina Bologna Fantasy? Ti aspettavi questo successo?

“Circa un anno fa ho dato vita al progetto Cities Fantasy. Da un po’ di tempo mi ero appassionato al fotomontaggio creativo, così ho acquistato una tavoletta grafica per lavorare meglio e ottenere un realismo più elevato e ho iniziato a sbizzarrirmi affiancando i miei amici a personaggi di serie tv o film. In seguito ho deciso di ambientare alcune scene di quegli stessi film e nella città in cui tutt’ora vivo, Firenze. Nacque così Florence Fantasy e la mia totale dipendenza al fotomontaggio. Dopo alcuni mesi nacque anche Olbia Fantasy, ‘luogo felice’ come la chiamavano i greci, a cui sono particolarmente affezionato e dove ho trascorso gran parte della mia vita. Infine Bologna, a due passi da Firenze, facile da raggiungere, città luminosa e ricca di spunti per i miei lavori. A dire la verità non vivendo la città in persona non mi aspettavo questo riscontro così positivo, è stato molto gratificante notare una tale risposta dai bolognesi”.

Eman Rus è ‘surname’ (cognome) al contrario. Come mai mantenere l’anonimato in un periodo in cui tutti fanno di tutto per farsi notare?

“Non tutti si accorgono subito che Eman Rus è ‘surname’ al contrario, molti pensano sia straniero e che quello sia il mio vero nome. In realtà è uno pseudonimo che ho scelto quasi due anni fa, mi piaceva, suonava bene e l’ho fatto mio. Mi sono stupito quando ho visto che nessuno al mondo aveva mai comprato un dominio internet con il nome di emanrus. Non mi interessa far vedere la mia faccia, né far sapere il mio nome. Come ho detto prima, mi accontento di vedere i riscontri positivi che esprimono i fan delle pagine o i messaggi che arrivano per posta. Eman Rus sta segnando un bellissimo periodo della mia vita e spero che continui così”.

Perché hai scelto i social piuttosto che affissioni sui muri o altro?

“I social oggi ti danno la possibilità di farti conoscere ad un elevato numero di persone stando a casa tua, nel tuo studio, dietro ad un computer. Fin da quando ero piccolo ho sempre avuto la voglia di creare qualcosa per esibirlo agli altri e ricevere dei pareri, chiamiamolo esibizionismo, voglia di emergere o semplicemente voglia di mettersi in gioco. Oggi i social ti offrono l’occasione di farlo. Ogni tanto mi capita però di attaccare qualche lavoro sui muri di Firenze e il giorno dopo vedere i turisti giapponesi sbalorditi davanti all’immagine di un David ricoperto di tatuaggi”.

Capita che tu vai in un posto tipo piazza Verdi e ti viene l’illuminazione di appiccicarci Undici e Mike piuttosto che Shameless o c’è un progetto dietro?

“A dire la verità le idee che poi sviluppo con Photoshop mi vengono da un momento all’altro. Alcune volte le foto di background mi vengono inviate da alcune persone che partecipano attivamente al progetto Bologna Fantasy, altre volte le reperisco da internet (Google o Instagram) e a seconda del luogo decido che personaggio metterci. L’obiettivo è naturalmente avvicinarsi il più possibile al realismo e mi diverte alcune volte leggere commenti di persone che chiedono se realmente Frank Gallagher è stato in Piazza Verdi. In effetti se l’avessi messo dentro la Basilica di San Petronio il dubbio non sarebbe venuto a nessuno, almeno credo!”.

Metterai un punto a Bologna Fantasy o andrete avanti? Insomma, progetti per il futuro?

“Purtroppo viviamo un’epoca dove ci stanchiamo molto velocemente delle cose. Internet ci offre tanto e in fretta dunque siamo sempre alla costante ricerca del nuovo. Se fosse per me non metterei mai un punto al progetto cities fantasy, al contrario farò di tutto per aggiornare i contenuti, evolverci e cercare di stupire il più possibile chi ci segue, senza mai dimenticare il primo obiettivo: divertirci”.

Domanda di rito che faccio a tutti: che ne pensi di Bologna dal punto di vista creativo?

“Penso che Bologna sia una città davvero molto attiva dal punto di vista creativo. Ricordo di aver letto un articolo nel quale si parlava di una mappa che ti segnalava tutti i graffiti presenti in città. Segno di quanto anche il Comune investa in questo tipo di attività. A proposito, sono un grande estimatore di Blu e quello che ha fatto per Bologna e allo stesso tempo comprendo le ragioni per quello che fece circa due anni fa quando cancellò i suoi murales, ad ogni modo lui rimane un artista con la A maiuscola”.

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