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“Bologna non è solo ragù e tortellini”. Gianni Morandi si racconta in 21 serate al Teatro Duse

01-11-2019

Di Salvo Bruno
Foto di Beatrice Belletti

Quella di Gianni Morandi è una delle carriere artistiche tra le più longeve della musica italiana, che fa dell’artista un uomo dai grandi numeri: oltre 50 anni di musica, più di 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 date all’estero.

Numeri ai quali si aggiungono le 21 serate in programma sullo storico palcoscenico del Teatro Duse, molte delle quali già sold out, che si incastreranno nella stagione di prosa del teatro a partire dal 1 novembre e fino al 26 gennaio 2020.

Ieri, davanti ad una platea di giornalisti, Morandi ha introdotto il suo nuovo spettacolo Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni, affiancato sul palco del Teatro Duse dal regista dello show Saverio Marconi e da Gabriele Scrima, direttore organizzativo del Duse.

A fine conferenza stampa, sono iniziate le prove dello spettacolo, più di un’ora di live che è stato una sorta di dietro le quinte sul palco, organizzato appositamente per un ristretto pubblico di fan.

Vita e canzoni, due costanti che in questo show si intrecciano e diventano un tutt’uno.

È l’ennesimo coronamento dell’uomo e dell’artista Gianni Morandi, lontana dai grandi show a cui ha abituato il suo fedelissimo pubblico: questa volta è un live acustico dal sapore più intimista e familiare, elemento che si rispecchia anche nella scelta della scenografia, a cui fa da cornice tutto l’universo di aneddoti, racconti e canzoni del lungo percorso dell’artista snocciolati in un flusso unico.

Un tipo di performance nuova e innovativa, in cui l’artista viene accompagnato solo da un pianista e un chitarrista, una serata diversa di data in data, in cui il teatro come luogo gioca un ruolo chiave, complice una maggiore vicinanza con il pubblico che avrà parte attiva all’interno dello spettacolo stesso potendo scegliere alcuni dei brani che Morandi interpreterà.

“Sono scoperto, ho con me alle spalle solo due musicisti. Ogni piccolo errore verrà fuori, ma questo è anche il bello perché c’è più intimità e ci si trasmette meglio le emozioni”. Anche il regista Saverio Marconi dice la sua: “Deve esserci la sensazione del pubblico di sentirsi a casa. Il teatro è vita e noi lo rendiamo vita”.

Vita come il brano cantato insieme a Lucio Dalla, con un video a corredo girato nel centro storico di Bologna. Lucio e Bologna, due omaggi che non possono venir meno in questo nuovo tipo di spettacolo.

Lucio e io ci incontrammo nel 1963, lui suonava il clarinetto e non era ancora un cantante. Lo conobbi perché eravamo tutti e due tifosi del Bologna. Siamo venuti tante volte anche in questo teatro a vedere spettacoli insieme”.

E via di aneddoti e stravaganze legati alle avventure con Lucio, per poi finire a parlare anche di Mogol e della nascita della nazionale cantanti, della quale Gianni fa parte ormai da anni.

Ha parlato anche di Bologna, una città che ha visto evolvere negli anni, che continua ad avere tanto da dare e in cui la cultura si respira a ogni passo, nelle sue piazze, nei sui vicoli: non è solo tortellini e ragù, ma anche tante altre cose.

Un ritorno a casa che è anche il ritorno su un palco sul quale si è esibito nel lontano 1964. “Mi ricordo che della mia famiglia vennero tutti, mia madre e mia sorella minore, tranne mio padre. Lui non venne perché sosteneva di non avere la giacca adatta. Momenti amarcord concatenati l’uno all’altro, ricordi d’infanzia e di gioventù nella nativa Monghidoro così come le esperienze a Bologna, tra persone e personaggi che lo hanno accompagnato nel corso degli anni.

Parlare di famiglia è l’occasione giusta per far salire al suo fianco e presentare al pubblico in sala il nipote, Paolo Antonacci, figlio di Marianna e di Biagio Antonacci e autore del nuovo singolo Stasera gioco in casa, che Gianni canterà in apertura dello spettacolo omonimo.

“Dopo vari tentativi di scrittura con l’aiuto di altri, un giorno per scherzo propongo a mio nipote Paolo di scriverne uno. Lui, serissimo, mi ha spiazzato dicendomi ‘ci provo’. Avevo paura di dovergli dire che non mi piaceva, invece poi ha portato un bellissimo tema e scritto una canzone che abbiamo finito di registrare giusto qualche giorno fa. Devo dire che la canzone è perfetta”.

Gianni Morandi e Paolo Antonacci

Un brano che è una ballad dal suono soffice, un’ode alla semplicità e all’amore per il quotidiano e le sue piccole cose. Un brano scritto e presentato nel momento giusto, a significare che per Gianni passato, presente e futuro possono fondersi in un unico momento.

In questo nuovo spettacolo, Gianni Morandi sul palco è Gianni Morandi, al di là della figura dell’artista che da Monghidoro ha conquistato un pubblico sempre più vasto in tutto il mondo. Adesso, l’uomo fa da spalla all’artista e viceversa, mentre il pubblico ascolta e partecipa come sempre.

Quando gli chiedono se è pronto, Gianni risponde: Uno ha sempre la sensazione di non essere pronto, intanto ho bisogno di andare in scena. Quindi, bene o male, partiamo. Queste date non sono un regalo che faccio io alla città di Bologna, piuttosto un regalo che ricevo”.

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