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Co.incidenze. L’arte che non ti aspetti in pub, bagni e negozi. Uno sticker all’entrata avvisa che da qualche parte c’è un’opera

23-07-2018

Di Claudia Palermo

Co.incidenze. L’arte che non ti aspetti in pub, bagni e negozi. Uno sticker all’entrata avvisa che da qualche parte c’è un’opera

Vi è mai capitato di trovare opere d’arte in luoghi insoliti di Bologna? Se è così, è facile che ci sia lo zampino di Co.Incidenze.

Sorprendere la gente attraverso la presenza di opere d’arte inaspettate è infatti l’intento di Roberta Cacciatore, Marta Spadea e Victoria Chuminok, le ideatrici del progetto.

Co.Incidenze infatti nasce dalla difficoltà degli artisti emergenti di trovare canali espositivi alternativi alle gallerie, realtà non facilmente accessibili a chi si affaccia al mondo dell’arte per la prima volta.

“Sono una pittrice romana, ho esposto in alcuni locali e in una galleria della mia città- spiega Roberta.- Quando due anni fa sono tornata a Bologna, dopo un lungo periodo di assenza, avevo il desiderio di esporre anche qui, ma l’idea di chiudere i miei lavori tra quattro mura non mi rendeva felice, soprattutto perché non conoscevo molta gente del settore. Inoltre, non mi andava a genio dover sempre spartire il ricavato della vendita delle mie opere con gallerie e co., quindi ho cominciato a pensare che forse non ero l’unica ad avvertire questi disagi e a voler arrivare al pubblico senza vincoli di nessun tipo. Purtroppo, per artisti come pittori e illustratori, l’arte di strada è molto difficile: servono strutture adatte e supporti, non è come suonare o ballare. Ho pensato di cercare un’alternativa a questo problema iniziando ad interessarmi ed avvicinarmi all’arte pubblica”.

L’esigenza di avere dei collaboratori l’ha spinta a mettere un annuncio su internet. “Ero senza grandi pretese, e non ho spiegato quasi nulla. Mi rispose Victoria. Era spaesata e demoralizzata dal sistema dell’arte, aveva tanta voglia di fare e cambiare qualcosa, quindi ci mettemmo all’opera”.

Il progetto, nella sua fase iniziale, prevedeva delle strutture espositive mobili, da spostare sulle strade di Bologna, ma la realizzazione era costosa. Nonostante concorsi e crowdfunding, rimaneva sempre troppo costoso e ambizioso.

Una sera però tutto cambia quando si unisce anche una terza collaboratrice. “Durante una bevuta, una nostra amica, Marta, ci sentì discutere sul fatto che eravamo troppo deboli dal punto di vista della progettazione per i concorsi pubblici e non avevamo grandi basi di economia. Così mentre mi accompagnava a casa, Marta, laureata in economia e in progettazione d’impresa, mi disse che desiderava far parte del progetto. Praticamente una benedizione dal cielo! Insieme decidemmo di provare ad abbassare i costi del progetto in qualche modo”.

   

Una sera, mentre andavamo a teatro, io e Marta abbiamo visto un bus abbandonato e abbiamo scherzato sul fatto che sarebbe stato interessante esporre qualche bel quadro lì dentro. Non abbiamo abbandonato l’idea e abbiamo pensato ai luoghi che adesso ospitano le opere di Co.incidenze: i bagni, i camerini dei negozi, i banchi del mercato”.

 

L’intento è quello di far dialogare l’artista con chiunque, e non solo con chi è invitato ai vernissage. L’opera si deve incontrare in maniera inaspettata con il pubblico. Le creazioni di Menata (Andrea Cacucciolo e le sue “carte Altrovetane”) furono le prime a far partire il progetto. “Alla fine, siamo riuscite a coinvolgere 17 locali nel centro della città e in Bolognina, tra pub, mercati, negozi dell’usato. Lo sticker che c’è all’entrata dei locali indica che da qualche parte, nelle vicinanze, c’è un’opera. Basta cercarla o semplicemente incontrarla, e magari scattare una foto e condividerla sulle pagine Facebook e Instagram”.

 

 

 

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