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Dopo la psicoterapia, Cecigliuz disegna: così il super potere della sensibilità diventa arte

01-07-2026

Di Francesca Gattini

Nello scenario sempre più comune in cui spesso essere “troppo” non va bene, l’artista Cecigliuz ribalta la situazione e restituisce valore alla bellezza e alla normalità dell’essere troppo sensibile.

Cecigliuz è un’illustratrice la cui autenticità ritengo sia l’aspetto più evidente e identitario della sua persona, dei suoi disegni e dei collage, che racchiudono parti di lei in messaggi e significati messi nero su bianco. 

Dopo essere stata accolta nel suo studio personale, con le tende arancioni, la luce del tramonto che passava, libri, fogli e matite che aspettavano di prendere vita, quella che doveva essere una breve chiacchierata si è trasformata in un momento di condivisione. Ho infatti capito, immersa in quell’atmosfera, come la sincerità e l’empatia dell’illustratrice trovino espressione nei suoi disegni e collage grazie a messaggi tanto veri quanto potenti.

A Bologna, da circa quattro anni, la sua arte diventa un progetto e un obiettivo di vita. Attraverso la condivisione del suo lavoro molte persone si sentono rappresentate da quelle concise e potenti frasi che in modo complementare accompagnano i disegni di Cecigliuz.

 

È in grado di dare voce alle emozioni principali che tutti proviamo – e che non dobbiamo reprimere –  e di trasformarle in disegni sull’amore, sull’accettazione di sé, sulla gentilezza e sulla tenerezza, ma anche su quelle che sono paure e insicurezze.

I disegni di Cecigliuz risultano tanto sinceri e trasparenti anche grazie al metodo che utilizza: è il flusso catartico di ciò che “sente” che permette una realizzazione artistica che attinge a quelle che sono le emozioni e i pensieri del momento; non una tecnica rigida che invece può limitare il sentire istintivo e la parte autentica. Usa i disegni anche come strumento per sé stessa, per stare meglio e per portare fuori quella che può essere un’emozione forte o un’agitazione.

 

 

Durante la nostra conversazione mi ha raccontato che da qualche anno segue un percorso di psicoterapia. Nei momenti successivi agli incontri realizza i suoi disegni, prendendo spunto dallo svolgimento della seduta. È questo, a mio parere, uno dei motivi per cui le persone riescono a riconoscersi così tanto nelle sue illustrazioni, perché da un lato traspaiono la profondità e la sincerità di Cecigliuz, mentre dall’altro i lettori danno una propria interpretazione basandosi su esperienze già vissute. Di fatto i suoi disegni vengono anche utilizzati da alcuni psicologi per aiutare i pazienti durante le sedute.

Le sue illustrazioni vivono di due linguaggi che si completano. Uno testuale, che in poche e concise parole condivide il forte messaggio. Uno figurativo, che mantiene lo stesso stile di Cecigliuz caratteristico in tutti i disegni, in cui elementi figurativi dai tratti semplici e ricorrenti, hanno però dettagli distintivi che completano il significato comunicato dal testo. Prendo come esempio l’illustrazione “sei troppo sensibile” in cui il personaggio rappresentato ha un buco nel petto, e che può essere interpretato come una ferita, ma anche come una partenza da cui rinasce un fiore. 

Non solo disegni, ma anche i collage sono una delle forme di espressione più autentiche di Cecigliuz. 

 

Ha spiegato l’artista che dare vita ai collage è per lei un’attività più intima e difficile in cui è coinvolta non solo la ricerca dei materiali fisici, ma una ricerca interiore che la porta a scavare nelle proprie emozioni, combinando però perfettamente estetica e autenticità. 

Queste composizioni sono progetti più personali con materiali riutilizzati, provenienti da archivi fotografici, pagine di libri, fiori secchi, a cui l’artista dà un nuovo senso completo, posizionandoli in teche e trapassandoli con fili da cucire. Questo processo lo fa usando foto di familiari, a cui in questo modo non solo attribuisce una nuova narrativa, ma anche nuovo valore.

Uno dei temi che l’illustratrice tocca è il percorso di accettazione di sé stessi.

 

Il disegno nasce anche da un bisogno emerso durante il percorso terapeutico che ha aiutato Cecigliuz ad acquisire sicurezza in sé, senza sentire il bisogno di cambiare, ma mantenendo l’autenticità che si percepisce nelle illustrazioni. 

Sentirsi sempre diversa e un po’ più particolare degli altri è una cosa che già da piccola la faceva soffrire. Ma oggi l’artista segue il proprio desiderio, esprimendo la sua individualità anche attraverso i suoi capelli rosa e colorati, come quelli di un unicorno, l’animale fatato, particolare, ma unico.

Cecigliuz

Se grazie a questo percorso di accettazione Cecigliuz riesce ad essere così trasparente e cruda nei disegni che crea e condivide anche nei market e sui social, il lato negativo è che chiunque può ferire ciò che con molta forza lei invece decide di condividere. Ne esce alla luce un po’ un dilemma, di quanto sia lecito, o no, che una persona venga esposta al giudizio del pubblico che non sempre pensa al fatto che dall’altra parte, per l’appunto, c’è una persona vera.

Oltre a tutto ciò in realtà Cecigliuz ha seguito anche formazioni professionali in arteterapia e come educatrice, due attività in cui lo stretto contatto interpersonale hanno un ruolo principale e in cui il fine è anche quello di aiutare e prendersi cura dell’altro. Questi due percorsi hanno influenzato la sensibilità e l’empatia dell’artista, la quale ha scoperto nuovi modi di sentire. 

 

 

Nella quotidianità invece lavora anche come educatrice, formandosi in particolare sulle relazioni neurotipiche autistiche. Questa esperienza ha insegnato a Cecigliuz a osservare le cose e sentire le emozioni in modi diversi e unici secondo ogni prospettiva. Una delle verità più sincere che mi ha detto è che non ci immaginiamo quanti modi diversi ci siano per arrivare al cuore di una persona.

 

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