Musica & Libri

Frankie hi-nrg mc ospite alla Fonoprint Arena racconta la nascita dell’hip-hop. La nostra photo gallery

15-09-2019

Di Giulia Fini
Foto di Laura Bessega

1975, South Bronx.

Theodor, un ragazzo di 12 anni, vuole registrare una cassetta per il suo amico. Il fratello fa il dj e in camera ha il giradischi. Così, posizionando il suo ghetto blaster davanti alle casse, accende la musica a tutto volume e preme rec. La madre entra in camera lamentandosi: hanno già ricevuto proteste nel condominio, continuando così rischiano di essere cacciati. Theodor sta per far partire il nuovo disco e, tenendo il dito appoggiato, si muove avanti e indietro in attesa che la madre finisca di gridare. Ma lei insiste e lui continua a tenere il disco in movimento.

La sorpresa arriva quando decide di riascoltare la cassetta che aveva registrato: l’effetto del disco che va avanti e indietro a ritmo di musica gli suggerisce una straordinaria scoperta. Nasce così lo scratch.

Questo è uno dei tanti aneddoti che il papà del rap italiano Frankie hi-nrg ha inserito nel suo primo libro, Faccio la mia cosa, presentato mercoledì scorso alla Fonoprint Arena da Fico Eataly World durante una serata di talk condotta dal giornalista Piefrencesco Pacoda.

Un libro scritto per rispondere alla domanda che più di tutte gli è stata posta: “come ti sei avvicinato al rap?”. Un racconto di vita personale che parte dalla sua nascita e finisce dove tutto è iniziato: con la pubblicazione del suo primo singolo Fight da faida. Ma è anche un viaggio nella cultura rap americana, con storie e aneddoti che ripercorrono la nascita nel Bronx della cultura hip-hop e i cambiamenti tecnologici che hanno rivoluzionato la musica.

Il titolo, oltre ad essere lo stesso di una delle sue prime canzoni, è anche la traduzione di uno slang usato dalle comunità afronamericane “doing my own thing” (sto facendo la mia cosa, quello che mi fa sentire vivo) che descrive appieno quello che è stato il suo percorso, come da zero ha costruito qualcosa di estremamente personale.

Un libro da leggere ma anche da ascoltare. Sì perché all’interno del testo sono state inserite delle tracce musicali mediante qr code, insieme ad illustrazioni e focus di approfondimento.

Noi lo avevamo già incontrato quest’estate a Marina di Ravenna, qui la nostra videointervista.

Condividi questo articolo