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Greetings from Italy! Le cartoline satiriche tornano in mostra a IT.A.CÀ

21-05-2019

Di Elena Ghini

I saluti amari che un turista immaginario invierebbe oggi dal nostro Paese tornano in mostra con Greetings from Italy!, già arrivata da Piedàterre Studio per Set Up+ 2019. Verrà riproposta all’interno di IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile a partire da venerdì 24 maggio alle 18,30 presso la Gabbia del Leone, alle Serre dei Giardini Margherita. Rimarranno in mostra fino a domenica 26 maggio.

Solo in cartolina e Liquid Traces sono i due progetti artistici presentati. Entrambi nati per affrontare, da punti di vista differenti, l’infamia delle morti in mare, il cinismo e l’indifferenza che hanno corrotto l’Occidente, che perde così il suo ruolo di guida. Un tema attuale, complesso e scomodo trattato con intelligenza e creatività.

di Roberta Oriano

Ce li ha raccontati Matilde Piazzi, che ha organizzato la mostra insieme ad Alessandro Kostis, di Piedàterre Studio.

“È una mostra nata dal forte desiderio di agire, di attivarsi, secondo le nostre capacità e le nostre abilità, rispetto a una questione che difficilmente non chiama a voce alta. Solo in cartolina e Liquid Traces sono due lavori pensati per scuotere, coinvolgere e aprire nuovi spazi di azione e riflessione”.

Solo in cartolina è il risultato del lavoro dei creative-fighters Verdiana FestaMichela LocatiNicole Romanelli e Pietro Gregorini. L’iconografia della cartolina viene completamente ribaltata e, attraverso uno spostamento di senso, diventa la violenta epifania satirica di una realtà odiosa e insopportabile. Nel luglio 2018 hanno indetto la “chiamata alle arti”: chiunque ha potuto realizzare la propria cartolina di denuncia. Il 3 ottobre hanno recapitato diecimila cartoline di sdegno, firmate da cittadini italiani, al Ministero dell’Interno. Una campagna di denuncia amara che da subito si e rivolta fuori, diventando collettiva.

di Alberto Casagrande e Ilaria Cairoli

Liquid Traces – The Left-To-Die Boat Case invece è la video-opera di Lorenzo Pezzani e Charles Heller di Forensic Oceanography. Ricostruisce l’orrendo caso della “left-to-die-boat”, lasciata andare alla deriva nel marzo 2011 per quindici giorni con settantadue migranti a bordo. Solo nove si sono salvati. “La particolarità dell’animazione video è che si serve di tecnologie di sorveglianza marittima satellitare e riesce a individuare con rigore documentario i responsabili. Inoltre svela, con una freddezza scientifica che non lascia scampo, in quali pieghe si annidi oggi quella ‘banalità del male’ a noi tristemente nota”.

Entrambi i lavori vogliono invertire una tendenza molto comune oggi, quella alla semplificazione: “il punto di vista originario viene sovvertito e usato come arma pacifica. I numeri diventano corpi e i corpi persone per le quali non proviamo più pietà o indifferenza ma empatia e compassione”.

Frame da Liquid Traces

Credi che sia diffuso l’impulso a reagire?

“Sì penso che in molti sentano la nostra urgenza e che anche con piccoli gesti la gente voglia mobilitarsi. Ad esempio a febbraio per SetUp+ siamo riusciti a raccogliere oltre 700 euro in tre giorni per Mediterranea Svings Humans. Questa volta speriamo di fare altrettanto per Open Arms. È un’organizzazione non governativa e senza fine di lucro la cui principale missione e proteggere con la sua presenza in mare le persone che cercano di raggiungere l’Europa”.

di Ferruccio Orioli

Greetings from Italy! quale connessione ha con il festival IT.A.CÀ?

“IT.A.CÀ è un festival innovativo che fa dell’agire politico la propria cifra e il proprio obiettivo. Fa del viaggio il centro delle proprie riflessioni e gli artisti che abbiamo voluto portare in mostra rivendicano con forza il diritto alla migrazione, diritto oggi quanto mai in pericolo. La nostra è una mostra nata proprio dal desiderio di azione politica creativa, dalla volontà di suscitare un dibattito pubblico e fornire un aiuto pratico a realtà che si muovono nella prassi, fuori dalla ‘zona grigia'”.

di Simona Conti

Pensi che l’arte e la creatività debbano avere una connotazione politica?

“Credo innanzitutto che l’arte non debba avere nessuna connotazione imposta, ciascun artista deve sentirsi libero di comunicare la propria urgenza, laddove ne senta una. L’arte che mi interessa personalmente, da curatrice, da artista visiva e da pubblico, è quella che conserva la forza di svelare gli inganni dei potenti, del potere.

Questa per me è arte politica, un’arte cioè che si fa carico dell’etica, che non sia solo sfogo individuale. Quando gli ideali antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica vengono messi in costantemente in discussione, non credo ci sia più tempo da perdere. Questa cosa orrenda che sta accadendo riguarda tutte e tutti e non dovrebbe trovare indifferente e distratto nessuno, men che meno artisti e intellettuali”.

 


Quest’anno siamo media partner del Festival!

Che cos’è IT.A.CÀ? Qui la nostra intervista agli organizzatori: IT.A.CÀ. LE STORIE DI CHI RESTA

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> IT.A.CÀ. TRA ERRANZA E RESTANZA

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Qui vi lasciamo il programma completo scaricabile con tutti gli eventi e la mappa con i luoghi del festival: Programma Festival IT.A.CÀ

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