Questa è una rubrica di racconti inediti curata per noi dall’artista Alberto Azzara, noto su instagram con il nome @lecosechevedi.
Un flusso di coscienza a metà strada tra Tondelli e Bukowski, ma soprattutto una guida sentimentale di Bologna fatta di luoghi non convenzionali (bar laterali, circoli Arci, trattorie, parchi) dove ballare male nei posti giusti e una storia d’amore che li tiene insieme.

Cap 1.
Sei arrivata nella stagione che più mi infastidiva, forse per ansia, come quando odi i controllori perché non hai i soldi per farti il biglietto o solo per spirito ribelle adolescenziale. Sei arrivata e di ansie te ne sei portate via parecchie. Ho iniziato a prendere il mensile del bus all’Astor Bar di Fioravanti dove, una volta, ho gestito le mie dipendenze pagandomi un amaro coi soldi vinti da un gratta e vinci, andandomene in pari. Sentendomi appagato nei posti più insoliti. Ti ho promesso di portarti dove sono più vero come al Rapsodia Cafè, su via Bertiera, in cui ebbi un’epifania per il mio primo Americano o lì affianco da Mariposa dove ti ho lasciato delle dediche sulla tovaglietta per leggerti da altre prospettive e vedere se è vero che una trattoria in centro ha ancora prezzi così popolari. “Arriverà il sessantotto e avrà il tuo profumo”, scrissi, per te che di profumi te ne intendi, mentre al contrario io non ci ho mai capito un cazzo. Ripasso dal parco di Fondo Comini quando quella sera, all’estivo del Binario 69, passammo minuti di panico a cercare il tuo orecchino caduto nel taschino della mia camicia, una delle poche che ti piace del mio armadio sconclusionato. Chiudiamoci in casa per farlo tutto il giorno ed usciamo sporchi per mangiare alla Taverna dei Peccati sentendoci a nostro agio da amanti temporanei, dopo aver fatto le peggio porcate, quando da fuori sembra già tutto vero, mentre ci offrono del limoncino che rifiuto come se non ne fossi assuefatto. Faremo una lista delle cose che vorremmo guardando le vetrine di Mi piaci by Chiara, sognando di vederti girare per casa con una codina di volpe che ti spunta da dietro. Nonostante le mie proposte discutibili qualcosa ha funzionato, e non ti ha frenata nemmeno vedermi ballare solo, con gli anziani, una domenica sera al Circolo Arci Ippodromo davanti ad un vassoio in alluminio di tagliatelle alla bolognese. Ballavo male tutto, per loro, che hanno i loro passi coordinati, ma vado forte sui balli di gruppo, la bomba o un più nostalgico gioca jouer. Per lei, invece, ballo male anche quelli. Ridiamo, troviamo il bello anche nelle cose che ordinariamente non lo sono o nei posti rimasti fermi nel tempo conservandone il fascino che emanano, tipo il bancone del Bar Caffè Jolly di via Bentivogli e nelle loro caraffe di spritz Cynar generose come le tue attenzioni. Finiamo la serata al Circolo Circus lasciando fuori i pianti e le insicurezze, dove i nostri segreti non sono cose sbagliate.
– Alberto Azzara
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