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Le illustrazioni di Martina Tonello tra libri, stickers, toppe. E un progetto sulle cose da non dire e non fare

05-10-2018

Di Giulia Petruzzelli

Ci sono persone fatte così, che quando parlano lo “vedi” quello che dicono. Ci sono persone come Martina, che a Bologna ci voleva venire a tutti i costi, fin dal liceo, fino a prima di sapere che esisteva una cosa chiamata “illustrazione” e che l’avrebbe scelta per vivere. Sarà per quel suo modo di parlare tutto curve, bivi, gallerie, o perché ogni risposta contiene una metafora, fatto sta che di lineare Martina non ha proprio nulla e davvero ogni discorso con lei sembra una storia per immagini.

Martina Tonello – autoritratto

Illustratrice e autrice, Martina Tonello è nata 25 anni fa a Padova e oggi vive a Bologna insieme al suo cane, un vivace akita conosciuto a bordo di un Bla Bla Car da Torino a Bologna. Il suo incontro con Nikita è solo una delle tante avventure che mi racconta in un tiepido pomeriggio di settembre. C’è anche quella del Cammino degli Dei, che Martina ha percorso andando a piedi e rientrando in macchina, per poi rendersi conto che il tragitto di ritorno era molto più breve, dritto e rigido di quello d’andata. Un modo di viaggiare senza poesia. Da lì, l’idea di C’era una Svolta, l’albo illustrato che racconta le vicende di una curva a S rimasta improvvisamente disoccupata.

Martina Tonello – C’era una Svolta

O ancora le saracinesche che Martina ha decorato per alcuni abitanti del quartiere in cui vive e che l’hanno portata, in una curiosa vicenda notturna, a dipingere ringhiere in un palazzo in ristrutturazione. E poi la volta dell’etichetta per la birra fatta in casa, o il laboratorio per bambini in cui ha recitato, improvvisando, le sue stesse storie… “Mi piace trovarmi in situazioni strane, insolite” mi dice. E non faccio fatica a crederle.

Le chiedo cosa sta facendo in questo momento

“Attendo con un po’ di ansia l’uscita di un libro per Mondadori Electa di cui ho curato le illustrazioni, poi sto preparando il materiale per partecipare a un concorso delle Canarie (si parla di invasione di criceti – ndr). Ho realizzato poco fa anche un lavoro per la box di settembre di Hoppìpolla”. Con Hoppìpolla, un servizio che offre mensilmente una scatola a sorpresa con prodotti legati al design, alla musica, all’illustrazione, all’editoria indipendente, è già alla terza collaborazione, nelle precedenti aveva progettato un tatuaggio temporaneo e una toppa.

Proprio con la stoffa le piacerebbe sperimentare nel prossimo futuro, lei che con i materiali “paciuga” (la sua parola preferita in bolognese) sempre volentieri, tanto da passare le domeniche a comporre e decorare spille, ciondoli e altri oggetti. Anche se, dopo la prova con le saracinesche, non vede l’ora di confrontarsi con una vera e propria parete.

E Blanca e Maperò?

Blanca è un magazine illustrato che ho prodotto con Noemi Vola, Eliana Albertini e Irene Coletto, amiche d’Accademia, di cui abbiamo festeggiato il quarto e ultimo numero qualche mese fa. Sempre con Noemi ho creato poi Maperò, libro illustrato nato da un sentimento di rivolta per le cose che non si dovrebbero dire o fare”.

Maperò

Sulle prossime pubblicazioni Martina non sa ancora nulla, prima dovrà confrontarsi con Noemi sul futuro del progetto. Di una cosa però è certa: l’illustrazione non è solo per bambini, anzi molto spesso ciò che disegno ha più senso per gli adulti. È il caso dei miei albi illustrati: i bambini colgono un livello di significato, ma i grandi riescono a capire anche le sfumature e le insinuazioni politiche o sociali che magari il libro ha. Per questo mi piace molto giocare con la relazione tra parole e immagine: per creare un corto circuito o un’amplificazione di significato”.

Torno a casa, con la testa piena di colori e figure, in borsa due sticker che Martina ci ha tenuto a regalarmi, e in mente una sua frase che devo scrivermi subito, prima che sfugga: Non mi piace stare dentro ai bordi, mi piace crearli”. Un bel modo di dire che la (sua) fantasia non ha confini.

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