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Psychiazine porta in terapia su Instagram personaggi di film e letteratura

09-11-2018

Di Bruna Orlandi
Foto di Silvia Tempia Valenta (Psychiazine)

Psychiazine porta in terapia su Instagram personaggi di film e letteratura

È suddiviso in capitoli e ogni paragrafo si apre con una citazione letteraria per poi associare ad un personaggio del cinema o della letteratura un disordine della personalità, con relativa spiegazione e trattamento.

A dirla così sembrerebbe l’impaginazione di un libro, invece è un profilo Instagram pensato e nata per mano, e non uso il termine per caso, di Silvia Tempia Valenta, studentessa al sesto anno di medicina, di origine biellese, trasferitasi a Bologna nel 2013.

Il progetto, dal nome Psychiazine, ha preso vita lo scorso inverno in una stanza di un appartamento universitario nel centro di Bologna, mentre la sua poliedrica ideatrice si preparava per sostenere l’esame di psichiatria. “Per memorizzare ogni disturbo facevo una tabella a tre colonne: la prima raccoglieva i personaggi cinematografico-letterari che a mio parere ne erano affetti, la seconda una spiegazione clinica, la terza i possibili trattamenti. Era la mia tecnica mnemonica”.

Paranoid personality disorder – post 1/3

E da allora, frugando nel disordine e riportando ordine, ha cominciato a compilare delle agende Moleskine (al momento due) a fotografarne le pagine e a caricarle su Instagram per illustrare i disturbi della personalità in un modo facilmente fruibile e lontano dall’arida impostazione delle trattazioni scientifiche.

Disegna, attacca immagini con la Coccoina, iconica colla per i nati negli anni ’70 e, in controtendenza con le moderne dita perennemente indaffarate a premere tasti di un computer, Silvia scrive a mano tutti i suoi testi con una grafia curata e piacevole.

Paranoid personality disorder – post 2/3: Features, prevalence, course

A ogni disturbo dedica tre post, il primo dei quali, la copertina, riporta il nome del disturbo, una citazione letteraria e immagini tratte da film, il secondo le caratteristiche, la tipologia di persone che ne soffre e il decorso e il terzo i trattamenti. Ma forse, sarebbe meglio parlare di features, population prevalence, course e treatments.

Paranoid personality disorder – post 3/3: Treatments

Come mai hai scelto di scriverlo unicamente in inglese?

 Me lo chiedo sempre anch’io mentre mi danno sulle traduzioni. Masochismo? Scherzi a parte, preferirò sempre l’italiano all’inglese, ma penso che l’attivismo, di qualunque tipo esso sia, debba essere comprensibile a più persone possibili. La storia ha voluto che l’inglese avesse la meglio sulle altre lingue, non resta che adeguarsi (un po’ a malincuore…). Am I right?”

Beh sì, hai ragione ma resta il fatto che anche l’Italia è da sensibilizzare, sebbene molti passi siano stati fatti da Basaglia a oggi. “La legge Basaglia è stata la rivoluzione copernicana della psichiatria moderna, purtroppo però la società di quarant’anni fa non era pronta per concretizzarne il potenziale”.

Credi siano ancora molto stigmatizzati i disturbi mentali?  

“A volte anche demonizzati e altre mistificati e questo impedisce il reale inserimento sociale di molte persone che ne soffrono. L’inserimento è premessa necessaria per la guarigione. Credo che la tutela e l’inserimento delle minoranze dovrebbero essere un sentito dovere collettivo e siamo ancora indietro: ci si scontra con una cultura fortemente retrograda”.

Qual è lo scopo di Psychiazine?

“Creare una piattaforma di sensibilizzazione e condivisione in merito alla salute mentale e ai disturbi che possono comprometterla. Vorrei che diventasse una piattaforma sempre più collettiva, di condivisione e supporto. Mi stanno contattando molte persone che desiderano raccontare la propria esperienza e le proprie opinioni riguardo a persone che ne sono affette, ai criteri diagnostici e ai trattamenti provati in prima persona o dai propri cari”.

Lo scopo che trapela dalle sue pagine e a me arriva chiaro è quello di comunicare senza discriminare, ristabilendo una gerarchia tra ciò che si può dire e cosa no. Quante volte vengono utilizzate impropriamente parole come handicappato, mongoloide, schizofrenica, isterica, senza conoscerne il vero significato? È qui che si rintraccia la rilevanza e il grande valore divulgativo del progetto di Silvia Tempia Valenta, dotata di una sensibilità insolita per una ragazza di ventiquattro anni.

Dai visibilità a Psychiazine solo attraverso Instagram?

“In verità esiste una pagina facebook ma non so bene perché l’ho creata ed è pressoché vuota. Devo ancora decidere cosa farne, potrebbe forse diventare una piattaforma di discussione. Vedremo!”

Certamente scannerizzerà le pagine e ne farà delle ‘zine’, mi spiega (e fa bene perché io non so cosa siano). “Si tratta di pubblicazioni cartacee senza scopo di lucro che trattano approfonditamente temi specifici. Sono prodotte in modo economico e rudimentale e vengono stampate generalmente in bianco e nero su carta colorata. Ogni mini zine sarà dedicata ad un disturbo”.

Silvia mi riferisce orgogliosa che Psychiazine è stata selezionata per partecipare al Fruit, la fiera di pubblicazioni d’arte di Bologna che il prossimo anno si terrà a Palazzo Isolani dall’1 al 3 febbraio, dove intende esporre sul suo banchetto 10 piccole zine.

Prima di allora, i suoi lavori sono visibili sabato 10 novembre al Tpo in via Casarini 17/5 dalle 18,30 dove, in occasione dell’evento Dimondi 4.0 dedicato all’antisessismo e alla lotta alla discriminazione del diverso, esporrà, per la prima volta fuori dai social, alcune sue stampe che riguardano tre diversi disturbi della personalità.

Ci saranno proiezioni, interventi, musica e, assicura Silvia, dell’ottima polenta.

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