Trend

Spore Group, l’hub under 40 dove i dati diventano storie

09-07-2026

Di Mattia Lusini

C’è una generazione di comunicatori cresciuta dentro un ecosistema in cui la reputazione si costruisce in tempo reale, le conversazioni si misurano, le crisi si anticipano e le decisioni non possono più basarsi solo sull’intuito, ma sui dati.

A Bologna c’è un hub che mette insieme lo sviluppo di piattaforme proprietarie basate su intelligenza artificiale e data science con la comunicazione politica e quella corporate. Si chiama Spore Group, nasce dall’esperienza delle campagne elettorali ed è guidato da una nuova generazione di giovani professionisti under 40.

Ma qui, la politica, è il punto di partenza, non di arrivo. L’esperienza delle campagne elettorali non è fine a se stessa, ma diventa un metodo che Spore Group porta nella comunicazione alle imprese, ai brand, alle Istituzioni e perfino all’editoria.

Spore Group è l’evoluzione di Piave, società di comunicazione fondata nel 2019 in occasione della campagna elettorale per la presidenza della Regione Emilia-Romagna. “Piave era la linea che il nemico non doveva superare”, spiega Teresa Serra di Spore Group. A questa matrice si affianca oggi Tame Studio, dedicato alla comunicazione corporate insieme a una divisione tecnologica specializzata nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale, monitoraggio e analisi dei dati, e che vede tra i suoi clienti la Motor Valley University of Emilia-Romagna (MUNER) di Bologna o l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. “Il nome Tame rimanda alla parola inglese dare forma, governare, domare”, continua Teresa. Un nome che racconta bene la sfida: non aggiungere ma creare coerenza, dare un senso, mettere ordine.

Dietro Spore Group ci sono Lorenzo Salmi, imprenditore e strategist nel campo della comunicazione data-driven, Teresa Serra, executive Account Manager che si occupa della gestione e dello sviluppo di progetti di comunicazione integrata, e Gian Piero Travini, giornalista con oltre 25 anni di esperienza che si occupa di campagne elettorali dal 2009. Insieme a loro un team di oltre venti professionisti, per la maggior parte under 40. L’età del gruppo non è solo un dato anagrafico, ma una chiave culturale: familiarità con gli strumenti, velocità di adattamento, capacità di muoversi tra linguaggi diversi, dai social network alle relazioni istituzionali, fino alla lettura dei dati. “A 36 mi sento vecchia rispetto al mondo della comunicazione – ride Teresa-. Tutti possono rimanere al passo coi tempi, ma chi cresce maneggiando questi strumenti parte sicuramente avvantaggiato”. 

Il nome Spore richiama l’idea biologica di un elemento capace di diffondersi, adattarsi e generare nuove connessioni. Una metafora che descrive bene l’ambizione del progetto: tenere insieme competenze diverse sotto un’unica regia, con un metodo orientato alla misurazione e alla personalizzazione. Non campagne standard, ma sistemi di comunicazione costruiti a partire dai contesti, dai pubblici, dagli obiettivi, dai bisogni. Al centro il contenuto e la relazione, ma soprattutto la fiducia. 

Da sinistra: Gian Piero Travini, Lorenzo Salmi e Teresa Serra

La parte più innovativa è quella tecnologica. Utilizzano piattaforme high tech per la sentiment analysis, il monitoraggio delle fake news e la raccolta dati. “I sistemi Tech sono il cuore pulsante della nostra realtà perchè la comunicazione si deve basare sui dati e i dati occorre ricavarli – spiega Lorenzo Salmi-. Ricercarli tramite piattaforme high tech applicate alla comunicazione politica è la nostra grande novità”.

Le due principali piattaforme sono “Bellerofonte” e “Idia”. La prima si occupa di sentiment analysis ed è dedicata all’ascolto delle conversazioni online e alla reputazione; mentre la seconda si occupa del monitoraggio automatizzato di fonti legislative e istituzionali. E poi ci sono “Napoleon”, che lavora sull’analisi e visualizzazione di dati socio-demografici ed elettorali e “Arianna” dedicata all’analisi semantica di testi politici e istituzionali.

Il punto, però, non è la tecnologia in sé. È l’uso che se ne fa. In un mercato in cui molte aziende hanno accesso agli stessi strumenti, la differenza si gioca sulla capacità di trasformare i dati in strategia. Sapere cosa viene detto, da chi, con quale tono e in quale contesto diventa essenziale per costruire posizionamenti credibili, prevenire criticità, orientare campagne di comunicazione e prendere decisioni più consapevoli. È qui che l’esperienza politica diventa un vantaggio competitivo anche fuori dalla politica.

Oggi il gruppo, che ha la sede operativa a Bologna, ha affiancato una sede operativa a Bruxelles, dedicata alle relazioni istituzionali europee.

In un settore spesso diviso tra numeri e narrazione, Spore Group prova a occupare uno spazio intermedio: quello in cui le idee devono essere misurabili e i dati  diventare storie. Con una convinzione di fondo: che comunicare, è sempre una scelta. 

Condividi questo articolo