Design & Moda

Stealing Factory: gli outsider del cinema diventano icone streetwear

23-07-2026

Di Sara Santori

Due amici e la passione per il cinema d’autore. Arneaux e Dave hanno chiamato il loro brand di abbigliamento streetwear “La fabbrica del furto” – Stealing Factory e sulle magliette stampano gli antieroi.

Bianco e nero, atmosfere cupe, personaggi soli, moralmente ambigui o disillusi, criminali per necessità, dove il confine tra giusto e sbagliato è sfumato, questo è l’immaginario di Stealing Factory. Infrangere le regole va oltre il giudizio morale e diventa atto creativo.

Foto di @arneauxx

La prima linea di magliette è dedicata al film Le Samouraï di Jean-Pierre Melville, nel quale Alain Delon interpreta il protagonista, un sicario solitario, manifesto perfetto per il loro progetto.

Li ho raggiunti per un caffè in centro, a due passi da Piazza Maggiore e dallo schermo di “Sotto le stelle del cinema” e quando sono arrivata stavano proprio studiando il programma appena uscito.

Alessandro Arnò e Davide Mares, Arneaux e Dave, sono appassionati e coinvolgenti, li sento parlare e mi sembra di poter assistere al loro flusso creativo. Si completano e si arricchiscono a vicenda. Mi sembra giusto riportare che mentre mi raccontavano del loro progetto non hanno mai usato la parola “T-shirt”, ma sempre “maglietta”.

Foto di @arneauxx

Entrambi sono artisti visivi: Arneaux fotografo e visual director, Dave si occupa di pittura e street art. Si sono conosciuti lavorando insieme a Borgo Mameli e in altri locali bolognesi.

Mi raccontano che il progetto Stealing Factory è recente ma già molto strutturato perché “ne parlavamo ogni giorno a lavoro” e non fatico a immaginarli. Il progetto è nato ad agosto di due anni fa.

“Inizialmente volevamo fare delle magliette per noi due, ma vedendo quanto costava l’attrezzatura e la produzione, abbiamo pensato di produrle anche per altri e venderle. Da subito sapevamo che il focus sarebbe stato il cinema, quello degli antieroi, dei personaggi soli, dei criminali per necessità.” Il loro manifesto cita: “Stealing Factory punta a rappresentare quelle persone che si sentono escluse dalla società perché fanno attività non ancora del tutto moralmente accettate purché siano fatte con uno scopo superiore, come quello di creare qualcosa di nuovo. Kierkegaard direbbe che sono quelle persone che vivono nel mondo estetico abbandonando completamente il mondo etico: nessuna più legge, nessuna morale, solo il puro atto creativo.

Foto di @arneauxx

Infrangere le regole è un tema che torna spesso nella nostra conversazione e nella spiegazione del loro progetto. “Ho un problema con l’autorità da sempre, ho l’istinto underground di andare contro le regole”, dice Dave, “un po’ come i graffiti, è una necessità interiore, un bisogno che brucia dentro, anche se è difficile spiegarlo a chi non lo vive. Quel kick di adrenalina quando esci la notte con le bombolette e scavalchi una recinzione”. O come quella volta in cui attaccò uno sticker col loro logo sulla caserma del Pratello e lo beccarono con le telecamere.

Questa cosa di essere outsider la sentiamo tutti e due. Un esempio? Il nostro logo riprende il viso di Alain Delon e lo abbiamo stampato senza chiederci nulla sul copyright (e dicendomi che posso scriverlo). Non per niente l’etichetta di composizione delle nostre magliette riporta: 70% stolen material, 30% cinephilia.

Le magliette sono Made in Italy, vengono stampate a mano da Arneaux e Dave nel loro garage con la tecnica della serigrafia manuale. Le collezioni sono a tiratura limitata e si chiamano “Chassis”, in francese “telaio: “per noi la maglia è il telaio su cui imprimiamo visioni”.

Foto di @arneauxx

Il primo Chassis raccoglie tre grafiche ispirate al film Le Samouraï di Jean-Pierre Melville dove Alain Delon interpreta il protagonista, un sicario solitario, il manifesto perfetto per il progetto Stealing Factory, perchè nella criminalità come sopravvivenza sei completamente solo, non puoi dire a nessuno cosa fai, non puoi avere complici o rischi che la tua vita finisca da un momento all’altro, che sia con la morte o in prigione.

Abbiamo imparato da soli, fatto prove, errori, sbagli, come le strisciate di inchiostro sulle magliette, che poi abbiamo coperto con delle toppe.” Anche il payoff Breath While Stealing è frutto di un errore, perché doveva essere “Breathe” scritto con la “e”: Respira durante il furto. Se ne sono accorti quando era già stampato sulle etichette, è rimasto così e ora ci ridono sopra.

Foto di @arneauxx

La serigrafia è ripetibile, ma nessuna è uguale all’altra, ogni pezzo è unico. In futuro vorremmo fare ancora più pezzi unici come duo artistico. Ci piacerebbe anche fare merch per gruppi musicali, toppe a tema sui registi e aggiungere altri capi per i prossimi Chassis, come giacche di jeans e long-sleeve. Vorremmo anche inserire un accessorio per ogni chassis, un easter egg, ad esempio un giornale finto, una finta bustina di droga. Ma il tema del cinema rimarrà sempre.

Collaborano con realtà locali per mantenere vivo lo spirito creativo del territorio, di recente hanno prodotto una maglietta per il bar La Linea a tema Twin Peaks, un riferimento volutamente più conosciuto, citando il biglietto Meet me at the Roadhouse after 9:30.

Foto di @arneauxx

Il lancio del brand è stato qualche mese fa all’evento di inaugurazione di Rione San Nicolò, durante il quale hanno esposto magliette, un televisore a tubo catodico con effetto televendita, organizzato un dj set, proiezioni con scene dei film a tema e un live painting con il loro logo.

Ci teniamo a mantenere un’identità e un immaginario preciso dall’inizio alla fine. Ci fidiamo l’uno dell’altro e seguiamo tutto noi, dalla fotografia alla pittura. Tranne le etichette, perchè non sappiamo cucire.

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