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“Strano è bello!”. Il fotografo britannico Martin Parr allo Spazio Damiani con Beach Therapy

18-10-2018

Di Laura Bessega

“Strano è bello!”. Il fotografo britannico Martin Parr allo Spazio Damiani con Beach Therapy

“Find the extraordinary in the ordinary”. Martin Parr

Scordatevi le immagini patinate delle riviste di moda, la maniacale composizione alla Steve McCurry o l’eleganza rarefatta di Peter Lindbergh, perché il panorama di Martin Parr è decisamente altro.

Giovedì 18 ottobre alle 18,30 allo Spazio Damiani, in via dello Scalo 3/2 ABC, inaugura la mostra Beach Therapy di uno dei più ironici e straordinari fotografi Magnum.

L’ambiente è quello delle spiagge: britanniche, italiane, argentine, spagnole. Il soggetto è sempre l’essere umano nelle sue più bizzarre forme e abitudini. Nella realizzazione di questo progetto è passato dal medio formato al teleobiettivo, scelta piuttosto ardita per un genere di fotografia che si insinua tra la street photography, il documentario sociale e il reportage. Ma Martin non è un soggetto convenzionale.

Il suo lavoro non si misura in una singola foto, la sua grandezza sta nel corpus intero, nei progetti di anni, in quell’occhio profondo ma sempre divertito e divertente con cui racconta la collettività. Noi.

Come lui stesso ha affermato in un’intervista, alla domanda: “Qual è la sua foto preferita?” la risposta, lapalissiana, era che la cosa era ridicola in quanto lui pensa alle sue foto in termini di serie o progetti piuttosto che singole immagini. E non potrebbe essere altrimenti.

Sembra sempre al posto giusto nel momento giusto ma la verità è che anche oggi che ha più di 60 anni non smette mai di lavorare ed continua a girare il mondo per i suoi progetti.

Instancabile, onnipresente, irriverente, a tratti caricaturale ma estremamente onesto, il signor Parr da sempre racconta le classi sociali con i colori dell’umorismo al grido Weird is good! Strano è bello!

Le sue non sono foto che ci fanno dire “wow” per un particolare gioco di luci e ombre ma perché sono significative, lasciano un segno con un’estetica a metà tra la pop art e il kitsch, che è poi quello che spesso ritraggono. Sono intuitive, ti arrivano dentro, subito. E ci pensi poi.

Qualcuno ha detto: Quando guardi le foto di Martin Parr non sai se ridere o piangere. Questo perché, a dispetto del fatto che siano molto divertenti e interessanti o totalmente sconfortanti, la dicono lunga sulla nostra società. Ci restituiscono una visione di chi siamo bizzarra ma al tempo stesso familiare perché lui ci vede in un modo in cui noi non siamo abituati a guardarci.

Sono quadri surreali. Guardare le sue foto è come vedere risvolti nascosti che si aprono tra le pieghe della nostra mente e ci regalano l’inaspettato.

“With photography, I like to create fiction out of reality. I try and do this by taking society’s natural prejudice and giving this a twist.” M.Parr

“Attraverso la fotografia, mi piace estrapolare un film dalla realtà. Ci provo prendendo i naturali pregiudizi che caratterizzano la società e dandogli una ribaltata”.

La mostra sarà visitabile fino all’8 febbraio.

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