Il grande schermo continua ad essere protagonista a Bologna. Dopo le grandi rassegne estive, il cinema torna al centro della scena con una serata dedicata al cortometraggio indipendente. Il 23 ottobre alle 20 il cinema Nosadella ospiterà la seconda edizione della rassegna Sguardi Brevi, promossa dall’associazione Blue Soap. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare visibilità alle opere di autori emergenti e valorizzare le maestranze del cinema, offrendo a entrambe uno spazio di espressione e un riconoscimento che spesso faticano a trovare.

Patto di Agata
Dietro Sguardi Brevi c’è Blue Soap, associazione senza scopo di lucro fondata nel 2024 da Cristiano Cavezzoni, Zaccaria Agrebi e Mara Francesca Lucia, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliera. L’associazione (o la “Saponetta Blu” com’è stata affettuosamente battezzata dalla mamma di Cristiano) si propone di offrire una rete di supporto ai giovani cineasti, partendo dalle difficoltà che gli stessi fondatori hanno incontrato in prima persona.

Cristiano e Zaccaria hanno frequentato il DAMS e si sono scontrati con la difficoltà di passare dalla formazione teorica alla pratica professionale. Avevano tante idee da realizzare ma non sapevano da dove cominciare. Si sono trovati spesso a lavorare a casa di Mara e da lì l’idea: perché non creare direttamente un’associazione per mettere le mani in pasta? Mi raccontano infatti: “Abbiamo sperimentato l’esistenza di un gap tra giovani laureati e ambiente lavorativo e noi vogliamo inserirci proprio in questo spazio, fungendo da raccordo tra aspiranti cineasti e le case di produzione; cerchiamo di fare quello che ci sarebbe piaciuto che qualcuno avesse fatto per noi dopo la laurea”.

Non parlare
Blue Soap cerca di mettere in contatto i giovani cineasti con le case di produzione della regione e di offrire loro un punto di riferimento. Non è un’agenzia e non si occupa direttamente delle pratiche burocratiche ma offre consigli mirati per aiutare gli emergenti a orientarsi nel settore e a conoscere i propri diritti come lavoratori. Per sostenere questo obiettivo, l’associazione ha anche creato un database delle maestranze del cinema, che raccoglie e classifica i diversi ruoli professionali. Per gli associati sono inoltre previste scontistiche per frequentare le accademie di cinema in Italia. Allo stesso tempo l’associazione costruisce relazioni con case di produzione ed enti, nella prospettiva di favorire collaborazioni e opportunità lavorative. Anche la dimensione economica riflette la natura del progetto: l’associazione è senza scopo di lucro, senza obiettivi economici da raggiungere e senza finalità di guadagno personale. Come spiegano gli organizzatori, “non c’è una base per lucrare ma è un modo per crescere personalmente attraverso l’associazione senza togliere nulla all’associazione stessa”
Oltre a questa funzione di raccordo, fiore all’occhiello dell’associazione è proprio il contest di cortometraggi indipendenti Sguardi Brevi giunto alla sua seconda edizione. QUI per prenotare. Cristiano, Zaccaria e Mara mi raccontano che anche questa idea è nata da un’esigenza concreta: dalla ricerca di un festival dove proiettare il loro primo cortometraggio, Ti Amo.
“Avevamo ormai bussato a tutti i cinema della città e non sapevamo più cosa fare. Allora Cristiano decide di portarci in macchina per tutta la notte a guardare da fuori dei potenziali cinema dove poter trasmettere Ti Amo; è il suo modo per risolvere i problemi. Ormai sfiniti, ci siamo ritrovati ad un certo punto davanti al cinema Chaplin, che nessuno di noi conosceva fino a quel momento, e abbiamo deciso di puntare su quello. E lì, dopo mille traversie, siamo riusciti ad ottenere una sala dove creare una nostra rassegna e proiettare finalmente il nostro corto.”

L’ultimo giorno
Nella prima edizione dello scorso anno i premi erano soltanto due – Miglior cortometraggio e Miglior esposizione tecnica – quest’anno invece la rassegna si è allargata e sono previsti una decina di premi, in collaborazione con Sayonara Film, ADCOM, Fondazione Giorgio Morandi, Visioni Italiane e non solo. Un’occasione per mettere in risalto l’artigianalità e la creatività di tutte le figure del cinema.
La serata inizierà con la proiezione del vincitore di Sguardi Brevissimi, il contest dei micro shorts realizzati con smartphone; “abbiamo pensato di rivolgerci anche ad una fetta di persone che non hanno e non possono disporre di attrezzature adeguate ma possono produrre comunque degli ottimi risultati”, spiegano gli organizzatori.
Seguiranno le proiezioni dei sei cortometraggi finalisti, presentati dai rispettivi registi. Il confronto con il pubblico sarà uno dei momenti centrali della serata: le domande precederanno la premiazione, così da offrire a tutti gli autori emergenti l’occasione di raccontare il proprio lavoro. L’intento è quello di mettere al centro i giovani cineasti ma anche gli spettatori avranno un ruolo rilevante: “non sono passivi ma saranno proprio loro ad assegnare il premio per la categoria Miglior Cortometraggio attraverso un QR Code. Il pubblico sarà coccolato dai gadget dei nostri partner, con l’obiettivo di far sentire le persone a casa, come se fossero con amici, unendo la dinamica affettiva alla componente della rassegna», raccontano gli organizzatori.

Al vincitore della categoria andranno un trofeo simbolico e la tessera associativa per l’intera troupe. Tutti i partecipanti riceveranno inoltre un’opera floreale personalizzata, realizzata da Garden Club e ispirata al singolo cortometraggio.
Cristiano, Zaccaria e Mara hanno trasformato le difficoltà incontrate all’inizio del loro percorso in un’opportunità per altri giovani cineasti. Con il loro idealismo e la loro tenacia sono riusciti a costruire uno spazio d’incontro in cui le idee possono trovare ascolto prima ancora di trovare una distribuzione e in cui chi muove i primi passi nel cinema non deve necessariamente farlo da solo. Dare spazio al cinema indipendente significa anche creare le condizioni perché un film possa nascere, essere realizzato e raggiungere il suo pubblico. Significa riconoscere il valore delle persone e delle competenze che lo rendono possibile, anche quando restano lontane dai riflettori.
Perché le storie meritano di essere raccontate, ma anche chi le rende possibili merita di essere sostenuto. Davanti e dietro lo schermo.
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