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Bologna a Venezia 83, tra memoria e cinema contemporaneo: film, produzioni e restauri. La nostra guida.

27-08-2026

Di Silvia Santachiara

Bologna alla Mostra del Cinema di Venezia non arriva con un solo film. C’è nelle pellicole restaurate, nelle produzioni e nelle distribuzioni, nelle storie e persino nei luoghi che finiscono sul grande schermo. Una presenza diffusa che attraversa Venezia 83 e racconta il legame profondo della città con il cinema, dalla memoria delle grandi opere del passato alle nuove produzioni contemporanee.

Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre, si va dai tre restauri che vedono protagonista la Cineteca di Bologna ai film portati in Laguna da I Wonder Pictures, fino a Uno si distrae al bivio, prodotto dalla bolognese Caucaso, a Un peu avant minuit, in corsa per il Leone d’Oro e girato in parte sulle colline di Sasso Marconi e Balcanica di Nicola Sorcinelli che vede nel cast Matilda De Angelis.

Abbiamo raccolto tutto in una guida.

La Cineteca di Bologna porta tre restauri a Venezia Classici

La Cineteca di Bologna sarà protagonista di Venezia Classici, la sezione della Mostra dedicata ai capolavori restaurati, con tre film: Lo zio di Brooklyn di Daniele Ciprì e Franco Maresco, La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini e attraverso la collaborazione al restauro di Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola.

Tre opere molto diverse che tornano sul grande schermo grazie, in tutto o in parte, al lavoro dell’Istituzione bolognese.

  • Lo zio di Brooklyn, il cult di Ciprì e Maresco torna restaurato

Uscito nel 1995, Lo zio di Brooklyn segna il debutto nel lungometraggio di Daniele Ciprì e Franco Maresco, già autori dell’universo surreale e grottesco di Cinico Tv. Ambientato in una Palermo degradata e quasi post-apocalittica, il film segue una famiglia che vive ai margini della società e accoglie in casa un misterioso personaggio, soprannominato lo “zio di Brooklyn”. Attorno a lui si sviluppa un universo popolato da figure deformi, disperate e tragicomiche, attraverso il quale Ciprì e Maresco costruiscono una rappresentazione radicale e provocatoria della marginalità. Negli anni il film è diventato un’opera di culto del cinema italiano.

Il legame con Bologna: il film arriva a Venezia Classici nel restauro realizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Filmauro, presso L’Immagine Ritrovata, il laboratorio della Cineteca conosciuto in tutto il mondo per il restauro cinematografico.

  • La lunga notte del ’43: Vancini, Bassani e la nebbia di Ferrara

Sempre Venezia Classici ospiterà La lunga notte del ’43, esordio cinematografico di Florestano Vancini, presentato proprio alla Mostra di Venezia nel 1960, dove conquistò il Premio Opera Prima. Il film è tratto dal racconto di Giorgio Bassani Una notte del ’43 e porta nella sceneggiatura anche la firma di Pier Paolo Pasolini, insieme a Ennio De Concini.

Siamo a Ferrara negli ultimi mesi del 1943. Mentre il fascismo locale è attraversato da una violenta lotta interna, la giovane Anna Barilari vive un matrimonio infelice con il marito Pino, farmacista paralizzato che trascorre le giornate osservando dalla finestra ciò che accade lungo la strada. Il ritorno di un vecchio amore di Anna si intreccia con la violenza politica che sta esplodendo in città. Una vicenda privata e una collettiva finiscono così per sovrapporsi, immerse nella nebbia ferrarese e nel clima cupo degli ultimi anni del fascismo.

Il legame con Bologna: in occasione del centenario della nascita di Vancini, nato il 24 agosto 1926, la Cineteca di Bologna ha restaurato il film in collaborazione con Compass Film. Un’opera emiliana per ambientazione, autore e immaginario che torna proprio nel luogo in cui iniziò la sua storia internazionale.

  • Brutti, sporchi e cattivi: Scola e la famiglia più feroce del cinema italiano

Il terzo titolo che lega Bologna a Venezia Classici è Brutti, sporchi e cattivi, il capolavoro diretto da Ettore Scola nel 1976 con Nino Manfredi. In una baraccopoli alla periferia di Roma vive una gigantesca famiglia ammassata nella stessa casa. A dominarla è Giacinto, interpretato da Manfredi, che custodisce ossessivamente un milione di lire ricevuto come indennizzo dopo aver perso un occhio. Quando porta a casa un’altra donna e comincia a spendere per lei il denaro, la famiglia decide di eliminarlo. Scola trasforma miseria, violenza, avidità e lotte familiari in una commedia nerissima, lontana da qualsiasi rappresentazione consolatoria della povertà.

Il legame con Bologna: il nuovo restauro in 4K è stato realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Surf Film. Anche in questo caso Bologna contribuisce dunque a riportare sul grande schermo un pezzo fondamentale della storia del cinema italiano.


I Wonder Pictures arriva al Lido con sei film

Se la Cineteca rappresenta il lavoro sulla memoria del cinema, I Wonder Pictures racconta invece un’altra parte dell’identità cinematografica della città. La società di distribuzione porta a Venezia 83 cinque titoli della Selezione Ufficiale, tre dei quali direttamente in corsa per il Leone d’Oro. A questi si aggiunge Rider, film di chiusura della Settimana Internazionale della Critica. La presenza di I Wonder a Venezia non si limita alle sale cinematografiche. Anche nel 2026 torna infatti Casa I Wonder, lo spazio creato al Lido dalla società nata a Bologna come luogo di incontro tra cinema, cultura, industria e Made in Italy. Durante la Mostra diventa un punto di ritrovo per talent, professionisti e ospiti e ospita incontri e appuntamenti collaterali al Festival.

Il legame con Bologna, in questo caso, non riguarda quindi necessariamente la produzione o l’ambientazione dei singoli film: è I Wonder Pictures, realtà nata a Bologna, a portarli nelle sale italiane.

  • Bucking Fastard: Werner Herzog e due sorelle contro il mondo

Tra i film più attesi del Concorso c’è Bucking Fastard, scritto e diretto da Werner Herzog e interpretato, per la prima volta insieme sullo schermo, dalle sorelle Kate e Rooney Mara, con Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Jean e Joan Holbrooke sono due sorelle inseparabili. Parlano all’unisono, condividono sogni e desideri e amano lo stesso uomo. Vivono ai margini della società, sospese tra la contemporaneità e i paesaggi selvaggi dell’Irlanda, e iniziano a scavare attraverso le montagne alla ricerca di un luogo immaginario nel quale possa esistere l’amore autentico. Il film è ispirato alla storia vera di Freda e Greta Chaplin, due gemelle britanniche diventate note negli anni Ottanta per la loro ossessione nei confronti dello stesso uomo. Herzog torna così al cinema di finzione con una storia di amore, ossessione e ricerca dell’impossibile.

  • Un bon petit soldat: Alba Rohrwacher e Vincent Lindon nel mondo del lavoro

Sempre in Concorso troviamo Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. Carla è una professionista brillante che ha sacrificato molto della propria vita privata alla carriera. Appena nominata responsabile delle Risorse Umane di una grande compagnia assicurativa, si trova a dover conciliare due esigenze sempre più difficili da tenere insieme: il benessere delle persone e gli obiettivi economici dell’azienda. Quando scopre un caso di management tossico all’interno di uno dei reparti di cui è responsabile, è costretta a scegliere fino a che punto sia disposta ad assecondare il sistema.

Brizé torna così a uno dei temi centrali del suo cinema, il lavoro e le sue dinamiche di potere, e ritrova sia Alba Rohrwacher, già protagonista de Le occasioni dell’amore, sia Vincent Lindon, uno degli interpreti simbolo della sua filmografia.

  • Primetime: Robert Pattinson e il confine tra giornalismo e spettacolo

Terzo film I Wonder in corsa per il Leone d’Oro è Primetime di Lance Oppenheim, con Robert Pattinson, Merritt Wever e Skyler Gisondo. La storia ci riporta negli Stati Uniti del 2006 e alla nascita di un controverso fenomeno televisivo: To Catch a Predator. Il programma, condotto dal giornalista Chris Hansen, utilizzava telecamere nascoste e operazioni sotto copertura per sorprendere uomini intenzionati a incontrare sessualmente dei minori. Mentre il format diventa un fenomeno nazionale e il suo conduttore una celebrità, il confine tra informazione, giustizia e spettacolarizzazione si fa sempre più sottile. Un film che mette quindi al centro il potere delle immagini e la responsabilità dei media, interrogandosi su cosa accade quando il giornalismo diventa intrattenimento.

  • Ground Floor: la Budapest contemporanea secondo Gábor Reisz

I Wonder sarà presente anche nella sezione Venezia Spotlight con Ground Floor, nuovo film dell’ungherese Gábor Reisz, regista di Una spiegazione per tutto, premiato proprio a Venezia nel 2023. Il film è una commedia surreale ambientata nella Budapest contemporanea e vede nel cast Adam Tompa, Bettina Józsa e l’italiano Marcello Fonte. Tra situazioni paradossali e quotidianità, Reisz torna a osservare la società ungherese attraverso quella combinazione di ironia, disagio generazionale e critica sociale che caratterizza il suo cinema.

  • Serpenti: Alessandro Borghi e Pietro Castellitto in un paradosso kafkiano

Sempre in Venezia Spotlight sarà presentato Serpenti di Roberto De Paolis Maino, scritto dal regista insieme a Damiano e Fabio D’Innocenzo. Il cast riunisce Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino. Paolo Marra ha ucciso sua moglie. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole essere arrestato, scontare la propria pena e provare a restituire almeno simbolicamente dignità alla donna che ha ucciso. Ma accade qualcosa di assurdo. Tra poliziotti distratti, avvocati, cartomanti e cavilli burocratici, nessuno sembra disposto a prenderlo sul serio. Paolo si ritrova così intrappolato in un paradosso kafkiano: ha commesso un omicidio ma non riesce a farsi arrestare.

Una storia grottesca che attraversa colpa, responsabilità, giustizia e desiderio di redenzione.

  • Rider: musica, cinema e una notte di Capodanno

Fuori dalla Selezione Ufficiale della Biennale ma all’interno della 41ª Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela alla Mostra, I Wonder porterà nelle sale anche Rider, scelto come film di chiusura.

Il progetto nasce dall’incontro tra il regista Roan Johnson e il musicista e producer Davide “Dade” Pavanello. Protagonista è Sami, un giovane rider che attraversa Milano in bicicletta facendo consegne. La notte di Capodanno porta un enorme ordine di sushi in una villa alla periferia della città. Invitato a fermarsi alla festa, incontra Nia e tra i due nasce immediatamente qualcosa. Ma una decisione impulsiva cambia il corso della notte e della sua vita, costringendolo a scegliere tra la fuga e la responsabilità delle proprie azioni. Cinema e scena musicale italiana si incontrano anche nel cast, che comprende Kaze, Levante, Ensi, Johnny Marsiglia, Rosa Chemical e Axos, con la partecipazione di Margherita Vicario e Claudio Santamaria.

Rider uscirà nelle sale italiane il 24 settembre con I Wonder Pictures.


Caucaso porta a Venezia Uno si distrae al bivio

C’è poi una presenza bolognese che riguarda direttamente la produzione cinematografica. Alle Notti Veneziane, sezione delle Giornate degli Autori, sarà presentato Uno si distrae al bivio – Southern Peasants di Alessandra Lancellotti.

Il documentario ci porta in Lucania, tra colline di grano, borghi della Riforma agraria e luoghi progressivamente abbandonati. A guidare il racconto è Guastamacchia, contadino e cantore, che attraversa il paesaggio insieme alla sua asina evocando attraverso il canto le storie di una comunità rurale. Il passato dei braccianti e il presente di chi continua ad abitare quelle terre finiscono per convivere nello stesso tempo. Sullo sfondo c’è il fallimento del sogno della Riforma agraria degli anni Cinquanta, quando la redistribuzione delle terre avrebbe dovuto dare vita a una moderna civiltà contadina, prima che industrializzazione, migrazioni e spopolamento ne cambiassero radicalmente il destino.

Il film è dedicato a Rocco Scotellaro, poeta, politico e intellettuale lucano morto nel 1953 a soli trent’anni, le cui parole riemergono attraverso il canto e la tradizione orale.

Lancellotti mette insieme due linguaggi apparentemente lontani, western e musical, per interrogarsi su cosa rimanga oggi della civiltà contadina e su quali pratiche possano ancora essere consegnate al futuro.

Il legame con Bologna: il film è prodotto da Caucaso, cooperativa bolognese di produzione cinematografica, insieme alla lucana Fedelissimi e realizzato in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Archivio Nazionale Cinema Impresa. Produttore del film è Stefano Migliore. Uno si distrae al bivio rappresenta quindi una delle presenze produttive bolognesi più dirette a Venezia 83.


Un Petit avant minuit: un film in corsa per il Leone d’Oro passa dalle colline di Sasso Marconi

Infine c’è un pezzo di territorio bolognese che entrerà direttamente nelle immagini di uno dei film del Concorso. È Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, interpretato da Melvil Poupaud e Chiara Mastroianni, insieme a Golshifteh Farahani, Léonie Simaga, Clara Pacini, Anaïs Demoustier e Micha Lescot.

Léo ha 49 anni e sta per separarsi dalla compagna quando scopre che il padre biologico, che non ha mai conosciuto, è morto. Prima di partire per l’Italia per occuparsi dell’eredità, trascorre alcuni giorni a Parigi cercando di fare ordine nella propria vita. Le conversazioni con la figlia attivista e gli incontri con persone provenienti dal suo passato lo portano progressivamente a mettere in discussione le proprie scelte e, soprattutto, il rapporto costruito negli anni con le donne della sua vita.

Il legame con Bologna: una parte del film è stata girata proprio nel territorio della Città metropolitana. Alle location di Ferrara, Bondeno e Stellata si aggiunge infatti Badolo, frazione di Sasso Marconi, sulle colline bolognesi.

Il film è una produzione franco-italiana guidata da Bizibi e Dimanche Soir, con produzione esecutiva italiana di Simone Bachini e Mario Chemello per Apapaja, ed è stato realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission. Un pezzo del paesaggio bolognese sarà dunque sul grande schermo del concorso principale di Venezia 83, direttamente in corsa per il Leone d’Oro.


Balcanica: la rotta della musica

Balcanica, opera prima di Nicola Sorcinelli con Matilde De Angelis è l’unico film italiano in concorso alla 23/a edizione delle Giornate degli Autori.

Che cosa resta della libertà quando ti viene vietato persino di fare musica?
Balcanica parte da questa domanda e la trasforma in un viaggio che comincia dall’Afghanistan. Qui la musica è stata proibita ed è allora che un direttore d’orchestra, Nazar, e suo figlio, Jalil, suonatore di tuba, cercano un nuovo inizio lungo la rotta Balcanica. Durante questa fuga senza fine i loro destini incroceranno quello di una dottoressa italiana. Un incontro che segnerà le vite dei due profughi e quello della giovane donna.

Nel cast è presente Matilda De Angelis, protagonista insieme a Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano.

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