Ci sono fotografie che documentano un fatto. Altre che riescono a raccontare una storia intera. E poi ci sono immagini che cambiano il nostro modo di guardare il mondo. È proprio questo il potere del fotogiornalismo, un linguaggio capace di attraversare confini geografici e culturali, dare voce a storie invisibili e portarci dentro realtà lontane.
Le fotografie più potenti del fotogiornalismo internazionale arrivano a Bologna. Fino al 29 novembre, la Galleria Modernissimo ospita World Press Photo 2026, la mostra che ogni anno raccoglie alcuni degli scatti più significativi realizzati dai fotoreporter di tutto il mondo. Un viaggio attraverso immagini che raccontano il nostro tempo, tra conflitti, cambiamenti sociali, crisi ambientali e storie umane, invitandoci a guardare anche ciò che spesso preferiremmo non vedere.

04. Farīsāt: Gunpowder’s Daughters (categoria Storie – regione Africa), foto di Chantal Pinzi / Associated Press
Nato nel 1955, World Press Photo rappresenta da oltre settant’anni un punto di riferimento per la fotografia documentaria. I numeri dell’edizione 2026 raccontano la dimensione del progetto: 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi hanno partecipato con oltre 57mila immagini, realizzate nel corso del 2025. Tra queste, una giuria internazionale ha selezionato gli scatti capaci di distinguersi non soltanto per la qualità visiva, ma soprattutto per la forza delle storie raccontate.
Il risultato è una mostra itinerante che attraversa decine di città nel mondo, restituendo attraverso lo sguardo dei fotografi un ritratto complesso e spesso contraddittorio della contemporaneità.
Ma cosa significa oggi raccontare il mondo attraverso le immagini, in un’epoca in cui siamo continuamente esposti a fotografie e video, tanto da rischiare di non vedere più davvero ciò che abbiamo davanti?

03. ICE Arrests at New York Court (categoria Storie – regione Nord e Centro America), foto di Carol Guzy / ZUMA Press, iWitness, for Miami Herald
È una delle riflessioni che accompagnano questa edizione. Perché il fotogiornalismo non si limita a mostrare ciò che accade: ci chiede di fermarci, osservare, comprendere. E ci mette di fronte alla responsabilità di non distogliere lo sguardo.
Come ha sottolineato Kira Pollack, presidente della giuria internazionale, viviamo un momento cruciale per la democrazia e per la verità, in cui diventa fondamentale interrogarsi su ciò che, come società, siamo disposti a vedere e denunciare e su ciò che scegliamo invece di ignorare.

01. Hijacked Education (categoria Progetti a lungo termine – regione Asia occidentale, centrale e meridionale), foto di Diego Ibarra Sánchez / The New York Times
Non solo una mostra: a Bologna arrivano anche i protagonisti della fotografia internazionale
La tappa bolognese di World Press Photo non si esaurisce nel percorso espositivo. Per tutto novembre, il Cinema Modernissimo e la sede di Foto IMAGE ospiteranno incontri, talk e seminari con alcuni dei protagonisti della fotografia contemporanea, offrendo l’occasione di conoscere da vicino il lavoro di chi utilizza l’obiettivo per indagare e raccontare la realtà.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello di sabato 7 novembre con Alex Majoli, fotografo dell’agenzia Magnum Photos, noto per una ricerca che attraversa il confine tra fotografia documentaria e linguaggio teatrale, interrogando il rapporto tra realtà e rappresentazione. Il giorno successivo, domenica 8 novembre, Majoli sarà protagonista anche di un seminario nella sede di Foto IMAGE.
Sabato 14 novembre sarà la volta di César Rodríguez, premiato al World Press Photo 2026 con il progetto Mexico, A Changing Climate, dedicato ai cambiamenti climatici in Messico. Il fotografo incontrerà il pubblico al Modernissimo alle 18, mentre alle 11 parteciperà a una visita guidata alla mostra insieme a Fulvio Bugani.
Sabato 21 novembre arriverà Davide Monteleone, fotografo italiano che collabora con National Geographic e che da anni esplora attraverso i suoi progetti le relazioni tra potere, territorio e società. Anche per lui è previsto un seminario di approfondimento, domenica 22 novembre, presso Foto IMAGE.
A chiudere il programma, sabato 28 novembre, sarà Kiana Hayeri, vincitrice del World Press Photo 2026 con Children Who Do Not Exist. La fotografa incontrerà il pubblico alle 18, dopo una visita guidata alla mostra alle 11 insieme a Fulvio Bugani.
Gli incontri al Cinema Modernissimo sono a ingresso libero, mentre per i seminari nella sede di Foto IMAGE è possibile consultare le modalità di iscrizione sul sito dell’associazione.

05. Wedding in the Flood (categoria Storie – regione Asia-Pacifico e Oceania), foto di Aaron Favila / Associated Press
Bologna e World Press Photo, una storia che continua.
Il legame tra Bologna e World Press Photo non nasce oggi. Dal 2017, infatti, la Cineteca di Bologna dedica una serata della rassegna estiva Sotto le stelle del cinema alla proiezione in Piazza Maggiore delle fotografie vincitrici del concorso.
Un appuntamento che negli anni ha portato il grande fotogiornalismo nel cuore della città, trasformando la piazza in uno spazio collettivo di osservazione e riflessione.
La mostra alla Galleria Modernissimo, promossa dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Foto IMAGE e con il sostegno di FUJIFILM Italia, prosegue questo percorso, offrendo la possibilità di soffermarsi sulle immagini, avvicinarsi alle storie che custodiscono e incontrare chi le ha realizzate.

02. The Trials of the Achi Women (categoria Foto singole – regione Nord e Centro America), foto di Victor J. Blue / The New York Times Magazine
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