La città sta per trasformarsi in un palcoscenico diffuso della cultura contemporanea, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi.
Dal 6 all’8 febbraio 2026 torna in città, per la quattordicesima edizione, ART CITY Bologna, il programma di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere, in occasione dell’appuntamento annuale con Arte Fiera. Grande protagonista è ovviamente la città di Bologna, che ospiterà numerose realtà istituzionali pubbliche e private, gallerie d’arte e spazi indipendenti.
Quest’anno lo Special Program rende omaggio all’Alma Mater e alla sua eredità culturale con un itinerario di arte contemporanea che ne attraversa i luoghi, alcuni dei quali aperti al pubblico per l’occasione.
Sabato 7 febbraio ci sarà l’ART CITY White Night, la “notte bianca” durante la quale il pubblico potrà fruire delle proposte artistiche diffuse in città anche nelle ore serali (fino a mezzanotte).
Come ogni anno, per districarci tra centinaia di eventi, abbiamo deciso di realizzare due guide.
Oltre al nostro SPECIALE FUORI PORTA, abbiamo selezionato alcuni APPUNTAMENTI IMPERDIBILI IN CENTRO STORICO.
Scarpe comode!
EX CHIESA DI SAN NICOLÒ
GAP
a cura di Serendippo e in collaborazione con Rione San Nicolò
Ex chiesa di San Nicolò – Via San Felice, 41
martedì 3 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 21)
mercoledì 4 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 18 + 21)
giovedì 5 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 21)
venerdì 6 febbraio h 17.00 – 24.00 (performance h 21)
sabato 7 febbraio h 17.00 – 24.00 (performance h 21 + 23 + 00)
domenica 8 febbraio h 12.00 – 21.00
In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’ex chiesa di San Nicolò di San Felice riapre eccezionalmente al pubblico dopo anni di chiusura, tornando a essere attraversabile come rovina urbana sospesa tra memoria e incompiutezza. GAP dialoga con la sua storia, con il vuoto e con l’idea di cantiere come condizione. Installazioni, performance e interventi visivi costruiscono un percorso che attraversa temi come la memoria collettiva, il tempo, l’attesa, la perdita e la possibilità di interrogare criticamente lo spazio urbano. Gli artisti coinvolti: Greta Affanni, Lou Nugues ed Elena Menini, Guglielmo Onofri, Lorenzo Crosti (SATOЯ), Vantees e Maria Paola Landini. Il progetto di light design di Pierluigi Molteni valorizza l’esperienza sensibile dello spazio senza alterarne la natura.
Durante l’ART CITY White Night, sabato 7 febbraio dalle h 18.30 alle 21, la ex chiesa di San Nicolò ospita inoltre uno Speed Date per professioni creative, in collaborazione con l’associazione Frattale: un momento di incontro informale tra operatori e professionisti dei settori culturali e creativi. Per partecipare scrivere una mail a info.frat.tale@gmail.com presentandovi brevemente e indicando, nel caso, quale figura vi piacerebbe incontrare all’evento.

Vantees_Nossa Senhora das coisas impossíveis que procuramos em vão_foto di Guglielmo Onofri
EX CHIESA DI SAN BARBAZIANO
Falling
di Driant Zeneli, a cura di Video Sound Art in collaborazione con Denise Tamborrino e Patrizia Cirino, promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con AICS Bologna
Via Cesare Battisti 35
Inaugurazione: 4 febbraio – ore 16:30
giovedì 5 febbraio, venerdì 6 e domenica 8 – dalle 17:00 alle 21:00
sabato 7 febbraio – dalle 17:00 alle 22:00
Falling è un progetto espositivo incentrato sulla nuova opera-film dell’artista albanese Driant Zeneli. Al centro del progetto When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, una produzione dell’artista realizzata nel 2025 ambientata in due luoghi iconici: il Parlamento di Dhaka, sede del potere legislativo progettato da Louis Kahn negli anni 70’ e concluso nel 1982-83, dopo la sua scomparsa e lo Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh), creato dalla Samdani Art Foundation. La “fabula”, dispositivo narrativo allegorico per raccontare le trasformazioni socio-politiche, cadenzato dalle sei stagioni bengalesi è incentrata su un pavone bianco, incapace di volare, innamorato della propria lacrima. Attraverso molteplici livelli di interpretazione, l’opera affronta temi esistenziali, ecologici e politici, come la rivolta popolare studentesca pro-democrazia contro la corruzione e l’autoritarismo della “Rivoluzione di luglio 2024” in cui più di mille persone hanno perso la vita- dando forma a un realismo magico che apre a spazi immaginativi non convenzionali.

When-winds-in-Monsoon-play-the-White-Peacock-will-sweep-away-2025-4k-Video-2001.-Courtesy-The-Artist-and-Giorgio-Persano-Gallery-Torino
ORATORIO SAN FILIPPO NERI
Resto
Mostra personale di Masbedo, promosso da Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con Mismaonda
Via Manzoni, 5
Inaugurazione: domenica 1 febbraio, ore 18
Giovedì 5 febbraio 2026 dalle 16 alle 24
Venerdì 6 febbraio 2026 dalle 16 alle 24
Sabato 7 febbraio 2026 dalle 16 alle 24
Domenica 8 febbraio 2026 dalle 16 alle 24
Il progetto del duo artistico MASBEDO trasforma il mare in luogo simbolico di attesa, accoglienza e contraddizione. Una sonata andante di fine Settecento di Gianandrea Fioroni attraversa il Mare di Sicilia a bordo di una barca con un grande schermo a prua, su cui scorrono i dettagli di un organo e dell’organista ripreso in due chiese milanesi. La musica diventa così una preghiera laica e un rito di accoglienza che unisce idealmente la Lombardia alla Sicilia, superando confini geografici e culturali. In un Mediterraneo sospeso tra pace e paura, il mare resta libero e straniero, spazio di soccorso ma anche di minaccia. Resto, dal nome dell’imbarcazione, è un verbo e una scelta: un gesto poetico e politico che invita a fermarsi, ascoltare e accogliere.

MASBEDO, Resto, 2021, installation view at Floating Cinema – Unknown Waters Venice, ph. Riccardo Banfi
PALAZZO BEVILACQUA ARIOSTI
Transies Euntis
Progetto espositivo e installativo del Duo Es, composto dagli artisti Nicola Evangelisti e Silvia Serenari,
in collaborazione con il compositore omonimo Nicola Evangelisti, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi e Olivia Spatola, promosso da Palazzo Bevilacqua Ariosti, in collaborazione con Illumia.
Via D’Azeglio 55, Bologna
Giovedì 5 febbraio 2026, 18.00–22.30
Venerdì 6 febbraio 2026, 18.00–22.30
Sabato 7 febbraio 2026, 18.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 18.00–22.30
Transies – euntis, un progetto multimediale del Duo ES, composto dagli artisti Nicola Evangelisti e Silvia Serenari, noti per un percorso di ricerca sulla Luce in relazione ai simboli del sacro nelle antiche religioni, in collaborazione con il compositore omonimo Nicola Evangelisti. Il progetto Transies – euntis è incentrato sul concetto di sacralità della Luce nell’arte, e dell’arte come varco spirituale. La corte di Palazzo Bevilacqua Ariosti, antica dimora nobiliare rinascimentale, si farà “iconostasi” tramite la proiezione, sulle pareti interne del Chiostro, di rosoni digitali luminescenti che, come per le icone sacre a suo tempo, assurgono a varco per attivare una dimensione spirituale e trascendente.

MAMBO – MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA
John Giorno: The Performative Word
a cura di Lorenzo Balbi
Mambo | Sala delle Ciminiere (via Don Minzoni 14)
Opening: mercoledì 4 febbraio h 18
Giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-20
Sabato 7 febbraio h 10-23
Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un gesto capace di abitare luoghi inattesi. Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems – la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie – testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte. L’esposizione ripercorre la pratica multiforme di John Giorno mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l’uso di colori accuratamente scelti e un font iconico.

John_Giorno_with_Dial_A_Poem_photo_by_Michael_McClanathan_1970_courtesy_of_Giorno_Poetry_Systems
PALAZZO DÈ TOSCHI
Miss America
mostra dell’artista portoghese Francisco Tropa, a cura di Simone Menegoi
Palazzo De’ Toschi – Sala Convegni Banca di Bologna (Piazza Minghetti 4/D)
Opening: 3 febbraio, ore 18-22
4 e 5 febbraio, ore 10-20
6 e 8 febbraio, ore 10-21
7 febbraio, ore 10-24
Miss America rappresenta la prima personale di Francesco Tropa su larga scala in Italia, combinerà installazione e performance, e sarà allestita e disallestita ciclicamente sotto gli occhi degli spettatori per la prima settimana di esposizione, per poi restare esposta in forma statica. Il contenuto dell’opera sarà rivelato solo all’apertura della mostra. Il titolo, Miss America, è intenzionalmente ambiguo e può essere inteso almeno in due modi: come un ovvio riferimento al fenomeno obsoleto del concorso di bellezza femminile, oppure – se si interpreta “Miss” come voce del verbo “to miss”, “sentire la mancanza” – nel senso di “mi manca, ci manca, l’America”. E il pensiero, allora, corre all’attualità.

Francisco Tropa, Giant, 2018. Bronzo, contenitore di legno, dimensioni variabili. Serralves Foundation – Museum of Contemporary Art, Porto, 2024-2025. Foto Filipe Braga
ALCHEMILLA
Artisti Marziali
Format sperimentale ideato e curato da Veronica Santi e promosso da Alchemilla
Palazzo Vizzani, via Santo Stefano 43
Lunedì 2 febbraio
ore 18:00 > Sara Enrico vs Ramona Ponzini
ore 19.30 > Anna De Manincor vs Emilio Fantin
Sabato 7 febbraio
ore 15:00 > Rudy Cremonini vs Eugenia Vanni
ore 16.30 > Alterazioni video vs Alterazioni video
Domenica 8 febbraio
ore 11:00 > Alessandro Brighetti vs Jacopo Benassi
ore 12.30 > Sissi vs Yuri Ancarani
Artisti Marziali è un ciclo di sei incontri performativi in cui dodici artisti si confrontano in incontri–scontri verbali senza moderatori né domande concordate. Le coppie – Sara Enrico e Ramona Ponzini; Anna De Manincor ed Emilio Fantin; Rudy Cremonini ed Eugenia Vanni; Alterazioni video con Alterazioni video; Alessandro Brighetti e Jacopo Benassi; Sissi e Yuri Ancarani – si intervistano reciprocamente in un faccia a faccia di 40 minuti diretto e imprevedibile.
Pensato come un ring simbolico, senza immagini né opere presenti, qui l’uso della parola diventa una vera arte marziale: l’avversario non è un nemico, ma una controparte necessaria alla conoscenza e alla crescita. Il pubblico, raccolto a porte chiuse, forma un cerchio attorno al luogo del confronto. Le conversazioni saranno registrate e daranno vita a un progetto pilota di podcast realizzato grazie alle registrazioni in presa diretta e alla post-audio di Stefano D’Arcangelo (Nassau), che entrerà nell’archivio di Alchemilla e verrà diffuso su emittenti di settore.

COMPLESSO DEL BARACCANO
2BE
Mostra di Russell Bekins e Giulio Cassanelli, a cura di Ordine Architetti di Bologna e Fondazione Architetti Bologna – Marco Filippucci, Promossa da Ordine Architetti di Bologna e Fondazione Architetti Bologna, In collaborazione con BoA Spazio Arte
Via Santo Stefano 119 – Sala Giulio Cavazza
Martedì 3 febbraio 2026, inaugurazione 17.00–22.00
Giovedì 5 febbraio 2026, esposizione interna chiusa – installazione esterna visibile
Venerdì 6 febbraio 2026, 15.00–19.00
Sabato 7 febbraio 2026, 11.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 11.00–19.00
Esposizione esterna sempre visibile
2BE mette in dialogo le ricerche fotografiche di Russell Bekins e Giulio Cassanelli, unite da un approccio performativo che trasforma l’architettura urbana in spazio di sospensione e sperimentazione estetica. Le serie Space Shape e Fuoco (Play With Fire) riflettono su visione, gesto e presenza, mentre l’installazione pubblica sulle facciate del Cassero di Porta Santo Stefano estende il progetto nello spazio urbano, affermando un dialogo diretto con il quartiere e con il tessuto sociale. Un progetto che intreccia arte, architettura e relazione, in sintonia con la missione dell’Ordine e della Fondazione degli Architetti.

EXDYNAMO – LA VELOSTAZIONE
Il Grado Zero
di Fabrizio Cabitza, Claudia De Luca, Gianluca Perrone
Via dell’Indipendenza 71-Z
Opening: mercoledì 4 febbraio ore 18.00
Dal 5 al 10 febbraio, ore 10-24
I rifugi antiaerei della Montagnola, nella sede ExDynamo, aprono per la prima volta all’arte contemporanea con il progetto site-specific Il grado zero di Fabrizio Cabitza, Claudia De Luca e Gianluca Perrone. Il percorso espositivo si sviluppa nei tunnel sotterranei, luoghi simbolo della memoria della guerra e della Resistenza. Scultura, pittura e fotografia intrecciano materia, luce e memoria, dando voce alle storie di sopravvivenza legate ai bombardamenti. Il progetto indaga le molteplici sfumature del bianco come condizione originaria e principio generativo, tra traccia e cancellazione. Le opere dialogano con l’architettura del rifugio, trasformandolo da spazio di protezione a luogo di riflessione e rinascita. Il pubblico è coinvolto in un’esperienza sensoriale che mette in relazione percezione, vulnerabilità e storia collettiva.

Claudia-De-Luca_Tarlatana
PALAZZO BENTIVOGLIO
Michael E. Smith – C C
Mostra personale di Michael E. Smith, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, promossa da Palazzo Bentivoglio
Via del Borgo di San Pietro 1
30 gennaio – 26 aprile 2026
Mercoledì 4 febbraio dalle 12 alle 19
Giovedì 5 febbraio dalle 12 alle 22
Venerdì 6 febbraio dalle 12 alle 22
Sabato 7 febbraio dalle 12 alle 22
Domenica 8 febbraio dalle 12 alle 19
La mostra C C presenta la pratica scultorea e installativa di Michael E. Smith, uno degli artisti americani più radicali e influenti della sua generazione, che esplora da oltre vent’anni i confini tra minimalismo e residuo, presenza e assenza attraverso materiali trovati, scarti industriali e oggetti quotidiani. Negli spazi sotterranei di Palazzo Bentivoglio, Smith trasforma architettura, oggetti e luce in un’esperienza percettiva intensa interrogando il rapporto tra memoria, consumo, tempo e il destino degli oggetti e dei luoghi.

Photo-Michael-E.-Smith
INGRESSO ARTE FIERA
Kolossal
Installazione site-specific di Marcello Maloberti per Preludio #1, promossa da Arte Fiera con il contributo di Gruppo Hera
Ingresso Arte Fiera – Piazza Costituzione 3
Dal 5 al 8 febbraio 2026
Inaugurazione: giovedì 5 febbraio – ore 11
KOLOSSAL è un’installazione monumentale e temporanea che accoglie il pubblico all’ingresso di Arte Fiera. Un cartello stradale di Bologna, sollevato da una gru e sradicato dal suolo, diventa anti-monumento sospeso tra terra e cielo, evocando memoria urbana, identità e tensione simbolica. Durante i giorni della manifestazione, l’installazione si attiva attraverso la diffusione di molteplici poster, realizzati per l’occasione, che con il pubblico si muoveranno attraverso la fiera e la città.

Marcello Maloberti – ph. Stefano Guindani
L’ARTIERE BOOKSHOP
We are family
Mostra collettiva a cura di L’Artiere, promossa da L’Artiere Bookshop
via Petroni 22/A
Giovedì 5 febbraio 2026, 15.30–19.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 15.30–19.00
Sabato 7 febbraio 2026, 17.00–22.00
Domenica 8 febbraio 2026, 15.30–18.00
We Are Family nasce da una riflessione sull’idea di famiglia nel presente, in un momento storico segnato da conflitti, instabilità e senso di isolamento. La mostra propone una visione della famiglia che va oltre il nucleo tradizionale, includendo relazioni costruite nel tempo: la coppia, i legami tra genitori e figli, i rapporti che si formano crescendo insieme, la comunità educativa, ma anche le famiglie scelte, nate dalla cura, dal lavoro condiviso e dalla vicinanza quotidiana. I progetti in mostra raccontano storie intime e vissute dall’interno, in cui la fotografia diventa parte della relazione stessa: uno strumento di presenza, attenzione e responsabilità. La famiglia emerge come spazio di crescita, di perdita e di trasformazione, ma anche come luogo in cui si impara ad affidarsi agli altri e a costruire un senso di appartenenza. Opere di Amy Friend, Kristen Joy Emack, Johanna-Maria Fritz, Greg Miller, Martina Bacigalupo, Andrea Modica, Angela Cappetta, Scott Offen, Cheryle St. Onge e Lois Conner.

Angela-Cappetta-Glendalis-courtesy-of-LArtiere
OREA MALIÀ
Amor. viaggio di solo ritorno
Mostra personale di Stefano Ronci, promossa da Orea Malià in collaborazione con OreArt, arkitectureonweb e Zamagni Arte
Orea Malià – Via Ugo Bassi 15
Vernissage: sabato 7 febbraio – dalle 20 alle 24
Apertura straordinaria domenica 8 febbraio dalle 15 alle 18
La mostra sarà visitabile tutto l’anno, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 17
Amor. viaggio di solo ritorno è una personale di Stefano Ronci ospitata negli spazi di Orea Malià. L’artista riminese presenta una selezione significativa della sua ricerca, in cui materiali comuni si trasformano in paesaggi emotivi e segni sospesi tra memoria e movimento. In mostra convivono lavori pittorici e video che dialogano con lo spazio in modo diretto e quasi tattile, invitando il visitatore a perdersi in un percorso circolare privo di inizio e senza approdo, dove il ritorno diventa l’unica direzione possibile.
PARCO DELLA MONTAGNOLA
Underground Propagation Spore
di Marco Cesari, a cura di Olivia Teglia, promosso da Arci Bologna
Ex Magazzino del Pincio
Opening: venerdì 6 febbraio – dalle 18 alle 22, accompagnata dalle 19 alle 21 dal set ibrido di Ich.Bin.Bob
Sabato 7 febbraio – dalle 11 alle 24. Dalle 21 alle 23 dj set di HollySpleef
Domenica 8 febbraio – dalle 11 alle 21
In occasione di Art City 2026 riapre l’ex magazzino del Pincio al Parco della Montagnola con Underground Propagation Spore. L’artista intreccia arti visive, botanica e riferimenti alla subcultura skate, indagando pratiche spontanee e alternative di abitare e attraversare gli spazi urbani. Organismi vegetali ed elementi naturali entrano in dialogo con l’architettura del luogo come presenze infestanti capaci di riappropriarsi di ciò che è rimasto nell’ombra. L’ex magazzino del Pincio diventa così il punto di avvio di un gesto che riconosce negli spazi residuali territori aperti e ricettivi, in cui immaginare nuove possibilità di coesistenza tra natura e città.

LABORATORIO ARTIGIANO
Imago Viva
Di Laura Frasca
vicolo Mandria, 5
Opening: mercoledì 4 febbraio – ore 18-21
giovedì 5 febbraio – ore 18-20
venerdì 6 febbraio – ore 18-21
sabato 7 febbraio – ore 17-22.30
domenica 8 febbraio – ore 17-20
Progetto fotografico e performativo che nasce come diario visivo di un’esistenza e si configura come una riflessione profonda sulla costante oscillazione tra vita e morte. Al centro dell’opera il corpo di Cristina Malcisi diventa spazio simbolico e atto di resistenza: non oggetto di rappresentazione, ma presenza viva che si espone per contrastare la rimozione sociale della morte e affermare una continua possibilità di rinascita. In dialogo con le fotografie si inserisce il lavoro dell’orafa Susan Cavani, le cui creazioni diventano materia narrativa e simbolica del progetto. L’opera scultorea LINFA accompagna il corpo di Cristina come un amuleto contemporaneo, richiamando antichi rituali di passaggio e il legame ancestrale tra corpo, natura e trasformazione. Fotografia e materia dialogano per restituire un racconto intimo e universale sulla vulnerabilità, sulla forza e sulla bellezza della lotta per la vita.

PALAZZO TUBERTINI
Eden. Il giardino dell’anima
Di Anna Caterina Masotti, a cura di Laura Frasca e testo critico di Benedetta Donato
Palazzo Tubertini (via Oberdan, 9)
Sabato 7 febbraio – ore 10 – 13 | 17 – 24
Domenica 8 febbraio – ore 10 – 13 | 16 – 20
Dal 29 gennaio al 12 febbraio 2026 – orari mostra 9 – 18.30 (orari apertura Azimut Sabato e Domenica chiusi)
Diciassette opere fotografiche stampate su chiffon di seta con ricami in Lurex dorato, in un dialogo poetico tra corpo e natura, femminile e paesaggio interiore. Le immagini non raccontano una storia ma una soglia, un luogo di ascolto silenzioso in cui l’umano accoglie senza dominare. La sala principale, evocativa dei Giardini d’Inverno tra Liberty e Art Nouveau, diventa il cuore pulsante dell’esposizione, arricchita da un allestimento sensoriale con suono, video mapping e proiezioni che trasformano la visita in un’esperienza immersiva e intima, dedicata alla trasformazione, alla memoria e alla ricerca di armonia interiore.

ZU.ART GIARDINO DELLE ARTI
All of a sudden
Di Fondazione Zucchelli
Zu.Art Giardino delle Arti (vicolo Malgrado 3/2)
Giovedì 5 febbraio h 14-19; venerdì 6 febbraio h 18-21 (h 19.30 momento musicale al pianoforte), sabato 7 febbraio h 18-23 (h 18, 21 e 22 momenti musicali al pianoforte); domenica 8 febbraio h 14-19: (h 18 momento musicale al pianoforte).
All of Sudden è un progetto composto da #2All of a sudden: una mostra composta da opere di sette studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Bologna vincitori del Concorso Zucchelli 2025 e dei premi Art Up 2025. Il titolo fa riferimento a un avvenimento improvviso, un’azione che si compie in un attimo preciso: il momento in cui qualcosa accade pur senza ancora definirsi.
Inoltre venerdì 6 febbraio e sabato 7 febbraio si potrà sperimentare l’installazione interattiva di videomapping Interaction Zucchelli: una creazione immersiva con il coinvolgimento del pubblico mediante l’utilizzo di una tastiera, che intreccia musica, immagine e narrazione per ricostruire la figura di Carlo Zucchelli in una forma contemporanea e coinvolgente. Il progetto è stato ideato da Fondazione Zucchelli insieme all’Accademia di Belle Arti di Bologna con la collaborazione dei docenti Danilo Danisi e Mikkel Garro e del Maestro Alessandro Branchi del Conservatorio di Musica di Bologna.

GEA VISION GALLERY
Anima Acquae
di Simone Risi, co-curata con Maria Giovanna Vatrella
Via Goito, 7
Vernissage: 7 febbraio – ore 19
ore 19:30 – presentazione del libro d’artista e dialogo sul design
Anima Aquae è un progetto che indaga il rapporto tra corpo umano e acqua come esperienza fisica e percettiva. Nelle immagini esposte, l’acqua assume un ruolo attivo: avvolge i corpi, ne altera la forma, ne modifica la percezione. Il corpo è colto in una fase di trasformazione quasi rituale, mentre l’acqua agisce come involucro e come soglia, attivando un dialogo costante tra materia e presenza, tra visibile e invisibile. La mostra si inserisce in continuità con l’esposizione di design stampato in 3D allestita nello spazio adiacente Nove Hair Design. I due progetti dialogano apertamente, mettendo in relazione fotografia, design e spazio in un’unica esperienza. Oltre al vernissage, ci sarà la presentazione dell’omonimo libro d’artista e un dialogo sul progetto e sul tema del design.
QUI il nostro approfondimento.

Simone Risi
CHIESA DI SANTA MARIA E SAN VALENTINO DELLA GRADA
Odissea dell’abbandono
Mostra personale di Anna Rosati, a cura di Azzurra Immediato, montaggio video di Agnese Mattanò, promossa da Parrocchia di S. Maria e S. Valentino della Grada – Parrocchia SaMaC
Via Monaldo Calari 10, Bologna
Orari:
Mercoledì 4 febbraio 2026, inaugurazione ore 18.00
Giovedì 5 febbraio 2026, 17.00–20.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 17.00–20.00
Sabato 7 febbraio 2026, 18.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 17.00–20.00
Odissea dell’abbandono è un progetto fotografico e installativo che attraversa i temi della perdita, della fragilità e della trasformazione, intrecciando paesaggio interiore e spazio sacro. Le immagini di Anna Rosati costruiscono un viaggio simbolico sospeso tra mare e terra, in cui l’abbandono diventa condizione esistenziale e possibilità di metamorfosi. L’intervento dialoga con l’architettura della chiesa, trasformandola in un luogo di attraversamento emotivo e di riflessione sul rapporto tra memoria, tempo e vulnerabilità dell’essere umano.

Anna Rosati, dal progetto Odissea dell’Abbandono, per ARTCITY BOLOGNA 2026, © courtesy l’artista
EX SEDE MASERATI
Post-Narrative
Mostra collettiva internazionale a cura di Elisabetta – Eliotropio Art Curator
Via dè Pepoli, 1
Opening – 5 febbraio, ore 19:30
Apertura serale con laboratorio di scrittura creativa condotto dall’artista OSSONERO.
QUI per iscriversi
Apertura serale – sabato 7 febbraio
In occasione della ART CITY White Night, la mostra resterà aperta in orario serale.
5–8 febbraio 2026 – dalle 10:30 alle 19
Una mostra collettiva internazionale che indaga il potere delle immagini di generare narrazioni aperte, plurali e in continua trasformazione. Il pubblico è invitato a partecipare attivamente al percorso espositivo, contribuendo alla costruzione di un archivio narrativo collettivo attraverso testi, parole e suggestioni ispirate alle opere in mostra.

ALBERGO DELLE DRAPPERIE
Francia, ma chérie!
Mostra personale di Luisa Denti
Via Drapperie 5, Bologna
Inaugurazione: sabato 7 febbraio 2026 dalle 17 alle 24
Dal 5 al 22 febbraio 2026, 12.00–19.00
francia, ma chérie! è un progetto fotografico che racconta il rapporto intimo e affettivo tra Luisa Denti e i luoghi attraversati nei suoi viaggi in Francia. Dalle grandi città ai piccoli borghi, dagli spazi naturali alle scene quotidiane, le immagini costruiscono un racconto sensoriale e personale, lontano dal turismo di massa e attento ai dettagli silenziosi del viaggio. La formazione pittorica dell’artista emerge nella cura delle sfumature e nella capacità di trasformare il paesaggio in esperienza emotiva. L’allestimento negli spazi storici dell’Albergo delle Drapperie, luogo simbolo di passaggi e racconti, diventa parte integrante della narrazione, amplificando l’idea del viaggio come memoria e ritorno.

MARSALADUE
Stellavista
Mostra collettiva a cura di Antonio De Falco e Sara Cortesi, promossa da MarsalaDue
Via Marsala 2, Bologna
Giovedì 5 febbraio 2026, 15.00–19.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 18.00–21.00
Sabato 7 febbraio 2026, 15.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 10.00–13.00
Stellavista è un progetto espositivo che prende forma all’interno di un’automobile parcheggiata nel cortile di MarsalaDue, trasformata in microcosmo sospeso e organismo narrativo. La vettura, relitto immobile e al tempo stesso fertile, accoglie le opere di quattro artistə e diventa essa stessa spazio espositivo: una casa-satellite, un corpo abbandonato che attiva nuove mitologie domestiche e rituali. Ispirata alle visioni di J. G. Ballard, la mostra riflette su uno spazio non più da attraversare ma da abitare, interiorizzare e trasformare in condizione mentale, suggerendo una direzione possibile tra abbandono, resistenza e immaginazione.

LES LIBELLULES STUDIO
langue maternelle – tisser l’immatériel
Installazione di Mara Di Giammatteo, promossa da Les Libellules Studio
Via San Vitale 40/2
Opening: Giovedi 5 Febbraio ore 10:00 – 19:30 (Inaugurazione ore 17)
Venerdi 6 Febbraio dalle 10:00 – 14:30 e 17:00 – 19:30
Sabato 7 Febbraio 17:00 – 24:00
Domenica 8 Febbraio 17:00 – 19:30
dal 9 al 14 Febbraio apertura solo al mattino 10:00 / 14:30
langue maternelle – tisser l’immatériel è un’installazione a parete composta da 36 cuscini di un’antica tela di canapa tessuta a mano ed originaria della pianura bolognese e ricamata con parole e frasi in antiche lingue italiane, francesi e inglesi, luoghi in cui l’artista ha vissuto e dove ha raccolto proverbi, detti, canti e suoni dimenticati che raccontano della memoria del tempo, scandita attraverso il lavoro al telaio. Un lavoro delicato e poetico che riflette sulla trasmissione culturale e sulle forme immateriali dell’appartenenza.

SPAZIO b5
Risonanza. l’armonia degli opposti
Mostra personale di Michele Levis, a cura di Spazio b5, in collaborazione con Laboratorio delle Idee
Vicolo Cattani 5/b, Bologna
Mercoledì 4 febbraio 2026, inaugurazione ore 19.00
Dal 5 all’8 febbraio 2026, 10.00–19.00
Sabato 7 febbraio 2026, 10.00–24.00
Dal 10 febbraio al 6 marzo 2026, 15.30–19.00
Finissage sabato 7 marzo 2026, ore 18.00
Chiuso il lunedì (salvo festivi)
Risonanza. l’armonia degli opposti è un progetto fotografico che indaga il mutamento continuo della realtà attraverso l’acqua, intesa non come semplice soggetto ma come agente generativo e metafora del divenire. Le immagini in bianco e nero di Michele Levis mettono in tensione presenza e assenza, forma e dissoluzione, stabilità e movimento, restituendo equilibri temporanei e risonanze sottili. La fotografia diventa così uno strumento di ascolto, capace di cogliere il punto di contatto tra gli opposti e di rendere visibile la soglia in cui la realtà si trasforma. La mostra include anche tavole tattili, offrendo un’esperienza sensoriale inclusiva che amplia le modalità di fruizione dell’opera.

GELATERIA SOGNI DI GHIACCIO
Frammenti di un discorso amoroso
Mostra personale di Enrico Boccioletti, promossa da Gelateria Sogni di Ghiaccio
Via Tanari Vecchia 5a, Bologna
Giovedì 5 febbraio 2026, 18.00–24.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 15.00–24.00
Sabato 7 febbraio 2026, 15.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 15.00–19.00
Frammenti di un discorso amoroso usa oggetti e immagini in movimento per indagare il dispendio affettivo che dedichiamo agli oggetti d’infanzia, esplorando l’intensità del legame emotivo prima che questo sia codificato o normato dai linguaggi sociali.

Gaveri Roferoff & Grattochia (production still), animazione video monocanale e suono stereo, 60 minuti, 2026
PALAZZO PEZZOLI
Scissione. il dividendo per trovare la via
Progetto site-specific di Andrea Poggipollini (APP)
Piazza Santo Stefano, Bologna
6–8 febbraio 2026
Scissione. il dividendo per trovare la via è un progetto immersivo che trasforma Palazzo Pezzoli in un percorso esperienziale dedicato alla frammentazione dell’identità e alla dissociazione dell’Io, ispirato liberamente alla serie Scissione – Severance. Installazioni, luci, immagini, parole e musiche originali di Roberta Giallo Ft. Federico Poggipollini, parte integrante dell’opera, accompagnano il visitatore attraverso un percorso nei corridoi e le sale del Palazzo Pezzoli che inizialmente destabilizza il visitatore, ma poi diventa un’immersione verso una ripresa della coscienza di sé, attraverso le istallazioni che si trovano ai piani superiori. Un’esperienza site-specific che riflette sulle dinamiche di alienazione, controllo e libertà dell’individuo nella contemporaneità.

ATELIER GIULIA CALIÒ
Opalescenza
Mostra personale di Giulia Caliò
Via San Felice 38
Giovedì 5 febbraio 2026, 11.00–21.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 11.00–21.00
Sabato 7 febbraio 2026, 11.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 11.00–21.00 (finissage h 22)
opalescenza presenta un percorso pittorico incentrato sull’archetipo della sirena, in cui il titolo allude all’opalescenza come qualità iridescente che collega la pietra dell’opale alla pelle delle figure raffigurate, creando dialoghi visivi tra materia, luce e immaginario mitico.

ODEON GALLERY (+ spazi diffusi)
La necessità di osare #2
Mostra personale di Stefano Calcaterra, a cura di Erica Fuschini e Claudio Calari, promossa da Circuito Cinema Bologna, in collaborazione con Associazione Carp
mostra diffusa:
Odeon Gallery, Via Mascarella,3
Cinema Roma D’Essai, Via Fondazza, 4
Rialto Studio, Via Rialto, 19
Cinema Europa,Via Pietralata, 55
Giovedì 5 febbraio 2026, 15.00–23.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 15.00–23.00
Sabato 7 febbraio 2026, 15.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 15.00–23.00
La necessità di osare #2 esplora con linguaggio fotografico e installativo una poetica di audacia, vulnerabilità e giocosa sperimentazione. La sera di sabato 7 febbraio, in occasione della White Night, alle 20 al Bar Modo (via Mascarella 24 b ) si terrà una performance musicale inedita legata alla mostra fotografica a cura del duo Vasi di Paglia (Vincenzo Vasi: theremin, voce, basso, elettronica, giocattoli e Gioele Pagliaccia: batteria, chitarra, voce, elettronica). A seguire visita alla mostra presso l’Odeon Gallery

UAS – UN ALTRO STUDIO
Ai poster l’ardua sentenza
Mostra di Chat Norris
Via Capo di Lucca 12/a
Venerdì 6 febbraio 2026 dalle 18 alle 22
Sabato 7 febbraio 2026 dalle 17 alle 24
Domenica 8 febbraio 2026 dalle 15 alle 20
Ai poster l’ardua sentenza è un progetto ironico nato circa tre anni fa tra amici in una chat e prende forma dal gioco linguistico del mash-up, trasformando quindi l’unione di nomi e cognomi di persone celebri in nuovi volti immaginari. Senza ricorrere a fotoritocco né a intelligenza artificiale, Chat Norris mette in crisi i meccanismi di riconoscimento e identità, traducendo il gioco di parole in immagine. In mostra cinquanta poster inediti, che si aggiungono ai cinquanta realizzati per Art City Bologna due anni fa. Il pubblico è invitato a partecipare attivamente, creando un mash-up personale in tempo reale o confrontandosi con una selezione di immagini, tentando di indovinarne il nome a partire dal volto generato.

DIPARTIMENTO DI SCIENZE AZIENDALI – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
s.c.a.r.t.o. – spazio critico attraversabile residuale temporaneo organico
Opera site-specific del collettivo_SOMA, cura di Camilla Baccaglini, Diletta Bellegante, India Ricchi, in collaborazione con Parsec e Andrea Gianfranti, nell’ambito di TANGLE – Visual Culture in Urban Art
Via Capo di Lucca 34, Bologna
Orari e appuntamenti:
Martedì 3 febbraio 2026
– ore 16.00 inaugurazione
– ore 16.30 performance Hyperclip di Martina Villani (SOMA)
– ore 18.00 presentazione del progetto TANGLE presso DAMSLab, Piazzetta P. P. Pasolini 5/B
Visibile dal 5 all’8 febbraio
s.c.a.r.t.o. è un intervento site-specific che nasce dall’esperienza di artistə queer e trans e indaga la relazione tra corpo, spazio, tecnologia e identità. Il muro diventa un terreno di negoziazione politica, attraversato da immagini saturate, distorsioni visive e creature ibride generate dai corpi del collettivo, che trasformano il familiare in qualcosa di alieno e seducente. Attraverso QR code e una piattaforma digitale partecipativa, il pubblico è invitato a diventare co-autore dell’opera, contribuendo ai suoi continui aggiornamenti. Le domande visive, ispirate all’estetica del CAPTCHA, mettono in crisi i dispositivi di controllo e certificazione dell’identità, aprendo a nuove possibilità di autodeterminazione e trasformazione del sé.

PALAZZO GNUDI – MILLENNIUM GALLERY
Eyes wide shut
Mostra personale di Totò Cariello, testo critico di Gabriele Perretta, promossa da Millennium Gallery
Millennium Gallery – Palazzo Gnudi (via Riva di Reno 77)
Giovedì 5 febbraio 2026, 17.00–20.00
Venerdì 6 febbraio 2026, 17.00–24.00 inaugurazione ore 18.30
Sabato 7 febbraio 2026, 17.00–24.00
Domenica 8 febbraio 2026, 10-17.30
eyes wide shut è una mostra che indaga la crisi dello sguardo contemporaneo e la violenza normalizzata che attraversa il quotidiano, in particolare nei confronti delle donne. Attraverso Polaroid rielaborate, immagini urbane in bianco e nero e un’installazione ambientale, Totò Cariello costruisce un percorso visivo essenziale e perturbante, in cui la violenza non è rappresentata come evento, ma come condizione diffusa, inscritta nei corpi e negli spazi.

Condividi questo articolo



