Ci sono luoghi che provano a generare connessioni. Tra persone, competenze, esperienze e visioni differenti. È da questa idea che nasce Atelier Tubertini, il nuovo progetto di Anna Capraro, inaugurato nel centro storico di Bologna all’interno di Palazzo Tubertini, tra via Oberdan e l’antico vicolo della Mandria.
Lo spazio si presenta come un luogo polifunzionale: centro di formazione, studio di consulenza e sede per eventi, incontri, talk e podcast. Un progetto rivolto a imprese, professionisti e cittadini, in cui cultura e arte diventano strumenti per lavorare sull’identità, sulle relazioni e sulla costruzione di nuovi percorsi personali e professionali.

A ospitarlo è un edificio settecentesco legato alla storia della città. Palazzo Tubertini venne ricostruito nel 1770 su progetto dell’architetto Giandomenico Dotti e oggi torna a essere attraversato da nuove progettualità. L’obiettivo è quello di creare un hub aperto alla città, capace di mettere in relazione imprenditori, manager, professionisti, artisti e formatori. Non soltanto un contenitore per eventi, dunque, ma uno spazio nel quale competenze complementari possano incontrarsi e dare origine a collaborazioni, format e nuove idee.
Alla base del progetto c’è il percorso professionale di Anna Capraro, originaria di Aquino, in provincia di Frosinone, e attiva da oltre vent’anni in contesti multinazionali e internazionali. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli direttivi nell’ambito dell’organizzazione aziendale, della comunicazione, del marketing e della trasformazione d’impresa, lavorando con team e network globali. Alla formazione manageriale ha affiancato studi in Strategic Counseling e Professional Coaching, fino all’iscrizione all’Albo dei Coach Professionisti. Con Atelier Tubertini ha scelto di riunire queste diverse esperienze all’interno di un progetto autonomo, costruito attorno alla centralità delle relazioni e alla necessità di sviluppare percorsi realmente personalizzati.

Anna Capraro con Eva Robin’s
Una visione che rifiuta le formule standard e parte, al contrario, dall’ascolto dei bisogni e delle caratteristiche di chi intraprende un percorso. «Ogni progetto richiede una costruzione su misura, perché non esistono soluzioni valide per tutti», sottolinea Capraro.
Arte e creatività avranno un ruolo centrale nella programmazione dello spazio. Tra le prime iniziative è prevista la presenza dell’artista contemporaneo Gianluca Patti, che porterà a Bologna la propria ricerca e un lavoro nel quale l’arte diventa occasione di riflessione sui temi della sostenibilità, dell’ambiente e della responsabilità sociale.
In programma anche L’Atelier della Mente, format sviluppato insieme a Pasquale Adamo, executive coach e fondatore di Master Coach Italia. Il progetto proporrà incontri dedicati alla consapevolezza personale, all’ascolto e al cambiamento, ai quali si affiancheranno percorsi sulla comunicazione, sulla leadership e sulla crescita individuale rivolti sia ai professionisti sia ai privati.
Atelier Tubertini intende inoltre dialogare con il calendario culturale, fieristico e sportivo di Bologna. In occasione dei principali appuntamenti cittadini saranno realizzati format temporanei, interviste, podcast, talk e momenti di approfondimento aperti al pubblico.

Il progetto prova così a costruire un ponte tra la dimensione professionale e quella culturale, tra il lavoro sulle organizzazioni e quello sulle persone. Dentro un palazzo che custodisce secoli di storia bolognese, prende forma uno spazio contemporaneo nel quale la crescita non viene intesa soltanto come raggiungimento di un risultato, ma come capacità di riconoscere il proprio valore, creare relazioni e trasformare le idee in possibilità concrete.


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