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La Bologna underground di @lecosechevedi. Intervista ad Alberto Azzara

27-07-2023

Di Beatrice Belletti

Bologna come Berlino, non è la prima volta che si sente questa analogia tra due città, diverse, eppure simili nella fame notturna, di libertà, di trasgressione, di vita, di giovani che bazzicano le sue strade sotto il mantello della notte. C’è un magazine fotografico che racconta questo immaginario urbano, si chiama Attitudine, il volume 2 è uscito da poco e ne abbiamo parlato con il suo creatore, il fotografo Alberto Azzara.

Alberto Azzara, di giorno fa il commesso, “di notte si presenta come un’artista vandalo che attraversa gli abissi colorati a festa, con indosso gli occhi di chi guarda alla Beat Generation”. Azzara, classe ’93, nasce nella provincia reggiana, ma vive e scatta a Bologna; il suo magazine Attitudine “fatto di volti e situazioni reali, che ferma nel tempo quell’esatto momento tanto semplice quanto evocativo, racconta una giovinezza elusiva”.

Alberto ci dice che il progetto «racconta semplicemente quello che vivo, quello che vedo. La sua visione si configura in quanto attitudine vera e propria, caratteristica che da vita ad un mondo alternativo, che vive nei sobborghi e nei sottosopra di una città piena di vita».

 

Gli abbiamo chiesto di scriverci una lettera, come una pagina di diario, un flusso di coscienza che attraversa una serata underground, dai suoi occhi alla pagina:

Eravamo convinti di farcela prendendo a pugni una scritta su un muro che non voleva dire un cazzo in uno di quei bagni dove ogni tanto c’hai preso le botte, vita dopo vita scivolando in abissi addobbati a festa abbiamo trovato il nostro spazio in mezzo al niente che è diventato tutto credendoci il giusto. Prendevamo a calci bottiglie vuote e ci guardavamo riflessi sulle stagnole annerite, abbandonate, sul ponte di via Stalingrado come fosse Warschauer a Berlino, la street art sui muri e gli stessi locali dove essere felicemente indecenti, al Tank, al Freakout o era il Tresor, il Berghain. Abbiamo imparato a riconoscere gli errori per essere sicuri di finirci dentro, e uscirne più veri sicuro più pieni di una nostalgia che non ci àncora al passato senza dimenticarlo come promemoria per fare schifo e capirci qualcosa, che non ci siamo mai capiti davvero e forse è per questo che andiamo avanti ad amarci sempre più forte e pensarci un collettivo di anime sbandate che non va da nessuna parte, eppure procede nella stessa direzione ingialliti dalla luce del centro come i polmoni dopo 14 anni di Camel gialle, ma pur sempre resistenti come vecchie polaroid. Tutte le sere a bere l’ultima di continuo lungo via Marsala partendo dal Bohémien Social Club e finire a scordarsi la strada di casa poi ritrovarsi da qualcuno così felici da non riuscire nemmeno a scopare, provarci comunque senza imbarazzo mischiando orientamento e sapori di notti perfettamente inadeguate. La puzza di piscio di via Irnerio ricorda Venezia e i tuoi sguardi sporchi che mi disorientano e portavano inconsapevolmente della poesia come quella sera a urlare canzoni stonate sulla scalinata della Montagnola in mezzo agli sputa palline divertiti. Ci siamo raccontati in nottate alcoliche quasi eterne, ci siamo scambiati parole di altri, ci sono state vibrazioni, flash. Ci sono le schimicate delle due di notte su via San Vitale, poliziotti tranquilli come cortei, sere che non sanno di niente se assaporate con la mascella bloccata, mascelle bloccate che non possono baciare ma provano amore ugualmente e passeggiate riempite dai silenzi. Siamo arrivati con un ritardo mistico direttamente nel futuro dove niente ci è dovuto e tutto ci è concesso.

Che rapporto hai con la fotografia e quale pensi sia il tuo sguardo sul mondo cittadino?

«La passione per la fotografia arriva quasi per caso una volta trasferito a Bologna, cercavo un mezzo per fermare nel tempo ciò che accadeva durante le mie serate totalmente imprevedibili, e anche un modo per raccontare attraverso le immagini quello che già raccontavo, e racconto, con le parole. Passeggiando e vivendo la notte sono rimasto colpito da una bellezza sporca, non ordinaria, quasi punk. Così ho comprato delle usa e getta e ho iniziato a scattare. Ora scatto, sempre in analogico, con una Yashica t5. Esco e mi lascio liberamente ispirare dalla città, dal suo magnetismo, dai furgoni graffitati, una semplice scritta su un muro, dalle pupille dilatate, dall’estetica anni 90, dagli outfit degli sconosciuti».

Come e dove nasce l’idea di Attitudine? Dove si compra?

«Attitudine vol.2 (il primo è uscito nel 2022) nasce dalla mia voglia di raccogliere tutti quegli scatti e raccontare qualcosa che rimanga nel tempo, ispirato anche dai magazine punk degli anni 90. Viene prodotto in maniera totalmente indipendente, e vorrei uscisse con cadenza annuale magari cercando di inserire sempre più collaborazioni, come già ho sperimentato quest’anno. Una figura fondamentale dietro il progetto è Stefania Pirrone [ig: @disegnodilucii] che mi aiuta con le grafiche e l’impaginazione. Il costo è di 20 euro e lo si può acquistare scrivendomi direttamente sul mio instagram [@lecosechevedi]».

Infine, portaci in tour nella Bologna notturna:

Bar:
Bohémien Social Club (Via Marsala 20a)
Moustache (Via Mascarella 5a)
Mojo Hand (Via del Pratello 48a)
L’Infedele (Via Gerusalemme 5)

Locali:
Freakout Club (Via Emilio Zago 7c)
Tank (Via Emilio Zago 14)

Schimicata notturna
Patatata (Via S. Vitale 80a)

Gallery di scatti selezionati da Attitudine vol.2:

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