C’è stato un tempo in cui dicembre significava soprattutto tirare fuori da una scatola le decorazioni dell’anno precedente. Oggi, accanto al Natale già pronto, sembra esserci sempre più voglia di un Natale da costruire: intrecciare una ghirlanda, comporre un centrotavola, mettere le mani nella terra, imparare una tecnica e portarsi a casa qualcosa che prima non esisteva.

A Granarolo dell’Emilia, alle porte di Bologna, Flordenny si prepara alle feste con un calendario di corsi, workshop ed eventi che attraversa novembre e dicembre. Kokedama e terrarium, ghirlande e centrotavola, tisane, decorazioni e laboratori diventano occasioni per avvicinarsi al verde in modo diverso, imparando a fare qualcosa con le proprie mani.
Flordenny nasce nel 2000 come vivaio, dall’esperienza maturata nella produzione di piante e fiori in vaso. Negli anni cresce fino a raggiungere una superficie di circa 6.000 metri quadrati e si trasforma progressivamente in un garden center.
La differenza non è soltanto linguistica. Il vivaio nasce principalmente come luogo di produzione e coltivazione delle piante. Il garden center allarga il campo e costruisce intorno al verde un sistema più complesso fatto di piante da interno ed esterno, prodotti per la cura, decorazione, servizi, formazione ed esperienze.

È un modello che si afferma nel mondo anglosassone soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando la diffusione delle piante coltivate in contenitore rende possibile una vendita meno legata alla stagionalità e contribuisce a trasformare progressivamente i vivai in luoghi aperti al pubblico durante tutto l’anno. Il modello si diffonde poi con particolare forza nel Nord Europa e nei Paesi Bassi, dove il settore del giardinaggio e dei garden center è ancora oggi particolarmente sviluppato.
A Flordenny descrivono questo passaggio come una trasformazione “da un concetto produttivo a un concetto di esperienza nel mondo verde”. Ed è probabilmente proprio la parola esperienza a spiegare perché, accanto alle serre, siano arrivati nel tempo corsi, workshop ed eventi.

Il Natale diventa così anche un’occasione per scoprire il lato autunnale e invernale del mondo vegetale, meno immediato rispetto a quello primaverile ma altrettanto ricco. Erica, piante da interno, composizioni, alberi e decorazioni entrano in un allestimento che ogni anno cambia tema e trasforma gli spazi del garden.
Per il Natale 2026 il filo conduttore è il Bosco Incantato. Grandi funghi, alberi, renne, orsi in movimento e scenografie costruiscono un paesaggio natalizio nel quale convivono atmosfere diverse, da quelle più tradizionali e British a interpretazioni più accese e contemporanee.

Ma il percorso non si esaurisce negli allestimenti. Una parte importante della programmazione è dedicata a chi vuole fermarsi, imparare e sperimentare.
Ci sono workshop nei quali si realizza un oggetto da portare a casa e corsi più propriamente formativi, pensati per trasmettere conoscenze sulla cura e sulla coltivazione delle piante.
Tra le proposte del periodo natalizio ci sono, per esempio, il laboratorio dedicato al kokedama, tecnica di coltivazione di origine giapponese nella quale la pianta cresce all’interno di una sfera di terra ricoperta di muschio, e quello sul terrarium, un piccolo ecosistema vegetale racchiuso nel vetro, capace di mantenere al proprio interno buona parte dell’umidità necessaria alle piante.

Poi arrivano le attività più direttamente legate alle feste, come ghirlande, centrotavola, palline di Natale da appendere all’albero, biscotti, panettone e preparazioni dedicate alla tavola natalizia.
Accanto ai workshop a pagamento ci sono anche corsi ed eventi gratuiti. Alcuni sono rivolti ai bambini, con spettacoli e appuntamenti pensati per le famiglie. Flordenny li considera parte di una funzione che va oltre quella commerciale. L’obiettivo dichiarato è restituire qualcosa al territorio e creare occasioni di incontro in una zona dove non sempre esiste una grande offerta di attività per i più piccoli. Si può trovare il programma completo ai corsi qui.
C’è poi un aspetto meno visibile, ma probabilmente uno dei più interessanti del lavoro che avviene nelle serre.
Flordenny si presenta come il primo garden center italiano ad avere eliminato l’impiego di pesticidi chimici, sostituendoli con sistemi di lotta biologica.
Ogni settimana, secondo quanto dichiarato dall’azienda, nelle serre vengono liberati oltre 10.000 insetti utili. Coccinelle, crisopidi e altre specie vengono scelti in funzione del problema da prevenire o contrastare e utilizzati sia sulle piante da esterno sia nei reparti dedicati alle piante tropicali e da interno.
Sono, in un certo senso, diecimila piccoli alleati. Lavorano in modo naturale per mantenere l’equilibrio delle piante e ridurre la necessità di ricorrere a prodotti chimici. Un sistema che Flordenny propone anche ai clienti interessati ad avvicinarsi alla lotta biologica.

E forse il filo che lega tutto il resto è proprio questo: tornare a capire come funzionano le cose, imparare una tecnica, osservare, provare, sbagliare e rifare.
Che si tratti di intrecciare una ghirlanda, costruire un terrarium o imparare a prendersi cura di una pianta, il punto non è soltanto portare a casa qualcosa. È recuperare il piacere di saperla fare.
Condividi questo articolo


