Design & Moda

“Anna Wintour mi ha insegnato ad essere sempre vera e a raccontare storie in cui credo”. Intervista a Francesca Ragazzi, Head of editorial content di Vogue Italia

21-03-2024

Di Silvia Santachiara, Beatrice Belletti
Foto di Laura Bessega

Anna Wintour le ha insegnato a essere sempre vera e a non smettere mai di cercare storie guardando anche alla vita di tutti i giorni. «Una lezione, tra tutte, che ho appreso da lei è di essere sempre in controllo della narrativa che si sceglie di avere, di essere veri, di raccontare storie in cui si crede veramente, di cercare sempre il meglio del giornalismo e del contenuto da un’immagine, dalla storia di una persona, dal lavoro di un designer. Ricordo che una volta mi disse: quando ti senti in affanno esci a fare una passeggiata all’aria aperta, riconnettiti con la vita».

A 18 anni ha fatto le valigie e, da Bologna, ha preso un volo per Parigi. La sua carriera è iniziata entrando come stagista nella sede parigina di Vogue. Dopo anni all’estero tra Francia e Stati Uniti, Francesca Ragazzi è tornata in Italia nel 2021 come Head of editorial content di Vogue Italia, ovvero responsabile delle operazioni editoriali, della strategia e della visione del brand su tutte le piattaforme. Ed è la più giovane direttrice nella storia di Vogue Italia.

Scende la scalinata del Modernissimo, sorride. La prima parola che pronuncia, mentre ci presentiamo, è solidarietà. E, solo dopo una manciata di minuti, capiamo che non era un caso. Risposta dopo risposta emerge tutta la coerenza della sua visione, in cui il “fattore umano” è centrale e dove moda, società e diritti sono inscindibilmente legati. «Oggi la moda, più di altre community, si pone domande e riesce a portare avanti istanze di inclusività e di comunità incredibili».

Le storie che porta sulla carta e sul web sono storie di cambiamento, di riscatto, di ispirazione. Storie vicine alle persone e alla realtà di tutti i giorni. Storie che parlano a tutti. «Lo stigma che la moda sia associata a potere e lusso esiste, ma siamo qui per questo, perchè la moda vuole veramente parlare a tutti e cerchiamo di supportare storie concrete di rivoluzione e di evoluzione della società».

Lo stesso approccio lo rivolge anche all’interno, verso le persone che fanno parte del suo team. «A me piace sempre pensare che puntino tutto sull’armonia, sul gioco di squadra e sullo stare bene insieme. E questo, secondo me, supera di gran lunga la performance. La persona che voglio assumere è anche la persona con cui andrei a prendere un caffè, di cui vorrei sapere come sta. Le attitudini personali fanno la differenza».

Testa o pancia? Cosa ti guida quando devi prendere una decisione e qual è stata la decisione più difficile che hai preso? le chiediamo. «Sicuramente pancia (sorride). La decisione più difficile credo sia sempre quella che mette a repentaglio la salute e l’armonia della vita privata». Decisione con cui le donne della nostra generazione, divise tra lavoro e famiglia, fanno spesso i conti. 

«Oggi sono incinta, mi sono fatta aiutare dalla mia famiglia e ho vissuto questo percorso insieme al mio team, con il quale ho condiviso anche le difficoltà. Credo che essere se stessi sia sempre la cosa più premiante. Abbiamo imparato da chi ci ha preceduto che vivere solo per il lavoro non è la strada giusta. Quindi penso che, dalla mia generazione in poi, vogliamo essere modelli che mettono anche la vita davanti».

Alla sua città, Bologna, è legatissima. Su Vogue Italia le ha dedicato, nell’estate del 2022, un intero numero e proprio al Modernissimo Vogue Italia ha lanciato quest’anno, in occasione del sessantesimo compleanno, la sua prima rassegna cinematografica, Nouvelle Vogue: un film al mese, fino a dicembre, introdotto dalla redazione, per raccontare quanto la moda sia stata pervasiva nel rappresentare la società, a partire proprio dagli anni Sessanta in cui Vogue è arrivato in Italia. Venerdì sera, dopo la proiezione del film La febbre del sabato sera sono stati inaugurati anche gli After Cinema con Disco Fever, il party di Vogue Italia & Elisabetta Franchi, allo storico Studio54. La serata è stata organizzata insieme a Spaghetti Digitali: una factory bolognese di professionisti e creativi che vi avevamo raccontato qui.

Con Francesca abbiamo parlato delle donne della nostra città che si sono distinte per aver innovato nel loro settore, le abbiamo chiesto cosa cerca nei progetti emergenti e qual è, secondo lei, il messaggio più importante che la moda riesce a trasmettere.

Ascolta l’intervista completa

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