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PerAspera porta performance, fotografia e installazioni in luoghi inattesi di Bologna

16-09-2026

Di Redazione

Un teatro, un ospedale, una casa d’artista, un cimitero monumentale, tre musei e un nuovo spazio civico. Dal 17 al 27 settembre torna a Bologna e nella Città Metropolitana perAspera, il festival di arti performative contemporanee, con la direzione e cura di Maria Donnoli ed Ennio Ruffolo, che per la sua diciannovesima edizione sceglie di muoversi, letteralmente, ai margini.

Il titolo di quest’anno è “margine mobile”: undici giorni di fotografia, teatro, danza, musica, performance, installazioni e pratiche partecipative costruiti attorno a un’idea semplice ma tutt’altro che scontata. Portare l’arte fuori dai luoghi in cui siamo abituati a incontrarla e vedere cosa succede quando entra in relazione con spazi già pieni di storie, funzioni e persone.
Così un istituto di cura diventa spazio teatrale, il giardino di una casa d’artista accoglie una performance, la storia del lavoro conservata in un museo viene riletta attraverso uno sguardo queer e la Sala del Pantheon della Certosa si trasforma in un territorio sonoro.

Paradiso [giardino]

Il primo margine attraversato è quello fra teatro e fotografia. Il festival si apre il 17 settembre alle 19 nel foyer del Teatro Arena del Sole con il vernissage di Sarà una mostra importante. Corpi senza menzogna, una selezione di 28 fotografie di Pippo Delbono, a cura di Simone Azzoni e Francesca Marra (Grenze Arsenali Fotografici). Nello sguardo del regista, recente Premio Ubu alla carriera, il teatro si espande fino a coincidere con il mondo: corpi, volti, tournée e incontri diventano parte dello stesso processo creativo, in un album intimo attraversato dalle presenze di Lou Reed, Tilda Swinton e Bobò, attore simbolo della compagnia di Delbono. In occasione del vernissage del 17 settembre alle 19, Vittoria Mainoldi (ONO Arte) e Simone Azzoni (Grenze Arsenali Fotografici) saranno in dialogo su usi e destini della fotografia oggi. La mostra resterà visitabile fino al 27 settembre, dal martedì al sabato dalle 11 alle 14 e dalle 16.30 alle 19, a ingresso libero.

Il giorno successivo, il 18 settembre alle 20, perAspera entra invece all’Istituto Ortopedico Rizzoli, dove Ermelinda Nasuto e Olga Durano, con la regia di Francesco Alberici, portano Dedicato, spettacolo nato dall’esperienza autobiografica della malattia e qui riallestito per la prima volta in uno spazio non teatrale. A seguire, il dialogo Il corpo come spazio di esperienza allarga la riflessione al rapporto che abbiamo con un corpo che cambia, si ammala, si frammenta e continuamente ci costringe a ridefinirci.

DEDICATO_ph_Manuela_Giusto

Il 19 settembre alle 18.30 il festival lascia il centro e raggiunge le colline di Monte San Pietro, nella casa d’artista Villa I Tigli di Flavio Favelli. Qui gruppo nanou, insieme all’artista visivo Alfredo Pirri e al musicista Bruno Dorella, costruisce Paradiso [giardino]: un lavoro site specific che nasce dal dialogo con il paesaggio e con le opere già presenti nello spazio, e che può esistere soltanto lì, in quel momento.

Il Museo del Patrimonio Industriale ospita invece il 20 settembre alle 11 la quinta Queer Art Walk di Flavia Monceri. Al centro c’è questa volta il lavoro: la storia della Fornace Galotti viene attraversata da una prospettiva queer, per mettere in discussione rappresentazioni considerate naturali e osservare come genere, differenze e rapporti di potere abbiano modificato nel tempo anche il nostro modo di pensare il lavoro.

Cambio di linguaggio il 21 settembre a Filla, nel Parco della Montagnola, dalle 18 alle 24, dove Bologna Modulare e il collettivo sloveno Clockwork Voltage danno vita ad A-333 MODULAR ASSEMBLY: sei ore tra masterclass, sperimentazione elettronica, live set e un’installazione luminosa che trasforma lo spazio insieme al suono.

Paradisogiardino-ph.LorenzaCini

Il 22 settembre alle 2o nella Sala del Pantheon della Certosa, è invece il suono di Enrico Malatesta a occupare e modificare lo spazio con Meditazione senza oggetto. Percussioni, suoni fissati e dispositivi autonomi entrano in relazione con Sala d’Attesa, l’opera realizzata da Flavio Favelli per il Pantheon nel 2008, costruendo un ambiente acustico instabile e in continua trasformazione.

Il 23 settembre alle 20 il Chiostro del Museo Civico Medievale ospita Zoo di Macellerie Pasolini, una performance che porta in scena precarietà, burocrazia e possibilità del rischio nel sistema produttivo dell’arte contemporanea, coinvolgendo performer non professionisti.

A chiudere gli appuntamenti performativi, il 24 settembre alle 19.30 al Museo Lercaro, sarà Sto a pezzi. Identità, volto, frammenti di Davide Calvaresi, realizzato insieme alle studentesse e agli studenti del Liceo Artistico Arcangeli. Fotografia, scrittura e performance scompongono e ricostruiscono il ritratto per interrogare un’identità che non è mai fissa, ma continuamente trasformata dalla memoria e dalle relazioni. Il progetto fa parte della sezione co-creation young, con cui perAspera affida ogni anno alle nuove generazioni un ruolo diretto nel processo creativo.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito o con contributo libero, con prenotazione a info@perasperafestival.org; per la Queer Art Walk è previsto soltanto il biglietto d’ingresso al Museo del Patrimonio Industriale, al costo di 3 euro.

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