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“Bologna fotografata”. La mostra che non vuole chiudere.

08-02-2018

Di Laura Bessega

“Bologna fotografata”. La mostra che non vuole chiudere.

“Fin dai primi giorni di apertura, abbiamo raccolto lettere che invocano la speranza che ‘Bologna Fotografata’ fosse permanente” , spiega Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna.

Dal 16 febbraio al 2 aprile, nel sottopasso di piazza Re Enzo, sarà quindi nuovamente possibile visitare la mostra tanto cara ai bolognesi in attesa che diventi permanente. L’area Cultura del Comune di Bologna e la Fondazione Cineteca stanno lavorando ad un progetto di ristrutturazione e ampliamento del locale sotto la piazza per la realizzazione di uno spazio abbastanza grande da rendere possibile un’esposizione stabile e altre temporanee. Unitamente alla riqualificazione stradale e al piano di recupero per il cinema Modernissimo in piazza Maggiore, questa iniziativa rappresenta un momento importante attraverso cui i cittadini possono riappropriarsi degli spazi della città.

Tre secoli di storia. Ottocento, Novecento e Nuovo Millennio raccontati attraverso lo sguardo di molti fotografi diventano memoria condivisa.

Nino Migliori, Enrico Scuro, Luca Villani, Antonio Masotti , Piero Casadei, Aldo e Paolo Ferrari, Enrico Pasquali, Walter Breviglieri, Nino Comaschi, per citarne alcuni che hanno lavorato a Bologna, hanno raccontato i grandi eventi, come le guerre mondiali, la rinascita del Dopoguerra, momenti cruciali come l’attentato del ’68 alla stazione ma anche la società ed il quotidiano di una città in continua evoluzione, in corsa verso la modernità.

Restano testimonianze preziose, documentazione ma soprattutto narrazione, perché “la fotografia”, come dice Nino Migliori, “non deve solo descrivere, deve interpretare, è un racconto fatto da una persona che ha sentimenti, idee, idiosincrasie, passioni che necessariamente si riflettono nelle situazioni, nella realtà che il fotografo sceglie di rappresentare e interpretare”.

Dunque un racconto che è ancora pensato, frutto di una riflessione. Non la foto del momento catturata dallo smartphone.

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