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“Fuck you’re judgment”, le donne prendono parola nelle opere di Miss Me

25-10-2018

Di Giulia Fini
Foto di Beatrice Belletti

“Fuck you’re judgment”, le donne prendono parola nelle opere di Miss Me

“Attivista, femminista, e uno dei più famosi artisti fuorilegge del Nord America”. Così recita la sua biografia.

È Miss Me, street artist canadese che torna a Bologna per continuare la collaborazione con Cheap, in partnership con il Festival della Violenza Illustrata, che si terrà in città dal 7 novembre al 4 dicembre. Il muro, in viale Masini dietro l’autostazione, è dipinto di rosso sangue. Le donne ritratte, che come lei portano il passamontagna con le orecchie da Mickey Mouse, prendono parola attraverso gli slogan realizzati dalla graphic designer Benedetta Bartolucci.

“Fuck you’re judgment”

“It’s not me, it’s you”

“Taci, anzi parla”

Una composizione dedicata alle lotte femministe, alla consapevolezza e riappropriazione del proprio corpo e del proprio piacere, specchio delle battaglie dell’artista, contro i concetti di genere, razza e classe.

Regolarmente invitata a parlare in programmi radiofonici, riviste, dibattiti e conferenze, come voce del nuovo attivismo femminista, Miss Me è sempre in giro per il mondo. Non rimane nello stesso posto per più di tre mesi, ma ovunque vada ama lasciare il segno con le sue opere. Se volete scoprire qualcosa in più su di lei, vi lasciamo il suo intervento al TEDx a Montreal del 2016How a vandal’s conception of morality will make you rethink society

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