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Abbiamo bisogno di utilizzare, non di possedere. Leila, la biblioteca degli oggetti

21-10-2020

Di Elena Ghini
Foto di Carol Alabrese

In fondo abbiamo bisogno di utilizzare, non di possedere.

Da questa semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria considerazione, è nata a Bologna quattro anni fa Leila, la biblioteca degli oggetti.

Per chi ancora non la conoscesse, funziona proprio come una biblioteca ma invece dei libri è possibile prendere in prestito gli oggetti. Un trapano, una tenda da campeggio, una tuta da sci, un video proiettore, strumenti che magari vengono usati poco nella quotidianità e spesso sono abbandonati in cantina o dentro un armadio.

Come funziona è semplice: con una tessera annuale di 20 euro si diventa socio, si mettono in condivisione uno o più oggetti e in cambio si possono prendere in prestito tutti quelli donati dagli altri soci.

Un progetto che vuole cambiare il paradigma su cui si basa il nostro moderno concetto di consumo, promuovendo lo scambio, la connessione e la fiducia tra le persone. Per sostenerlo, è stata lanciata una campagna di crowdfunding su ideaginger.it, che si chiude il 26 ottobre.

Lelila è un esempio di economia circolare, una pratica virtuosa promossa dal basso. Un’approccio alla vita basato sulla condivisione significa avere molteplici benefici: economici, evitando di comprare oggetti che rimangono inutilizzati, sociali, promuovendo la fiducia e la rete di conoscenze, ecologici perché si riduce il numero di oggetti da smaltire”.

Antonio Beraldi, coordinatore dell’associazione, mi spiega la filosofia che anima Leila e continua:

“Offriamo qualcosa di alternativo anche da un punto di vista culturale. Non solo mettiamo a disposizione oggetti per chi non si può permettere l’acquisto ma ci rivolgiamo anche a chi non ha difficoltà economiche e sceglie di sperimentare concretamente un approccio alternativo alla logica del possesso, che spesso porta a spendere soldi solo per colmare dei vuoti.

Chiediamo alle persone di mettersi in gioco, avere fiducia negli altri. Anche se i bolognesi hanno risposto in modo positivo, all’inizio non è stato facile. Distaccarsi dalle proprie cose è un ostacolo da superare, fino a poco tempo fa possedere qualcosa, anche se poco usata, era considerato un valore”.

Lo scorso 26 settembre è stata inaugurata la sede permanente di Leila in via Serra 2 g/h nel quartiere della Bolognina. Un passo importante che permette di stabilizzare un progetto che per quattro anni è stato itinerante.

Inaugurazione del nuovo spazio Leila Bologna

L’ambiente è ospitale, fresco di imbiancatura e attraversato dai soci fondatori che lavorano senza sosta mentre Antonio mi racconta la loro storia.

“Negli anni passati abbiamo aperto dei corner all’interno di locali e spazi della città, dove era possibile prendere e restituire gli oggetti, tra cui Dinamo, La Confraternita dell’Uva, Il caffè Belmeloro e anche Salaborsa. Il servizio era gestito da noi volontari e ci ha dato la possibilità di farci conoscere. Lo scorso dicembre abbiamo vinto un bando comunale per la rigenerazione urbana che ci ha permesso di traslocare in un posto tutto nostro. I locali hanno avuto bisogno di una profonda ristrutturazione.

Ora la sfida è sistemarlo definitivamente. A questo proposito abbiamo lanciato una raccolta fondi che spero ci permetterà, tra le altre cose, di aggiustare la saracinesca e acquistare un computer per creare un gestionale”.

Le novità sono tante, il progetto è in espansione e, grazie alla nuova sede, sarà possibile affittare una scrivania del coworking appena inaugurato e partecipare a corsi e workshop nell’officina attrezzata.

Leila diventa un luogo dove oltre agli oggetti si condividono i saperi.

“’Ho il trapano ma non so come usarlo. Mi insegnate?’ Questa è una richiesta che ci è stata fatta varie volte. Abbiamo deciso di creare un servizio in collaborazione con artigiani del territorio e associazioni che si occupano del ‘saper fare con le mani’ per permettere a chi lo desidera di imparare a costruirsi ciò di cui ha bisogno o eseguire delle riparazioni. Con i nostri workshop e corsi vogliamo anche promuovere l’arte manuale attorno alla quale abbiamo notato un interesse crescente.

Un altro progetto in partenza è il laboratorio di falegnameria dedicato ai bambini. Abbiamo voluto riproporre un’iniziativa di successo fatta in passato con la nostra cargo-bike. Una bicicletta a tre ruote allestita come un laboratorio e dotata di un cassone pieno di giochi di legno.

Inoltre metteremo a disposizione gli spazi e l’attrezzatura a quelle associazioni (sopratutto culturali) che hanno bisogno di realizzare allestimenti per gli eventi che organizzano e che non hanno mezzi e luoghi per produrre il materiale. Ad esempio supporti per mostre di fotografia che possono essere utilizzati più volte e se fatti a mano comportano un notevole risparmio.

Copriamo un esigenza che potrebbe essere tradotta in un servizio pubblico comunale o di quartiere. L’emergenza Covid ha rallentato l’organizzazione ma non la volontà di realizzare i nostri numerosi progetti”.

Team Leila Bologna

Leila è una realtà open source, nata in origine a Berlino. Un format replicabile in altre città anche utilizzando lo stesso nome. In Italia ha aperto Leila a Formigine, in provincia di Modena, Zero a Palermo e altre associazioni similari ad Alba e Milano. E, se allarghiamo l’obiettivo in Europa, troviamo altri venti centri distribuiti tra Germania, Regno Unito, Austria e Repubblica Ceca. Chi desidera aprire una biblioteca degli oggetti può richiedere sostegno e consulenza a chi ne ha già aperta una.

É arrivato il momento di salutarci e chiedo ad Antonio quale oggetto è più richiesto e quale invece manca in catalogo.

“Sicuramente il video proiettore è molto popolare. Siamo sprovvisti di pentola a pressione e di un carrello per fare i traslochi”.

Per chi volesse visitare Leila gli orari di apertura sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 16 alle 19.

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