...E Altre Storie(A) Spasso - cosa fare in città

Natale per chi rimane in città. Sei mostre (gratuite) da non perdere, tra fotografia e arte.

29-12-2025

Di Silvia Santachiara

Niente partenze? Cerchiamo di non vedere proprio tutto nero.

Mentre gli altri inseguono montagne o destinazioni tropicali, qui l’arte si prende il suo tempo.

Tra arte, fotografie e collage abbiamo selezionato 6 mostre capaci di trasformare le feste in città, in un viaggio.


Living Working Surviving 

Fondazione MAST (via Speranza 42)

Fino all’8 marzo 2026

da martedì a domenica dalle 10 alle 19

Living Working Surviving, mostra del fotografo canadese Jeff Wall, presenta una selezione di opere che ripercorrono il lungo e straordinario percorso di uno dei più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea.

Il progetto espositivo riunisce ventotto lavori realizzati tra il 1980 e il 2021, tra lightbox e stampe fotografiche a colori e in bianco e nero di grande formato, provenienti da importanti collezioni museali e private internazionali.

Le immagini di Wall indagano la vita quotidiana: gesti minimi, momenti ordinari, figure colte mentre lavorano, camminano o svolgono attività comuni. Apparenti istantanee rubate al reale, in realtà scene enigmatiche che mostrano eventi mai accaduti, composizioni volutamente ambigue che invitano lo spettatore a immergersi, interrogarsi, trovare significati.


Venire alla luce

Museo Lercaro (via Riva di Reno 57)

Fino al 15 febbraio

martedì e mercoledì 15.00-19.00

da giovedì a domenica 10 – 13 / 15 – 19

Nel buio dei campi, quando il giorno finisce, qualcuno ha osato immaginare che la luce non dovesse per forza spegnersi. Antonello Ghezzi ci invita a guardare i prati come cieli rovesciati, dove rotoballe illuminate diventano stelle mancate, sogni che si ostinano a risplendere. Venire alla luce è una mostra che racconta un’opera mai esistita, ideata nel 2020 durante il periodo del lock down. Non potendo frequentare il loro studio, gli artisti hanno immaginato nuovi spazi in cui lavorare: il laboratorio e gli strumenti di lavoro sono diventati lo spazio all’aperto, i campi, il cielo, il sole, la natura. Una mostra nata dal desiderio: quello di lasciare che l’immaginazione diventi una forza della natura. Nell’estate del 2025, sulle colline tra Bologna e Modena, una troupe di oltre trenta persone ha reso visibile, grazie alla magia del cinema, ciò che fino ad allora si era solo sognato.

Al Museo Lercaro, questo sogno prende forma in disegni, bozzetti, fotografie, suoni e tentativi, mentre il cortometraggio vedrà la sua prima visione nel 2026. È un viaggio nel cantiere di un’idea, dove l’arte si allea con agricoltori, materiali industriali, cinema e comunità. Una storia che ci ricorda che la realtà non è solo ciò che accade, ma anche ciò che potrebbe accadere — se qualcuno trova la frequenza giusta per vederla.


Corpus

Galleria Lèon (via Galliera 42/A)

Fino al 24 gennaio

da martedì a sabato 10 – 12.30 / 16 – 19.30

In Bloom di Serafino

Una mostra collettiva curata da Leonardo Iuffrida, fondatore e direttore della galleria Leòn (ve ne avevamo parlato qui), che riunisce 5 artisti, le cui opere sono state esposte nel corso del primo anno di attività dello spazio. In un’epoca dominata da selfie, social media e ostentazione dell’io, il corpo è divenuto uno strumento privilegiato nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. La galleria ha posto questo tema al centro della sua ricerca, con l’obiettivo di diventare un luogo di riflessione e confronto.

Corpus” è un’indagine visiva che riunisce gli artisti Camilla Di Bella Vecchi, Marco Gualdoni, Lulù Withheld, Ettore Moni e Serafino, ciascuno con una visione distintiva, accomunati dalla capacità di esplorare le modalità con cui il corpo si fa specchio della nostra contemporaneità.


Collegno

Want Unconventional Lab (via Saffi 16/2/E)

Fino al 6 gennaio

da martedì a sabato 10.30 – 19.30

Collagio e Fregno Design, un dialogo tra carta e legno. Il mondo irriverente di Collagio incontra la ricerca materica di Fregno: carta strappata e legno levigato, collage e scultura. Due linguaggi diversi che si intrecciano fino a diventare una nuova identità artistica. La maggior parte delle opere sono interattive: le persone possono interagire e “creare l’arte”.


Pasolini. Anatomia di un omicidio

Galleria Modernissimo

Fino all’8 gennaio

Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 14 – 20 | Sabato, domenica e festivi 10 – 20

A 50 anni dall’omicidio, avvenuto la notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, la Cineteca di Bologna ricostruisce le settimane che hanno preceduto la morte del poeta, scrittore e regista. La mostra lo racconta attraverso documenti, scritti, articoli, appunti e scatti entrati nella storia, tra cui il celebre servizio fotografico realizzato da Dino Pedriali tra Sabaudia e la Torre di Chia nell’ottobre ’75. Quel novembre segnò una frattura profonda che la Storia non ha mai saputo ricomporre. Ve ne avevamo parlato qui


Musica [in] Foto – Immagini Sonore

Sala della Musica di Salaborsa

Fino al 10 gennaio

da martedì a sabato 10.30 – 19.30

Lucio Corsi – Estragon Club. Foto di Michele Nucci

Nasce dal ricordo del fotografo Michele Nucci, recentemente scomparso, e dalla sua capacità unica di “ascoltare” la musica attraverso l’obiettivo. Un percorso che si articola in tre mostre e racconta la profonda relazione tra musica e fotografia: “Live in BO”, una selezione di immagini di Michele Nucci dedicate alla musica dal vivo a Bologna, le immagini del contest nazionale “La Musica si fa immagine” e la profondità di Echi Visivi” di Massimo Sciacca, dove la musica diventa resistenza e speranza nella Sarajevo del 1995. Ve ne abbiamo parlato qui.

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