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Scacchi, libri, teatro: Rafael, che si trovò in mezzo a una strada

01-08-2018

Di Leonardo Vicari

Scacchi, libri, teatro: Rafael, che si trovò in mezzo a una strada

A Rafael piace scrivere. “Per il Teatro del Navile ho già degli spettacoli pronti, mi vorrebbero anche sul palco ma adesso vediamo… Poi devo finire i libri che sto portando avanti. Tre, contemporaneamente”.

Uno di questi sarà dello stesso genere di Metropoli 2175 – L’ombra dell’hacker pubblicato da poco con Erreci Edizioni: fantascienza. “Sì ma ci sono tanti aspetti che riconducono alla nostra quotidianità attuale – precisa l’autore – e personaggi un po’ di tutte le scale sociali”.

A Rafael viene bene pure disegnare vignette, comporre poesie. E giocare a scacchi. È quello che fa sull’asfalto, da anni, in via D’Azeglio. Dopo una laurea in economia, dopo la scelta di andarsene da casa per problemi con la propria famiglia, dopo una miriade di lavori instabili. Dormire per terra, trovare rifugio da un prete, abbandonare il portico del Pavaglione e trovare una quasi insospettabile socialità manifesta in una delle strade più chic della città: tutta roba che Rafael Antonio Quevedo scandisce con la voce ma racconta con gli occhi.

Ha poco più di 40 anni, non ha debiti, se guadagna dieci euro gli bastano per vivere due giorni ma sente il dovere di non mollare la sua casella nello scacchiere di Bologna: Rafael non si prende ferie. Fa giocare gratuitamente i bambini, per gli adulti chiede un’offerta rigorosamente libera, e attrae il bene di quasi tutti “anche se qualcuno passa e mi insulta, un vai-a-lavorare me lo becco così, gratis.. evidentemente sono utile a far sfogare gente insoddisfatta..”. Anche le forze dell’ordine hanno imparato a conoscerlo e rispettarlo “all’inizio mi intimavano ad andarmene, accusandomi di accattonaggio, ora sono in regola perchè considerato artista di strada”.

Ah, Metropoli 2175, dicevamo.. è il libro più lungo che il sottoscritto abbia mai letto (500 pagine scritte molto bene e molto in piccolo), ed ha una gestazione incredibile, quasi improbabile, atrocemente vera: per la prima versione Rafael si affida ad un internet point, 1 euro l’ora per un mendicante è uno sprone bell’e buono per scrivere più velocemente possibile. La salva in una chiavetta, che disgraziatamente si becca un virus. Ciao.

La seconda la stampa a mano a mano che procede: gli scippano lo zaino. Moneta su moneta su moneta, il nostro si compra un pc: lo porta al bar, ci cade sopra un bicchier d’acqua. Una generosa signora gli regala uno dei suoi, è la volta buona.

Chi firma queste righe non ha mai, e sottolinea mai, avuto contatto con una storia più fiera e più colma di dignità umana.

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